Alla vigilia del weekend del Gran Premio d’Italia, mentre le moto scendono in pista per le prove libere, è stata inaugurata la mostra fotografica “Gran Premio d’Italia di motociclismo 1976-2026: 50 anni di velocità e leggende“. Un traguardo storico che affonda le sue radici in quel lontano 16 maggio 1976, quando tutto cominciò con il graffio di una pole position di Giacomo Agostini e il trionfo di Barry Sheene nella classe 500. Era l’inizio di un mito, lo specchio di un’Italia già perdutamente innamorata del fascino ribelle delle due ruote.

L’esposizione, curata da Maria Guidotti, Lorenzo Lucherini e Gigi Soldano, è un vero e proprio saggio visivo di antropologia sportiva e territoriale. Il percorso offre una retrospettiva emozionante che spazia dal motociclismo eroico degli anni ’70 fino all’epopea moderna della MotoGP: mezzo secolo di storie, campioni e passioni scritte a più di 300 all’ora sull’asfalto più bello del mondo. Per dare vita a questo racconto sono scesi in pista i più grandi professionisti dell’obiettivo, un collettivo d’eccellenza che vede i contributi di Gigi Soldano Milagro, Bernardo Baluganti, Luca Bracali, Rudy Carezzevoli, Alex Farinelli, Francesco Noferini, Fermino Fraternali, Tino Martino, Carlo Mentelli, Fabrizio Porrozzi, Jesus Robledo e Lukasz Swiderek, con un ringraziamento speciale a Carlo Canzano e Filippo Falsaperla per il supporto documentale.
Dalle foto d’epoca in bianco e nero, agli scatti più recenti, gli omaggi di caschi e carene fino ai 14 ritratti realizzati da Gigi Soldano dei piloti che hanno fatto l’impresa sul circuito toscano (e non solo).

Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero, in occasione del taglio del nastro, ha voluto esprimere il proprio tributo a quanti, mezzo secolo fa, ebbero la lungimiranza di credere in questo sogno: “Pensare oggi di poter realizzare in Italia un autodromo di questo livello, partendo da zero, sarebbe un’impresa pressoché impossibile. Per questo dobbiamo essere immensamente grati a chi, cinquant’anni fa, ha voluto e guidato questa scelta, a partire dall’allora sindaco Pieri e da tutte le persone che oggettivamente collaborarono per far nascere il circuito“.

Il primo cittadino ha poi voluto ringraziare sentitamente tutti i collaboratori del Mugello Circuit, ricordando l’immenso lavoro “invisibile“ che scatta il giorno stesso in cui si spegne l’eco di un Gran Premio per iniziare a preparare quello dell’anno successivo, tra faldoni di permessi, autorizzazioni e un livello di professionalità che cresce costantemente. “Vedere queste foto, riscoprire come si correva cinquant’anni fa e rivedere i volti di chi ha calcato questo asfalto ci riempie di orgoglio – ha concluso il sindaco Ignesti – ma questa mostra non deve essere vissuta solo come una celebrazione del passato. È il punto di partenza da cui scattare verso nuove prospettive, nuovi traguardi e un nuovo futuro per il nostro Mugello“.