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A Bagno a Ripoli apre “Casa Gemma”: un bene sottratto alla criminalità diventa co-housing

A Bagno a Ripoli inaugurato un progetto di accoglienza per cittadini in situazioni di vulnerabilità, grazie a un cofinanziamento della Regione Toscana di 345.500 euro e a un investimento comunale di 40mila euro

Diop – inaugurazione Casa Gemma

Lunedì 8 giugno 2026 a Bagno a Ripoli ha aperto ufficialmente le porte “Casa Gemma”, la villetta di via Roma 343 confiscata alla mafia cinese e restituita alla comunità come progetto di co-housing destinato a persone in condizioni di fragilità abitativa.

L’inaugurazione si è svolta con l’ingresso dei primi quattro ospiti, accolti dal sindaco di Bagno a Ripoli e presidente della Società della salute fiorentina Sud-Est Francesco Pignotti, dalla vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, dalle autorità civili e dalle forze dell’ordine, insieme a Marco Seracini, presidente della Fondazione Solidarietà Caritas, soggetto individuato dalla Sds per la gestione della struttura in collaborazione con il Consorzio CoeSo e la cooperativa sociale Arca.

Trasferita al Comune di Bagno a Ripoli nel 2023, la villetta è stata completamente ristrutturata grazie a un cofinanziamento della Regione Toscana di 345.500 euro e a un investimento comunale di 40mila euro.

La struttura può ospitare fino a dieci persone e offrirà accoglienza temporanea a cittadini in situazioni di vulnerabilità, accompagnandoli in un percorso verso l’autonomia abitativa e personale.

Oltre a garantire una sistemazione temporanea, il progetto punta infatti a favorire processi di inclusione attraverso attività di socializzazione, collaborazione e mutuo aiuto.

Il nome scelto per la casa, “Gemma”, richiama proprio l’immagine di un germoglio pronto a sbocciare, simbolo di una nuova possibilità per chi sta attraversando un momento di difficoltà.

Gli interventi di ristrutturazione hanno reso l’immobile flessibile e adatto ad accogliere esigenze diverse, dai nuclei monoparentali alle famiglie.

La struttura dispone di sette camere, sei bagni, cucina condivisa, mansarda, ampio terrazzo, giardino e garage. Parte degli arredi è stata donata da Ikea Firenze nell’ambito del progetto “Un posto da Chiamare Casa”.

“Oggi Casa Gemma apre le sue porte e con esse si apre un nuovo capitolo per questa comunità che lancia un messaggio forte contro le mafie e l’illegalità. Quello che era un simbolo del potere della criminalità diventa un luogo di diritti, di riscatto, di solidarietà. Eravamo già stati qui alcune settimane fa per un sopralluogo, ma adesso inizia davvero una nuova storia. Sono molto orgogliosa che la Regione abbia dato un contributo importante e ringrazio per l’impegno e la determinazione il Comune di Bagno a Ripoli e organizzazioni del Terzo settore, che insieme hanno saputo trasformare questa villetta sottratta alla criminalità organizzata in un luogo di inclusione. È il modo migliore per salutare i trent’anni di una legge lungimirante come la 109, che ha consentito il riuso sociale dei beni confiscati e ci permette di costruire concretamente una Toscana più giusta” ha dichiarato la vicepresidente Mia Diop.

“È stato estirpato un male che provava a mettere radici sul nostro territorio. Alla mafia abbiamo risposto con un progetto che pensa ai più fragili, all’insegna della legalità e dell’inclusione sociale. Tutto ciò è stato possibile grazie al gioco di squadra tra istituzioni, forze dell’ordine, mondo del terzo settore e associazioni. La dimostrazione che unite le nostre comunità sono più forti della criminalità organizzata” ha commentato il sindaco e presidente della Sds Francesco Pignotti.

“Per la Fondazione Caritas Firenze gestire Casa Gemma con i nostri operatori significa molto più che tenere aperta una struttura: vuol dire accompagnare ogni persona che vi troverà accoglienza in un percorso di dignità e di autonomia. Saremo accanto a chi vive una condizione di fragilità abitativa, non soltanto per offrire un tetto temporaneo, ma per sostenere relazioni, fiducia e capacità di ripartire. Che tutto questo nasca in un bene sottratto alla criminalità organizzata rende il nostro impegno ancora più significativo: dove c’era sopraffazione e illegalità prende forma oggi un luogo di cura e di comunità. Il male che si trasforma in bene. Lavoreremo in stretta collaborazione con il Comune di Bagno a Ripoli, la Società della Salute Fiorentina Sud Est, la Regione Toscana e i partner con cui condividiamo questo cammino, il Consorzio per la Cooperazione e la Solidarietà CoeSO e Arca Cooperativa sociale, convinti che solo insieme un simbolo di dominio possa trasformarsi in un presidio di diritti e di solidarietà” ha dichiarato il presidente della Fondazione Caritas Firenze Marco Seracini.

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