La moda maschile italiana archivia il 2025 in territorio negativo, con una flessione del -2,2% e un fatturato di 11,2 miliardi di euro circa. Lo rivela una nota di Confindustria Moda diffusa in occasione di Pitti Uomo 110, dal 16 al 19 giugno alla Fortezza da Basso di Firenze.
La confezione in pelle si conferma l’unico segmento in crescita (+4,9%). Al contrario, risultano ancora in territorio negativo tutti gli altri comparti: la contrazione più marcata interessa la camiceria (-4,5%), seguita dalla maglieria esterna (-3%) e dalle cravatte (-2,8%). Più contenuto il calo del vestiario esterno, interessato da una variazione del -1,6%.
Mercati e fornitori
Con riferimento ai mercati esteri, le esportazioni archiviano il 2025 con una flessione del -1,7%, scendendo a 8,7 miliardi di euro circa. L’import torna in territorio positivo e mostra un incremento del +1,8%, attestandosi a 5,4 miliardi di euro.
Analizzando la geografia degli scambi, sul fronte delle esportazioni emerge una dinamica divergente tra le due principali aree di destinazione: le aree Ue mostrano una crescita del +3%, portando la loro incidenza al 48,1% del totale (in aumento rispetto al 45,9% del 2024), mentre l’extra-UE evidenzia una contrazione del -5,7%, pur mantenendo la quota maggioritaria con il 51,9% dell’export complessivo.
Sul versante delle importazioni, si osserva un rafforzamento del ruolo dei fornitori extra-europei, che registrano una crescita del +6,9% e arrivano a rappresentare il 54,0% del totale (dal 51,5% del 2024). Al contrario, i flussi provenienti dall’area Ue risultano in calo del -3,2%, riducendo la propria incidenza al 46% (rispetto al 48,5% dell’anno precedente).
Pitti Uomo 110

Nonostante la frenata del mercato, la risposta di Pitti Immagine Uomo punta sulla massima internazionalizzazione. I padiglioni della Fortezza da Basso accolgono 740 brand, di cui ben il 45% provenienti dall’estero (più di 30 i paesi rappresentati).
“Abbiamo alle spalle storia, tradizione e competenze – ha dichiarato Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine – ma abbiamo anche gli strumenti per affrontare le nuove sfide che ci attendono, che attendono tutto il settore moda. Energia, coraggio e visione trasformatrice caratterizzano da sempre il nostro lavoro, sono gli elementi che ci hanno consentito di ridisegnare a ogni frangente decisivo lo stesso concetto di fiera, trasformando Pitti Uomo in un evento non solo commerciale, ma anche un promotore culturale, un luogo di confronto, generativo di nuove idee, tendenze e connessioni. È così che si diventa leader internazionali ed è così che si mantiene quella leadership”.
Il tema
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La ricetta di Pitti Uomo per rispondere alla complessità del momento si riflette anche nelle scelte artistiche e nel tema guida di questa edizione, intitolato The pool. Lungi dall’essere una semplice celebrazione della stagione estiva o del relax a bordo piscina, il concetto visivo si trasforma in Fortezza in una riflessione profonda sul sistema produttivo.
Nel Piazzale Centrale, l’installazione curata da Philéo Landowski e Pascal Hachem si presenta infatti come un monumentale cantiere scultoreo composto da una fitta rete di tubi oversize. L’obiettivo dell’opera è invitare i visitatori a guardare sotto la superficie per scoprire ciò che solitamente resta invisibile: le infrastrutture tecniche, l’organizzazione e, soprattutto, la centralità del lavoro manuale e industriale. Una metafora che fotografa l’impegno dell’intera filiera del menswear in questo particolare frangente storico.