Attualità/

Morto Carlo Ginzburg, grande storico italiano: il cordoglio della Regione

Profondo il legame con la Toscana: ha studiato a Pisa ed è stato docente alla Normale. L’assessora Manetti: “Ha insegnato a generazioni di studiosi e lettori che anche le vicende apparentemente marginali possono illuminare i grandi processi della storia”

È morto Carlo Ginzburg,  87 anni, storico e saggista italiano, figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Levi in Ginzburg. È considerato uno dei maestri della microstoria, la corrente nata in Italia negli anni Settanta che ricostruisce la storia attraverso vicende di persone comuni. I suoi studi, infatti, sono noi per essere legati alla cultura popolare, alla stregoneria, alle eresie, alle credenze religiose dell’età moderna.

Nato a Torino il 15 aprile del 1939, ha studiato all’Università di Pisa e alla Scuola Normale, poi al Warburg Institute di Londra. Ha insegnato in alcune delle più prestigiose università del mondo: da Bologna fino ad Harvard, Yale, Università della California e Princeton. Poi tornò alla Normale di Pisa come docente di Storia delle culture europee.

A metà degli anni Sessanta, sono celebri i suoi studi sui processi dell’Inquisizione  e la ricostruzione della vicenda dei “benandanti”, i propiziatori di un culto della fertilità nel Friuli tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento. Ha trascorso i suoi ultimi anni a Bologna, dove si vedeva spesso in centro. Lascia due figlie, avute con Anna Rossi-Doria: Silvia, storica dell’arte, e Lisa, storica della filosofia e scrittrice.

“Con Carlo Ginzburg perdiamo uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, uno storico che ha saputo rivoluzionare il modo di guardare al passato e di raccontarlo. Attraverso i suoi studi, e in particolare con la lezione della microstoria, ha insegnato a generazioni di studiosi e lettori che anche le vicende apparentemente marginali possono illuminare i grandi processi della storia”. È il cordoglio della Regione attraverso le parole dell’assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti,  “La sua figura – prosegue – è stata profondamente legata alla Toscana, alla Scuola Normale Superiore di Pisa e a quel patrimonio culturale rinascimentale che ha contribuito a interpretare con rigore, originalità e straordinaria capacità di lettura delle fonti”.

I più popolari su intoscana
intoscana
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.