I lavori di sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino, programmati da RFI e non più rinviabili, provocheranno l’interruzione della circolazione ferroviaria tra Firenze Campo di Marte e Firenze Rifredi dalle 23 di domenica 5 luglio alle 4 di venerdì 10 luglio e dalle 23 di domenica 26 luglio alle 11 di giovedì 30 luglio.
Trenitalia ed Rfi con gli enti locali coinvolti, quindi Regione e Comune di Firenze, hanno definito una programmazione straordinaria del servizio per assicurare il maggior numero possibile di collegamenti ferroviari.
“L’intervento di Rfi su Ponte al Pino è necessario e non più rinviabile”, affermano il presidente Eugenio Giani e l’assessore a infrastrutture e trasporti Filippo Boni. “Sappiamo che le conseguenze per chi viaggia saranno significative e proprio per questo abbiamo lavorato affinché il servizio ferroviario fosse rimodulato garantendo il maggior numero possibile di collegamenti, con particolare attenzione ai pendolari. Chiediamo a tutti di programmare con anticipo gli spostamenti, verificare le informazioni prima della partenza sui sistemi informativi di Trenitalia e, quando possibile, ridurre gli spostamenti verso Firenze nelle giornate di chiusura”.
Interruzione tra Campo di Marte e Rifredi: i treni su faetina e aretina
Le stazioni di Firenze Campo di Marte e Firenze Rifredi resteranno operative, ma il tratto interessato dai lavori sarà chiuso provocando delle modifiche al servizio.
I treni regionali delle direttrici Chiusi-Arezzo-Firenze Santa Maria Novella saranno limitati a Firenze Campo di Marte. Anche i treni provenienti da Roma e Foligno e diretti a Firenze Santa Maria Novella termineranno la corsa a Firenze Campo di Marte.
Saranno soppressi i treni della relazione Montevarchi-Prato-Pistoia. Mentre i treni Firenze-Borgo San Lorenzo-Faenza, via Vaglia, circoleranno regolarmente. Saranno invece soppressi i treni tra Firenze Campo di Marte e Borgo San Lorenzo.
Sulla relazione Firenze-Borgo San Lorenzo via Pontassieve, i treni saranno limitati a Pontassieve, con l’eccezione dei treni 18934 e 18938, caratterizzati da una maggiore frequentazione, che raggiungeranno Firenze Campo di Marte.
Il primo collegamento mattutino Borgo San Lorenzo-Firenze Santa Maria Novella via Pontassieve, treno 18930, sarà integralmente sostituito dal bus FI262 fino a Firenze Santa Maria Novella. Anche l’ultimo collegamento della giornata, treno 18978, sarà sostituito dal bus FI260.
Durante i lavori, sulla linea aretina sarà assicurato almeno un collegamento veloce all’ora sulla Direttissima e almeno un collegamento all’ora che effettua tutte le fermate sulla linea lenta. Nella fascia mattutina, fino a circa le 9, è stato necessario ridurre il numero delle corse effettuate e la programmazione è stata definita tenendo conto dei limiti infrastrutturali della stazione Firenze Campo di Marte e delle esigenze delle diverse direttrici ferroviarie coinvolte.
Raggiungere il centro di Firenze
Il consiglio è di informarsi bene sui canali di Trenitalia e programmare per tempo gli spostamenti. Il Comune di Firenze ha organizzato un servizio di navette gratuite ad alta frequenza, con il supporto di personale volontario della Protezione civile regionale a dare informazioni.
Chi vuole raggiungere il centro della città arrivando in treno a Firenze Campo di Marte, potrà farlo senza acquistare ulteriori titoli di viaggio: dalla stazione Campo di Marte partiranno dei bus navetta ad alta frequenza (non visibili nei sistemi telematici di vendita di Trenitalia) che collegheranno alle fermate Libertà-Parterre della linea 2 della tramvia e Fortezza della linea 1. Da lì sarà possibile raggiungere la stazione di Santa Maria Novella utilizzando gratuitamente il tram fino alla fermata Alamanni. Per il ritorno a Campo di Marte basterà fare lo stesso percorso all’inverso.
Qui il dettaglio di tutti i treni in arrivo e in partenza da Firenze Campo di Marte durante le due finestre di interruzione.
La Regione Toscana lancia un appello: “Invita tutti gli enti e le aziende, nelle giornate interessate dalle limitazioni ferroviarie, a favorire il lavoro da remoto, riorganizzare le attività e limitare gli spostamenti non indispensabili, al fine di ridurre la congestione e garantire la mobilità di chi opera nei servizi essenziali”.