Un viaggio indietro nel tempo, tra memorie, racconti e dociumenti per raccontare l’ottantesimo anniversario della Repubblica. Il Premio Pieve Saverio Tutino 2026 promosso dall’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano, arriva all sua 42° edizione, dal 17 al 20 settembre, con un programma di libri, mostre, spettacoli, concerti, dialoghi con autrici e autori dei testi in concorso.
“La Repubblica nelle memorie (1946-2026)” è il tema di quest’anno. Più di venti incontri – tutti gratuiti e trasmessi in streaming – con tanti ospiti accolti daCamillo Brezzi, presidente del Comitato scientifico dell’Archivio, e la direttrice Natalia Cangi: tra questi Guido Barbieri, Marco Damilano, Monica D’Onofrio, Filippo Focardi, Patrizia Gabrielli, Ilaria Gaspari, Umberto Gentiloni Silveri, Giorgio Nisini, Marco Revelli, Marino Sinibaldi, Lucia Tancredi.
Il Premio Città del diario sarà assegnato a Lella Costa, attrice, scrittrice, drammaturga, “per il suo straordinario lavoro sulla memoria”, si legge in una nota. Resi noti anche gli otto racconti autobiografici finalisti al Premio Pieve. Sono di: Olga Ajello, Nicolò Augelli, Mario Barbieri, Fernanda Capece Minutolo, Nedal Cini Al Zyod, Angela Coletta, Patrizia D’Alterio, Placido Priscimone.
I finalisti
I diari, le autobiografie, le memorie arriva ai nostri giorni dalla fine del XIX secolo, storie per “ricordarsi che la democrazia è composta da un racconto di partecipazione, che continua a scriversi anche attraverso le scelte quotidiane del singolo”, spiegano gli organizzatori.
Dal siciliano Placido Priscimone – contadino dall’età di cinque anni, giovane soldato nella Prima guerra mondiale e poi agricoltore – descrive una Sicilia sopraffatta dal brigantaggio, le esperienze al fronte fino alla ritirata di Caporetto, il suo arresto per un amore contrastato. Il lombardo Nicolò Augelli porta la storia di riscatto di un uomo che, per abuso di sostanze, finisce in una comunità, dove si sta costruendo la propria strada grazie alla potenza terapeutica della scrittura.
Mario Barbieri riannoda ricordi e testimonianze dalle trincee delle Guerre mondiali, sul perché il fascismo, affermatosi con la violenza, raggiunse negli anni ‘30 un consenso quasi generale.
Toccanti i racconti di due giovani donne: Angela Coletta, staffetta nella Resistenza lombarda al fianco partigiani, e Olga Ajello, sola con due figli piccolissimi ad Addis Abeba, affronta un viaggio complesso verso la città di Pola attraverso i campi di concentramento inglesi, per imbarcarsi sulla Saturnia.
C’è poi Fernanda Capece Minutolo, erede di una nobile famiglia napoletana, determinata a portare in Portogallo, di nascosto, la bandiera sabauda a Umberto II all’indomani del Referendum. Patrizia D’Alterio, cooperante internazionale intreccia la storia della sua famiglia e di suo fratello, vittima di un destino tragico, con la storia della Colombia. E infine Nedal Cini Al Zyod, italiano di origini giordane, di una famiglia di beduini palestinesi profuga durante la guerra della Giordania contro OLP.