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Pinocchio al cinema: sei film in cui il burattino di Collodi ha preso vita

Dalla Disney a Guillermo del Toro, passando per Comencini, Benigni, Garrone e Zemeckis: sei film, sei modi completamente diversi di raccontare il burattino di legno più famoso della letteratura

Pinocchio di Matteo Garrone

Ci sono personaggi che appartengono così profondamente all’immaginario collettivo da non smettere mai di rinascere, è il caso di Pinocchio, il burattino creato dallo scrittore fiorentino Carlo Collodi nel 1881, protagonista di uno dei libri italiani più tradotti e conosciuti al mondo.

Il cinema lo ha raccontato molte volte, dalla fantasia disneyana al realismo di Comencini, dal Pinocchio istrionico di Benigni a quello oscuro di Garrone, fino al live action di Zemeckis e alla fiaba politica di Guillermo del Toro, ogni regista ha trovato nel burattino di Collodi qualcosa di diverso.

Forse è proprio questa la sua forza: Pinocchio cambia insieme a noi. Ogni epoca vede nel burattino ciò che più le somiglia: il desiderio di diventare grandi, la paura di perdere chi amiamo, la ribellione alle regole o la ricerca della libertà.

Pinocchio, 1940, Walt Disney – © https://it.wikipedia.org/wiki/Pinocchio_(film_1940)

1-Pinocchio di Walt Disney (1940)

Il primo grande Pinocchio cinematografico internazionale è quello di Walt Disney. Il film del 1940 trasforma la storia di Collodi in una fiaba musicale, aggiungendo personaggi destinati a diventare iconici, come il Grillo Parlante. È il Pinocchio dell’infanzia di milioni di spettatori, quello delle bugie, della Fata Turchina e di When You Wish Upon a Star. Una versione più rassicurante rispetto all’originale di Collodi, che poi è diventata un classico.

2-Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini (1972)

È probabilmente il Pinocchio più amato dagli italiani. Lo sceneggiato di Luigi Comencini, interpretato da Andrea Balestri, Nino Manfredi e Gina Lollobrigida, restituisce alla storia un’atmosfera povera, malinconica e profondamente toscana. Al centro non ci sono soltanto le avventure del burattino, ma soprattutto il rapporto tra Geppetto e il figlio che non riesce a trattenere. Un racconto di formazione che conserva tutta la durezza della fiaba di Collodi. Indimenticabile la struggente colonna sonora realizzata da Fiorenzo Carpi. Il film è visibile su RaiPlay. 

Le avventure di Pinocchio, Luigi Comencini – © https://www.raiplay.it/programmi/leavventuredipinocchio

3-Pinocchio di Roberto Benigni (2002)

Dopo il successo internazionale de La vita è bella, Roberto Benigni affronta il grande sogno di portare Pinocchio sul grande schermo e decide addirittura di interpretarlo, nonostante abbia ormai cinquant’anni. Il film punta sulla spettacolarità, sulle scenografie e sul grottesco, con Nicoletta Braschi nei panni della Fata Turchina. Un progetto ambizioso e molto discusso, che rimane una delle riletture più personali del romanzo di Collodi.

4-Pinocchio di Matteo Garrone (2019)

Quasi vent’anni dopo Benigni, è Matteo Garrone a tornare nel mondo di Collodi. Il suo Pinocchio è più oscuro, fisico e inquietante, lontano dalla versione disneyana della fiaba. Federico Ielapi interpreta il burattino, mentre Roberto Benigni torna a Pinocchio, questa volta nel ruolo di Geppetto. Garrone recupera la povertà, la fame, la paura e il lato quasi perturbante della storia originale, costruendo un universo visivo ricchissimo. Il film si merita anche due candidature agli Oscar per gli straordinari costumi realizzati da Massimo Cantini Parrini e il trucco.

Pinocchio di Roberto Benigni – © ChatGPT Image

5-Pinocchio di Robert Zemeckis (2022)

Disney torna sul suo stesso classico con un remake in live action diretto da Robert Zemeckis. Tom Hanks è Geppetto, mentre il giovane Benjamin Evan Ainsworth presta voce e movimenti a Pinocchio. Il film riprende molti elementi dell’animazione del 1940, comprese alcune canzoni, e li aggiorna attraverso la computer grafica. È il Pinocchio dell’era digitale, costruito più sulla memoria del film Disney che sul libro di Collodi.

6-Pinocchio di Guillermo del Toro (2022)

Nel 2022 Guillermo Del Toro realizza il Pinocchio più politico di tutti, trasportando la storia nell’Italia fascista degli anni Trenta e realizzandola attraverso la stop motion. Il suo burattino non vuole semplicemente diventare un bambino: vuole essere libero, diverso, capace di scegliere il proprio destino. La guerra e il fascismo fanno da sfondo a una storia che parla di obbedienza, lutto, autorità e libertà. È un film molto più adulto di quanto suggerisca l’apparenza della fiaba e trasforma Pinocchio in una metafora della disobbedienza. Il risultato è visionario e malinconico, ma anche profondamente politico. Nel 2023 ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione.

Il Pinocchio di Guillermo Del Toro, vincitore del premio Oscar
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