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Housing first, a Firenze tre nuove case per persone fragili

In tutto sono 16 gli alloggi che il Comune destina a donne con bambini e anziani usciti da situazioni di difficoltà, che stanno avviando un percorso di autonomia e di inclusione sociale

Anziani

Una casa per chi cerca di rialzarsi dopo una situazione difficile, come donne con bambini e anziani fragili che vogliono essere autonomi dopo un periodo di vulnerabilità e di difficoltà. Il Comune di Firenze amplia la rete cosiddetta di “housing first”  con tre nuovi appartamenti di via dell’Anconella dove troveranno alloggio persone in difficoltà attraverso una coabitazione supportata da operatori.

Gli spazi, realizzati nell’immobile comunale al civico 1, sono stati presentati dalla sindaca Sara Funaro e dell’assessore al Welfare e alla casa Nicola Paulesu. L’intervento è finanziato con 500mila euro del Pnrr e si aggiunge al progetto già completato in via Pier Capponi, il primo di housing first della città di Firenze. Negli immobili di proprietà del Comune, è stata infatti completata una struttura di cohousing composta da 13 alloggi con spazi e servizi comuni.

Tre nuove case per persone fragili

I tre appartamenti sono destinati a persone in condizioni di particolare fragilità sociale e abitativa, già prese in carico dai servizi sociali e che non sono in grado di accedere autonomamente a una soluzione abitativa.

L’intervento di via dell’Anconella si inserisce nello stesso percorso di Housing First realizzato in via Pier Capponi. L’investimento complessivo per i due interventi è di 1,5 milioni di euro, di cui un milione destinato a via Pier Capponi e 500mila euro a via dell’Anconella, grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I 16 alloggi potranno offrire complessivamente una risposta abitativa fino a circa 35 persone.

Il modello Housing First

La casa diventa così il punto di partenza di un percorso di uscita dalla marginalità, verso l’autonomia e l’inclusione sociale.

“L’housing first – spiega la sindaca – è un modello che mette insieme il diritto alla casa e un percorso di accompagnamento verso l’autonomia. In questo stabile appena riqualificato abbiamo scelto di rivolgerci soprattutto a donne in condizioni di fragilità con bambini e a persone anziane che si trovano in una situazione di marginalità. Qui serve una risposta abitativa diversa, che non sia soltanto quella di garantire un tetto, ma che preveda anche un accompagnamento adeguato. Housing First significa esattamente questo: partire dalla casa per ricostruire un progetto di vita, attraverso una coabitazione supportata dagli operatori, andando verso una maggiore inclusione sociale”.

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