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Otto nuovi musei ottengono il riconoscimento di rilevanza regionale, Manetti: “Una rete di qualità”

Dalla Val d’Elsa alla Lunigiana, da Livorno a Signa: le nuove realtà riconosciute come musei di rilevanza regionale ampliano una rete che racconta la storia e l’identità dei territori toscani

Musei

Sono 128 i musei e gli ecomusei toscani riconosciuti di rilevanza regionale un patrimonio che nel 2026 si arricchisce di otto nuove realtà, selezionate tra gli oltre 700 musei e luoghi della cultura non statali e senza scopo di lucro presenti in Toscana.

I nuovi ingressi raccontano la ricchezza e la varietà del sistema museale regionale: dai grandi musei cittadini alle piccole istituzioni profondamente legate alla storia, alle tradizioni e alla memoria dei territori.

I musei riconosciuti sono: il Palazzo Pretorio – Museo archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” di Colle di Val d’Elsa (Siena), il Museo Civico della Paglia di Signa (Firenze), il Museo di Massaciuccoli Romana di Massarosa (Lucca), il Museo Civico “Giovanni Fattori” di Livorno, il MAD’ Museo dell’Albero d’Oro di Lucignano (Arezzo), il Museo delle Statue Stele Lunigianesi A. C. Ambrosi di Pontremoli (Massa-Carrara), il Museo artistico della Bambola di Suvereto (Livorno) e il Museo Civico Archeologico di Sarteano (Siena).

Il riconoscimento regionale certifica il rispetto degli standard nazionali relativi a quattro ambiti fondamentali: organizzazione, gestione e cura delle collezioni, comunicazione e rapporti con il territorio.

Dal 2020, grazie alla collaborazione con il Ministero della Cultura, la Toscana ha inoltre attivato una procedura che permette ai musei di ottenere contestualmente il riconoscimento regionale e l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale.

“Otto nuovi riconoscimenti che raccontano molto bene la straordinaria ricchezza e varietà del patrimonio culturale della Toscana – afferma l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti –. Ci sono musei di città importanti e realtà di piccoli Comuni, collezioni archeologiche, artistiche e testimonianze profondamente legate alla storia e all’identità dei territori. È proprio questo uno degli aspetti più significativi: la qualità culturale non appartiene soltanto ai grandi centri, ma attraversa tutta la nostra regione. Questi musei sono presìdi fondamentali della Toscana diffusa, luoghi capaci di custodire il patrimonio, renderlo accessibile, creare conoscenza e rafforzare il rapporto tra le comunità e la propria storia”.

“Arrivare a 128 musei di rilevanza regionale – prosegue Manetti – significa avere costruito una rete sempre più forte e qualificata. Dietro ogni riconoscimento ci sono investimenti, lavoro, professionalità e spesso un grande impegno da parte dei Comuni, anche di quelli più piccoli. Come Regione vogliamo continuare ad accompagnare questo percorso, perché investire sui musei significa investire sulla cultura, sull’identità dei territori e sulla loro capacità di essere attrattivi e vitali”.

MAB – Museo Artistico della Bambola – Collezione Maria Micaelli

Gli otto nuovi musei

Palazzo Pretorio – Museo archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, Colle di Val d’Elsa (Siena)
Ospitato nel Palazzo Pretorio, il museo archeologico racconta la storia del territorio attraverso le testimonianze del passato. Già riconosciuto come museo di rilevanza regionale, è stato nuovamente accreditato dopo un lungo periodo di chiusura e la riapertura in una sede rinnovata.

Museo Civico della Paglia, Signa (Firenze)
È dedicato alla tradizione della lavorazione della paglia, una delle attività che hanno caratterizzato la storia economica e artigianale di Signa. Il riconoscimento arriva al termine di un percorso di trasformazione e ricollocazione della struttura, che ha consentito di rinnovarne l’offerta.

Museo di Massaciuccoli Romana, Massarosa (Lucca)
Il museo documenta la presenza romana nell’area di Massaciuccoli e si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione archeologica. La collezione è cresciuta anche grazie alle campagne di scavo e oggi la visita museale è integrata con quella dell’Area Archeologica di Massaciuccoli Romana.

Museo Civico “Giovanni Fattori”, Livorno
È una delle principali istituzioni culturali della città e conserva importanti collezioni artistiche all’interno di una prestigiosa sede storica. Con il nuovo riconoscimento entra nella rete regionale insieme al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo e al Museo della Città – Polo culturale Bottini dell’Olio.

MAD’ Museo dell’Albero d’Oro, Lucignano (Arezzo)
Ospitato in una sede medievale affrescata, il museo custodisce il celebre Albero d’Oro, straordinario reliquiario realizzato tra il 1350 e il 1471. L’opera, tra i simboli di Lucignano, è tornata recentemente al centro dell’attenzione anche grazie al recupero di alcune parti sottratte oltre un secolo fa.

Museo delle Statue Stele Lunigianesi A. C. Ambrosi, Pontremoli (Massa-Carrara)
Ha sede nel Castello del Piagnaro e conserva la più ampia collezione esistente di statue-stele lunigianesi, enigmatiche testimonianze della preistoria che coprono un arco cronologico compreso tra l’Età del Rame e l’Età del Ferro.

Museo artistico della Bambola, Suvereto (Livorno)
Il museo conserva una raccolta dedicata alla bambola e alla sua evoluzione come oggetto artistico e culturale. Il riconoscimento si inserisce nel più ampio percorso intrapreso da Suvereto per qualificare la propria offerta culturale e valorizzare il patrimonio del borgo.

Museo Civico Archeologico, Sarteano (Siena)
Il museo custodisce importanti collezioni archeologiche e propone anche la ricostruzione a grandezza naturale della celebre Tomba della Quadriga Infernale. La struttura completa il percorso di visita con la vicina Area Archeologica delle Pianacce, dove si trova la tomba etrusca. Il ritorno nella rete dei musei di rilevanza regionale è arrivato dopo gli interventi di adeguamento agli standard antincendio.

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