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Treni, la Regione rilancia sulla linea aretina. Boni: “Servono un nuovo Memorario e il raddoppio Figline-Rovezzano

L’assessore Boni a confronto con amministratori e pendolari: pronti i primi treni veloci a novembre, ma per risolvere la strozzatura della linea serve l’intervento strutturale del Governo

Territori a Bordo – Incontro con i sindaci, Trenitalia, RFI e i comitati dei pendolari sulla linea aretina promosso dall’assessore Filippo Boni

Un piano d’azione su due binari per sottrarre la linea aretina all’emergenza continua: da un lato la riscrittura degli orari attraverso un nuovo ‘Memorario’, dall’altro la richiesta pressante al Governo e a Rfi per il raddoppio della tratta tra Figline e Rovezzano. Si è chiuso con queste linee guida il tavolo istituzionale di confronto convocato nel palazzo comunale di San Giovanni Valdarno, che ha visto seduti allo stesso tavolo l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni, la sindaca Valentina Vadi, i rappresentanti dei Comuni del territorio, i comitati dei pendolari, le associazioni dei consumatori e i delegati di Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia.

L’incontro ha fatto emergere le storiche criticità di una direttrice su cui convivono a fatica convogli regionali e treni ad Alta Velocità, aggravata di recente da una frequente successione di guasti. L’assessore Boni ha annunciato l’arrivo dei primi due treni Etr108 da 200 km/h entro la prima metà di novembre, primi tasselli di una flotta di sei convogli destinati alla Toscana.

“Questo è il primo tavolo di confronto relativo a questa linea dopo l’estate – ha detto Boni – ci eravamo lasciato augurandoci che le cose migliorassero invece abbiamo assistito ad una serie incresciosa di guasti ed incidenti, che hanno creato numerose situazioni critiche e impreviste. Ho studiato e riflettuto a lungo su questa linea, che ha delle caratteristiche specifiche rispetto a tutte le altre, perché rappresenta una ‘strozzatura’ anche nel traffico ferroviario nazionale. Sono giunto alla conclusione che per migliorare il servizio i nostri obiettivi per i prossimi anni devono essere due: rifare un nuovo orario, diciamo pure un nuovo ‘Memorario’, più aderente alle attuali necessità, ma soprattutto chiedere a gran voce al Governo ed a RFI il raddoppio della tratta Figline-Rovezzano, perché solo con un reale potenziamento della linea si potrà risolvere una carenza infrastrutturale che la vede satura e per questo soggetta a intoppi e criticità continue. Regione, territori e cittadini devono farsi promotori di una richiesta netta per intervenire. Terminato il passante Tav di Firenze il prossimo grande lavoro da chiedere a RFI è questo, perché intervenire in maniera strutturale è l’unica soluzione possibile per risolvere un problema che è della linea aretina ma non solo, è anche un problema del traffico ferroviario nazionale”.

Tra i temi centrali affrontati nel vertice figura anche l’importanza dell’informazione in tempo reale durante le emergenze, modello già testato positivamente in occasione dei cantieri di Ponte a Pino a Firenze grazie anche al coordinamento con le piattaforme social del Comitato dei pendolari del Valdarno.

“E’ necessario che tutti i soggetti coinvolti – ha aggiunto Boni – portino avanti una comunicazione coerente e corretta, a prescindere dal loro ruolo, perché dare informazioni corrette in tempo reale, soprattutto nei momenti di crisi, è essenziale per evitare il caos e il diffondersi di nozioni sbagliate”.

Se le strategie di lungo termine dell’assessorato hanno raccolto la convergenza di comitati e amministratori locali, resta alta la tensione sulla gestione quotidiana del servizio. I pendolari e la sindaca Vadi hanno ribadito la ferma opposizione alla pratica degli “inchini”, ossia la precedenza data ai treni AV a scapito del traffico regionale, sollecitando il blocco delle precedenze in determinate fasce orarie e il coinvolgimento dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART). Da parte loro, Rfi e Trenitalia hanno difeso la scelta tecnica spiegando che consentire il sorpasso serve a evitare che la minore velocità dei regionali generi ritardi a catena su interi blocchi di treni veloci. I gestori hanno inoltre specificato che modifiche strutturali agli orari non saranno attuabili prima di giugno 2027, rimanendo aperti solo a piccoli aggiustamenti puntuali.

In prospettiva futura, entro il 2027 verrà pubblicato un documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFAP) dedicato al potenziamento della direttrice Firenze-Valdarno, con l’ipotesi sul tavolo del sestuplicamento dei binari per analizzare i flussi e individuare risposte alla saturazione della rete. Sul fronte del materiale rotabile, Trenitalia stima di integrare i 6 treni veloci toscani con i convogli analoghi acquistati da Umbria e Lazio, per un totale di 22 mezzi Etr108 destinati a sostituire progressivamente i vecchi treni a media percorrenza.

Nel breve periodo i viaggiatori dovranno tuttavia fare i conti con rallentamenti programmati di pochi minuti a causa di cantieri notturni di manutenzione straordinaria, previsti dal 12 ottobre al 26 dicembre per il rinnovo dei binari tra Arezzo e Castiglion Fiorentino, tra Castiglione in Teverina e Attigliano e per la sostituzione dei deviatori a Ponticino.

Frecciarosa alla stazione di San Giovanni Valdarno

A margine del vertice istituzionale, le autorità e i delegati dei pendolari si sono spostati al binario della stazione di San Giovanni Valdarno per accogliere il ‘Frecciarosa‘, il treno regionale allestito nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno. A bordo dei convogli speciali impiegati sulla tratta Firenze-Arezzo, i medici messi a disposizione da AIOM e i volontari della Fondazione IncontraDonna hanno offerto ai passeggeri consulenze gratuite, materiale informativo e la possibilità di prenotare teleconsulti Medici.

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