Enogastronomia/

Vino: la Toscana dei rossi sente la crisi ma resta stabile

Presentata in Consiglio regionale l’indagine “I Bilanci del Vino” realizzata su 130 società vitivinicole, in un momento di confronto sugli strumenti per rafforzare la gestione aziendale

Il convegno “I Bilanci del Vino”

Per la prima volta un’analisi su un campione di 130 società vitivinicole toscane mette a fuoco, con dati economici e finanziari, lo stato di salute delle cantine regionali. La fotografia, finora mai realizzata con questa ampiezza e scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, mostra un settore che nel complesso tiene, ma con margini sotto pressione e maggiori difficoltà per le imprese più piccole. I risultati preliminari sono stati presentati oggi nella sede del Consiglio regionale della Toscana a Firenz durante l’incontro di educazione finanziaria ‘I bilanci del vino’, promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi.  “In una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo – ha detto la presidente – è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export. La Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali. Occasioni di confronto e approfondimento come questa sono preziose per condividere competenze, analizzare gli scenari e individuare strumenti utili ad accompagnare il settore nelle sfide future”.

“La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi, con questo incontro, per il quale ringraziamo in maniera sentita la presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi, per la sensibilità nel volerlo ospitare e supportare, abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole”, ha dichiarato Donatella Cinelli Colombini, delegata Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

1,4 miliardi i ricavati nel 2025

Quella delle cantine toscane è una fotografia in chiaro scuro, ma ci sono le soluzioni. Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, ha presentato i primi risultati dell’analisi su 130 società vitivinicole toscane: nel 2025 i ricavi complessivi hanno raggiunto 1,431 miliardi di euro con una lievissima flessione dello 0,2% sul 2024, pur restando superiori del 2,2% al 2023. Il margine EBITDA è calato per circa il 35% delle imprese analizzate, ma di contro 64 aziende hanno aumentato il fatturato e di queste 28 hanno migliorato anche il margine. Un dato tuttavia da non drammatizzare, alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, la tipologia che caratterizza la maggior parte della produzione vitivinicola regionale.

È grazie al controllo di gestione che le piccole-medie imprese del settore possono cambiare le carte in tavola. Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, ha indicato nello stato patrimoniale e nel controllo di gestione due strumenti decisivi per valutare solidità aziendale, sostenibilità degli investimenti e redditività delle produzioni.

L’incontro ha offerto un quadro aggiornato delle sfide economiche e finanziarie del comparto, in una fase segnata dalla trasformazione dei mercati, dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti del cambiamento climatico. Il confronto ha evidenziato la necessità di affiancare alla qualità produttiva una gestione più consapevole di liquidità, patrimonio, costi, margini, mercati e investimenti.

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