San Casciano dei Bagni continua a sorprendere. Nel cantiere archeologico internazionale del Bagno Grande del Santuario Ritrovato – già famoso per il ritrovamento delle meravigliose statue di bronzo – sta progressivamente affiorando un sistema di copertura del tetto del tempio romano, con il ritrovamento di preziose antefisse decorate con teste di Gorgone, databili al I secolo avanti Cristo. Ed è solo l’inizio, visto che la campagna di scavo proseguirà fino al 7 ottobre.
Le scoperte più recenti
Nuovi fulmini in bronzo sono stati inoltre rinvenuti anche all’esterno del tempio, contribuendo a definire il perimetro sacro dell’area e offrendo ulteriori elementi per comprendere l’organizzazione del santuario.
Queste ed altre novità emerse durante i lavori sono state illustrate alla comunità locale durante il tradizionale appuntamento “La storia siete voi“. Nel corso dell’incontro pubblico, archeologi, ricercatori e studenti dell’Università per stranieri di Siena hanno condiviso i risultati emersi nelle prime sei settimane di lavoro.
Tra le scoperte, nell’area esterna al complesso monumentale gli archeologi hanno portato alla luce un grande edificio realizzato alla fine del Trecento, precedente all’ingresso di San Casciano dei Bagni nella Repubblica di Siena, la cui funzione è ancora oggetto di studio. Lo scavo sta poi restituendo materiali databili tra il VI e il XII secolo, che documentano una continuità di frequentazione del sito anche dopo la chiusura del santuario romano. Le indagini hanno anche individuato alcune sepolture medievali.
I tesori emersi a San Casciano dei Bagni

Molti sono i tesori archeologici rinvenuti anche nelle precedenti campagne di scavo. A fare notizia a livello internazionale, è stato l’annuncio di novembre 2022, quando furono rinvenute più di 24 statue in bronzo, cinque delle quali alte quasi un metro, in perfetto stato di conservazione.
Il ritrovamento fu talmente eccezionale da essere considerato il più importante in Italia dopo “I bronzi di Riace” e uno tra i più significativi nella storia del Mediterraneo antico.
La campagna di scavo 2024 ha restituito una serie di nuovi tesori in bronzo, fra i quali spiccano alcune statue, cui si aggiungono monete, corone e gioielli.
A colpire in particolar modo è stata anche la statua di un bambino: un piccolo sacerdote della fine del II secolo a.C., con una lunga iscrizione in etrusco sulla gamba destra e una palla in mano che ancora ruota tra le dita: forse un elemento divinatorio, da far ruotare in un rito.