La città di Lucca si prepara a rendere omaggio all’aviatore Carlo Del Prete (1897-1928), una delle figure simbolo della storia dell’aviazione italiana, in vista del centenario della sua scomparsa che ricorrerà nel 2028. Per l’occasione, l’amministrazione comunale ha insediato un comitato scientifico con l’obiettivo di predisporre la documentazione e programmare le iniziative storiche e culturali per le celebrazioni.
L’eroe dei cieli lucchese è legato a una delle più memorabili imprese dell’aeronautica: nel luglio del 1928, insieme ad Arturo Ferrarin, completò la trasvolata dell’Oceano Atlantico senza scalo, coprendo la rotta tra Roma e il Brasile a bordo del monoplano Savoia-Marchetti S.64. Pochi giorni dopo, durante una crociera dimostrativa sopra l’isola di Governador, nei pressi di Rio de Janeiro, fu vittima di un tragico incidente di volo. In seguito alle ferite riportate e all’insorgere di un’infezione, Del Prete morì il 16 agosto 1928.
“Stiamo lavorando per poter assicurare il giusto onore e riconoscimento – dichiara l’assessore alla cultura Mia Pisano – a un nostro illustre concittadino, che si è distinto per valore e coraggio e le cui imprese in volo ancora oggi vengono ricordate in Italia e nel mondo“.
“Il 21 agosto del 1928 mio zio avrebbe compiuto 31 anni – aggiunge la nipote Alessandra Zita Del Prete -. Ogni anno la famiglia per il 16 agosto l’ha sempre ricordato e lo scorso anno insieme all’assessore Mia Pisano ci siamo recate al cimitero monumentale, proprio per rendergli omaggio”. Quest’anno la cerimonia di ricordo si svolgerà nel mese di settembre.
Un’impresa da record

Il volo compiuto nel luglio del 1928 a bordo del monoplano Savoia-Marchetti S.64 insieme ad Arturo Ferrarin rappresentò una delle massime prodezze dell’aviazione pionieristica mondiale. Partiti da Guidonia Montecelio (Roma), i due aviatori coprirono una distanza impressionante senza scalo fino a Touros, vicino a Natal in Brasile, battendo i precedenti record di durata e distanza in linea retta. Un successo straordinario reso possibile non solo dalla resistenza fisica dell’equipaggio, ma soprattutto dalle eccezionali competenze di navigatore di Carlo Del Prete, che curò ogni dettaglio della rotta oceanica, consegnando il suo nome alla storia universale del volo.