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Mappe 3D e geologia marina: così la Toscana ridisegna la mappa del proprio territorio

Prosegue il progetto nazionale CARG per il rilevamento geologico. Già coperto il 70% della regione: tra i nuovi obiettivi compaiono Livorno con Gorgona, Montalcino e la piana tra Firenze e Prato

Una conoscenza sempre più precisa, tridimensionale e dettagliata del suolo su cui viviamo. Prosegue in Toscana il progetto CARG (Cartografia Geologica e Geotematica d’Italia), la grande iniziativa nazionale coordinata da ISPRA che punta ad aggiornare e potenziare il patrimonio di informazioni geografiche e geologiche del Paese.

Un passaggio fondamentale rispetto alla precedente mappa regionale del 2008: la nuova cartografia introduce infatti analisi biostratigrafiche avanzate, modelli 3D per studiare la geologia del sottosuolo e, per le aree costiere, la mappatura dei fondali marini. Ogni sezione è inoltre accompagnata da note illustrative che ricostruiscono l’evoluzione storica del paesaggio e della terra.

I numeri e il “modello Toscana”

Dopo una fase di stallo, il rilancio dei finanziamenti ha permesso alla Regione Toscana di ripartire a pieno ritmo in collaborazione con i dipartimenti universitari del territorio e il CNR. A oggi sono stati completati 6 nuovi fogli geologici (Empoli, Firenze, Bibbiena, Poggibonsi, Arezzo e Castel del Piano) insieme al foglio tematico sulla pericolosità di Massa Carrara.

Sommati ai 36 tasselli già realizzati in passato, il progetto arriva a coprire circa il 70% del territorio toscano. Il foglio dedicato a Prato sarà chiuso entro il 2027, mentre sono già in cantiere le mappe di Roccastrada, Montalcino e Livorno, quest’ultima comprensiva dell’Isola di Gorgona.

“Lo studio sempre più approfondito del nostro territorio è fondamentale – spiega l’assessore regionale al governo del territorio, Filippo Boni – e le nuove tecnologie consentono di abbattere frontiere che fino a qualche anno fa erano inimmaginabili. In questa esplorazione il ruolo regionale è centrale, sia nel coordinamento delle strutture di ricerca coinvolte – in particolare i tre atenei toscani e il CNR – sia nel controllo dell’avanzamento dei lavori“.

L’impatto pratico di questo lavoro va ben oltre l’ambito scientifico. “Il modello tridimensionale del sottosuolo della piana Firenze-Prato, ad esempio, costituirà uno strumento imprescindibile per la pianificazione urbanistica e infrastrutturale dell’area metropolitana“, sottolinea Boni.

La roadmap verso il 2029

I risultati ottenuti dal “modello Toscana” – già presentati con successo in vari appuntamenti pubblici a Firenze, Forte dei Marmi e al Senato – hanno spinto ISPRA ad affidare alla Regione un programma di rilievo anche per il triennio 2027-2029.

Le prossime tappe vedranno l’uscita delle mappe di Montevarchi (2027), Campagnatico (2028) e dell’articolato foglio costiero-insulare che comprenderà Marina di Pisa insieme a Pianosa e Montecristo (2029). Sul fronte della prevenzione dei rischi, nel 2027 vedranno la luce anche i fogli tematici dedicati alla pericolosità dei territori di Lucca e Viareggio.

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