Specie diverse, che si evitano perché l’una può predare l’altra, ma che condividono le stesse fonti d’acqua per sopravivere alle alte temperature. Le fototrappole del Parco della Maremma svelano le strategie di questa convivenza forzata, ma pacifica, dove gli orari per non incrociarsi sono come decisi da un orologio naturale.
Analizzando le immagini registrate nei vari punti del Parco si vedono cinghiali, daini, caprioli, tassi, volpi e garzette, per citare solo alcuni, utilizzino gli stessi punti d’acqua, o meglio i residui come pozze e sorgenti. Qui si radunano numerose specie, alcune condividono la fonte nello stesso momento, è il caso, per esempio, di garzette e daini. Altre, invece, si alternano nell’arco della giornata, come cinghiali e lupi.

I video sono raccolti e studiati dai ricercatori dell’Università di Siena che svolgono attività scientifica nel Parco durante tutto l’anno. Come spiega il presidente Simone Rusci, “emerge come specie diverse utilizzino strategie che potremmo definire di evitamento temporale: frequentano lo stesso punto d’acqua, sia le prede sia i predatori, ma in momenti diversi. Uno stesso luogo, quindi, può essere utilizzato e frequentato da specie anche tra loro in concorrenza, in maniera pacifica”. Un’alternanza naturale che gli animali rispettano per non esporsi a pericoli e dar luogo a contrasti o rischiose contese aggressive.
Lo studio: il caldo cambia i ritmi degli animali
Il caldo incide sulle abitudini degli animali. Lo conferma uno studio, pubblicato sulla rivista “Integrative Zoology” condotto in otto aree protette della Regione Toscana, tra cui il Parco della Maremma e Riserve Naturali regionali, che ha preso in considerazione i comportamenti di caprioli e daini.
La ricerca pluriennale, finanziata nel tempo dall’Ente Parco Regionale della Maremma, dalla Regione Toscana e dal progetto Pnrr National Biodiversity Future Center, ha utilizzato una rete di fototrappole in oltre 12.400 giorni di campionamento nel periodo estivo.
È emerso che le alte temperature hanno un impatto sulle abitudini degli animali maggiori della presenza umana. Nel dettaglio, il capriolo riduce la propria attività nelle giornate più calde, andando ad aumentare l’attività notturna, nonostante il rischio maggiore di incontrare il lupo, e modificando anche i ritmi di alimentazione. Stesso comportamente anche per il daino, anche se in misura minore.
Lo studio, come spiega Rusci, aiuta a capire come il caldo può modificare comportamenti e anche “l’equilibrio numerico tra le specie: il cambiamento climatico, quindi, sta diventando uno dei principali fattori da considerare nella gestione e conservazione della biodiversità“.