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Firenze, da oggi la piena dell’Arno fa meno paura: completato il sistema di protezione idraulica del fiume

Concluso l’intervento finanziato dal PNRR: nuove opere di contenimento e paratie mobili lungo i Lungarni. In caso di rischio di piena potranno essere installate in meno di otto ore

Inaugurate le nuove paratie sull’Arno

A poco più di un mese dal sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966, Firenze completa un tassello “decisivo” nel sistema di protezione dell’Arno. È stato infatti collaudato e inaugurato il sistema di protezione idraulica urbana del fiume, un intervento complessivo da circa 15 milioni di euro finanziato con risorse del PNRR, pensato per rafforzare la sicurezza dell’Arno in caso di piena e proteggere il territorio in caso di eventi di piena.

L’intervento nel suo complesso comprende nuove arginature, strutture permanenti di contenimento, parapetti e sistemi di protezione in acciaio corten, oltre alle paratie mobili, i cosiddetti panconi, destinate a entrare in funzione in caso di necessità. Un sistema che nasce dalla memoria di quanto accadde nel novembre 1966, quando l’Arno esondò provocando una delle più gravi catastrofi della storia recente di Firenze.

Il sistema interessa in particolare i Lungarni delle Grazie, Acciaiuoli e Diaz, dove sono stati predisposti gli elementi necessari all’installazione delle strutture mobili. Si tratta di moduli temporanei alti circa 2 metri e 70 centimetri, che vengono ancorati a specifici ritti già predisposti lungo gli argini. Quando non sono necessari, le paratie vengono rimosse e restano visibili soltanto gli ammorsamenti, con un impatto quasi zero sul contesto urbano. L’opera, infatti, è stata progettata in accordo con la Soprintendenza, tenendo conto della particolare rilevanza storica e paesaggistica del centro di Firenze.

La rapidità che può fare la differenza

La caratteristica principale del sistema è la sua rapidità di attivazione. Grazie ai sistemi di monitoraggio del fiume, oggi è possibile prevedere con un anticipo indicativo di 24-36 ore l’arrivo di una piena rilevante. In caso di necessità, le paratie potranno quindi essere trasportate sul posto e installate in meno di otto ore. A tale scopo, strategica è la localizzazione del deposito dei pancoli che saranno conservati nel deposito regionale di Ugnano, nel territorio del Comune di Firenze, consentendo di installarli in circa 8 ore.

“Sapere che lo stallo dove vengono mantenute tutte queste paratie e le pareti stagne che verranno poi montate si trova proprio nel nostro territorio comunale, nel quartiere 4, nel deposito regionale di Ugnano, ci garantisce anche una rapidità del pronto intervento”, ha spiegato l’assessora alla Protezione civile del Comune di Firenze Laura Sparavigna. “In caso di allerta – ha aggiunto, – le strutture potranno essere trasferite rapidamente in prossimità degli argini e montate in circa otto ore. Un gioco di squadra tra Regione, Città Metropolitana e Comune, con un unico obiettivo: cercare di essere sempre più rapidi ed efficaci nella sicurezza dei cittadini e delle case”.

Un intervento decisivo

“Un intervento decisivo”, lo ha definito il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sottolineando come l’opera fiorentina si inserisca in un programma più ampio di interventi per la sicurezza idraulica dell’Arno: “Con 15 milioni mettiamo in sicurezza l’Arno nel suo passaggio da Firenze – ha spiegato Giani – e questo si aggiunge a ciò che stiamo realizzando a monte di Firenze”.

Tra gli interventi ricordati dal presidente ci sono la cassa di espansione di Pizziconi, già inaugurata e capace di contenere 3,3 milioni di metri cubi d’acqua, quella di Prulli, attualmente in realizzazione e con una capacità di circa 7 milioni di metri cubi, e la cassa di espansione di Restone, dove sono in corso 11 chilometri di arginature e che potrà contenere circa 5 milioni di metri cubi d’acqua.

Da oggi l’Arno è più sicuro

Con il collaudo si conclude formalmente l’intervento e il sistema entra nella sua fase operativa. Le paratie sono già disponibili e, in caso di un evento di piena per il quale le autorità idrauliche ne ritengano necessaria l’attivazione, potranno essere installate lungo i tratti interessati: “Ci auguriamo di no, ma se necessario già da domani potremmo installare le paratie”, ha detto Giovanni Massini direttore della direzione regionale Difesa del Suolo e Protezione Civile.

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