Salute/

Sanità, eccezionale intervento a Siena: eseguito un trapianto combinato cuore e rene

La Regione ringrazie l’equipe multidisciplinare dell’Aou Senese e il donatore: la Toscana anche nel 2026 si conferma al vertice in Italia per la donazione di organi

L’Ospedale Le Scotte di Siena

Un paziente affetto da grave insufficienza cardiaca associata a insufficienza renale cronica terminale ha ricevuto ad agosto un trapianto combinato di cuore e rene all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, grazie ad un grande lavoro multidisciplinare. Prima è stato impiantato il cuore e successivamente, dopo stabilizzazione in terapia intensiva, il rene, con risposta immediata dei due organi.

Il paziente ha affrontato un ricovero di circa sette mesi in Cardiologia, diretta dalla professoressa Serafina Valente, durante il quale ha affrontato il percorso di preparazione e gestione clinica pre-operatoria in sinergia con il professor Guido Garosi, direttore della Nefrologia, Dialisi e Trapianto e direttore del Centro Trapianti rene dell’Aou Senese.

Un intervento complesso

Il paziente è stato sottoposto al trapianto di cuore, eseguito dal dottor Massimo Maccherini, cardiochirurgo responsabile del Centro Trapianto Cuore, in collaborazione con gli specialisti cardiochirurghi Andrea Gambacciani e Sandro Sponga. Nel frattempo il rene destinato al trapianto è stato collocato nella macchina da perfusione per consentire di estendere i tempi di ischemia fredda senza conseguenze negative per la funzione dell’organo. Tale strategia ha consentito di preservare in modo ottimale il rene in attesa di valutare e stabilizzare le condizioni del ricevente, che è stato quindi trasferito in Anestesia e Rianimazione Cardio-Toraco-Vascolare, diretta dal professor Federico Franchi, per un monitoraggio emodinamico stringente post-trapianto cardiaco. Una volta accertata la stabilità clinica del paziente è stato effettuato il trapianto renale, condotto dal professor Li Marzi, in collaborazione con le dottoresse Vanessa Borgogni e Giuliana Ruggieri, che si è concluso con un’immediata ripresa funzionale del rene. Un iter complesso che ha visto la sinergia di numerose figure professionali.

“In Italia si eseguono pochissimi trapianti combinati cuore-rene all’anno – spiega il professor Li Marzi –. Questo tipo di procedura rappresenta uno degli interventi chirurgici e clinici più complessi in assoluto nell’ambito della medicina dei trapianti. L’utilizzo delle macchine da perfusione renale rappresenta una svolta: ci permette non solo di valutare con precisione lo stato dell’organo, ma anche di ricondizionarlo e “proteggerlo” in modo molto più efficace rispetto alla classica conservazione in ghiaccio. Un’opportunità tecnologica che, nel nostro caso, si è rivelata molto utile”.

“Entrambi gli organi hanno risposto immediatamente, consentendo una rapida estubazione e il trasferimento del paziente in sub-intensiva in soli quattro giorni – sottolinea il dottor Massimo Maccherini – il decorso post-operatorio è proseguito senza complicazioni, portando a una pronta dimissione del paziente. Lo scompenso cardiaco è la prima causa di mortalità nel mondo occidentale, colpisce 1 milione di persone in Italia e circa 40mila nella sola Toscana. All’Aou Senese, centro di riferimento regionale per la rete trapiantologica cardiaca, dal 1994 sono stati effettuati 533 trapianti di cuore (circa 20 l’anno) e installati 75 cuori artificiali.”

Il ringraziamento della Regione ai professionisti e al donatore

Il paziente è già stato dimesso e la Regione Toscana ringrazia il donatore e la famiglia, per il gesto di generosità che ha reso possibile un trapianto combinato, e le professioniste e i professionisti che lo hanno reso possibile.

“Donare un organo – commentano il presidente Giani e l’assessora alla sanità, Monia Monni – è un atto di grande valore civile: consente di trasformare un momento di dolore in una possibilità concreta di cura e di vita per altri pazienti. Ma serve anche competenza e preparazione e il nostro sistema sanitario e le professioniste e professionisti coinvolte, che ringraziamo, hanno dimostrato di averne”.

Il precedente trapianto combinato cuore-rene in Toscana era stato effettuato nel 2010, sempre presso le Scotte di Siena che per questo tipo di interventi il centro di riferimento regionale. Sono pochissimi i trapianti di questo tipo realizzati ogni anno in Italia: la difficoltà e complessità sono legati alla doppia e simultanea insufficienza d’organo del ricevente.

“Questo successo – aggiunge Monni – dimostra la forza della rete trapiantologica regionale e l’eccellenza delle professioniste e dei professionisti del nostro sistema sanitario: dietro a un trapianto di questa complessità ci sono competenze, coordinamento e responsabilità clinica continua”. Resta il fatto che, senza il gesto di altruismo iniziale che è la donazione, tutto questo non sarebbe stato possibile. “Per questa ragione – ripetono Giani e Monni – al donatore e ai familiari va il nostro grazie più sincero”.

Con centoquattro donatori per milione di abitanti, un calo delle opposizioni dal 29% al 25% e una crescita del numero di chi in vita lascia indicazioni per la donazione (che oggi rappresenta il 65 per cento dei consensi), la Toscana si conferma nei primi sei mesi del 2026 ai vertici nazionali – e tra i livelli più alti di attività in Europa – per generosità e organizzazione del proprio sistema. Livelli raggiunti e mantenuti da dieci anni e che hanno visto nel 2026 un aumento del 10% dei donatori rispetto al primo semestre 2025.

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