Il denim di Guess dei fratelli Marciano fu una rivoluzione negli anni ’80, quando il jeans era ancora considerato un tessuto minore. Grazie a campagne pubblicitarie con le modelle più belle – da Noemi a Claudia Shiffer, solo per capire il livello – e uno stile inconfondibile da pin-up, ecco che il materiale da lavoro ha trasformato giacche, tute, gonne e pantaloni in capi sensuali e senza tempo.
Confrontarsi con questi mostri sacri della moda internazionale diventa una sfida ancora più affascinante per gli studenti dell’Istituto Modartech di Pontedera. I giovani creativi sono stati chiamati a reinterpretare i capi simbolo del brand con una mini-collezione, 11 look in tutto, che esalta e riscrive i codici stilistici distintivi di Guess.

Durante il passato anno accademico, gli studenti del secondo anno del corso di laurea in Fashion Design, hanno affrontato un percorso didattico e formativo in stretta collaborazione con il team creativo di Guess, visitando anche la sede di Stabio, in Svizzera. Le ragazze e i ragazzi hanno seguito tutte le fasi del processo progettuale: dall’ideazione del concept ai bozzetti, fino alla progettazione dei look finali, confrontandosi direttamente con i professionisti del brand.
La mini-collezione che si ispira alla storia del brand
I giovani creativi hanno trovato una nuova chiave stilistica per esaltare e riscrivere le linee distintive di Guess: una visione contemporanea attraverso silhouette innovative, lavaggi, trattamenti e dettagli. Nel processo hanno utilizzato anche l’intelligenza artificiale come strumento creativo per sviluppare la collezione.
Hanno così dato vita ad una mini-collezione di 11 total look. I progetti selezionati sono quelli giudicati migliori dall’azienda e sono stati esposti in una speciale area allestita all’interno dello store Guess di Firenze.

Questa esperienza è stata, spiegano dall’Istituto, “il momento conclusivo di un percorso che ha permesso agli studenti di misurarsi con un brand fashion, rafforzando il dialogo tra formazione e impresa e dimostrando come le idee delle nuove generazioni possano contribuire a reinterpretare, con uno sguardo fresco e innovativo, uno dei simboli più iconici della moda internazionale”.