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Piano Olivetti, a Firenze i musei diventano spazi di inclusione e partecipazione

Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello hanno presentato il progetto per rendere la cultura sempre più accessibile a persone con disabilità, pubblici neurodivergenti, famiglie e nuove generazioni. Siglate le convenzioni con Fondazione CR Firenze, Ente Nazionale Sordi e Careggi

Museo Nazionale del Bargello

Un museo non solo come luogo di conservazione e conoscenza, ma come spazio aperto alla società, capace di accogliere persone con esigenze diverse, favorire la partecipazione e contribuire al benessere delle comunità.

È questa la prospettiva al centro del Piano Olivetti per la cultura della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello, presentato a Firenze da Andreina Contessa, direttrice generale del GAMB, e Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la cultura del Ministero della Cultura.

Il progetto si sviluppa lungo tre direttrici: l’accessibilità e l’inclusione di persone con disabilità sensoriali e cognitive e di pubblici neurodivergenti; la promozione del museo come luogo di partecipazione, relazione e benessere; il coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso percorsi formativi e collaborazioni con le istituzioni scolastiche.

La presentazione è stata accompagnata dalla firma delle convenzioni con Fondazione CR Firenze, Ente Nazionale Sordi e ospedale di Careggi, che contribuiranno all’attuazione di alcune delle attività previste.

Per Andreina Contessa, direttrice generale del Gamb “Il Piano Olivetti per la cultura ci offre l’opportunità di portare avanti una visione del museo come luogo aperto alla società, capace di ascoltare i bisogni delle persone e di dialogare con il territorio. Un museo che non si limita a conservare e trasmettere il patrimonio, ma riconosce nella cultura una risorsa capace di generare relazione, partecipazione e benessere”.

Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la cultura – Ministero della Cultura ha detto che “essere oggi a Firenze, nel perimetro monumentale delle Cappelle Medicee, insieme a istituzioni dalle identità così diverse, è la prova tangibile di cosa sia il Piano Olivetti per la cultura: non un astratto documento programmatico, ma un metodo di lavoro concreto ed evolutivo. Un disegno di elevazione materiale e spirituale della persona, che oggi vogliamo fare nostro nei nostri territori e nelle nostre comunità, ispirato ai valori e al pensiero di Adriano Olivetti”.

Tutte le iniziative del Piano Olivetti

Tra le iniziative previste nel Piano Olivetti ci sono visite tematiche rivolte ad adulti e bambini con disabilità sensoriali, in particolare persone sorde, cieche e ipovedenti.

I cicli di appuntamenti di “Passeggiate Fiorentine” favoriranno invece l’accesso ai luoghi della cultura della città a famiglie, bambini e persone che vivono condizioni di fragilità sociale, economica o relazionale.

Il progetto prevede inoltre la revisione e l’aggiornamento degli apparati di comunicazione dei musei, per rendere più chiari e accessibili i contenuti e le informazioni rivolte ai visitatori.

Il secondo asse del Piano Olivetti riguarda il rapporto tra patrimonio culturale e comunità, con una particolare attenzione all’inclusione sociale. Visite e laboratori saranno progettati in relazione alle esigenze dei diversi gruppi coinvolti, integrando l’esperienza museale anche all’interno di percorsi di cura e riabilitazione.

Infine, particolare attenzione sarà dedicata alle nuove generazioni, attraverso attività rivolte agli studenti che mettono insieme formazione ed esperienza diretta nei musei, favorendo un avvicinamento al patrimonio culturale e, allo stesso tempo, al mondo del lavoro.

Per l’assessora regionale alla cultura Cristina Manettirendere la cultura realmente accessibile significa fare in modo che nessuno resti escluso dalla possibilità di vivere e conoscere il nostro patrimonio. Il Piano Olivetti va in questa direzione: apre i musei alle comunità, alle diverse fragilità e alle nuove generazioni, costruendo un legame sempre più stretto tra cultura, inclusione e benessere. È una visione che condividiamo pienamente: i musei non sono soltanto luoghi di conservazione, ma spazi vivi, capaci di creare relazioni, partecipazione e opportunità per tutti”.

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