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Il Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino si rafforza: 8 musei insieme per promuovere la cultura diffusa

Sei comuni si uniscono per valorizzare i tesori del territorio: oggi in Regione il rinnovo della sinergia istituzionale con la firma della nuova convenzione, valida fino al 2030

Il Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino - © Salvatore Bruno

Il Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino si presenta come un’unica realtà culturale aperta al territorio. Sei comuni toscani (Barberino Tavarnelle, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Reggello, Rignano sull’Arno, San Casciano in Val di Pesa), otto fucine culturali disseminate tra alcune delle più incantevoli colline fiorentine, nate all’interno di spazi museali, pievi, oratori, antiquari, rinnovano la propria rete per proporre un unico ed esteso percorso dell’arte e della cultura dalla marcata connotazione sociale.

I tesori medievali e rinascimentali del Chianti incontrano le tradizioni del Valdarno

I grandi tesori medievali e rinascimentali del Chianti fiorentino, intesi tradizionalmente come patrimoni artistici custoditi all’interno di piccoli spazi espositivi, si mescolano alle tradizioni del Valdarno, ai saperi di un territorio che punta a valorizzare il paesaggio e le proprie emergenze architettoniche invitando alla scoperta di castelli, pievi, mulini. Due modi diversi di raccontare le proprie radici, di mostrarsi agli occhi del turista culturale, due identità dell’area fiorentina che continuano ad investire sul modello unitario di gestione e programmazione degli spazi museali rinnovando una convenzione pluriennale valida fino al 2030.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina, nella sede di Palazzo Strozzi Sacrati, dall’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti con Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano in val di Pesa (ente capofila), David Baroncelli, sindaco di Barberino Tavarnelle, Sara Albiani, assessora alla Cultura San Casciano in Val di Pesa, Monica Toniazzi, assessora alla Cultura Greve in Chianti, Silvia Pecorini, assessora alla Cultura Figline e Incisa Valdarno, Adele Bartolini, assessora alla Cultura Reggello e Lucia Bencistà, coordinatrice del Sistema Museale Territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino.

“Fare rete significa dare più forza e più visibilità a un patrimonio straordinario che vive nei nostri territori – ha detto l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti –. Il Sistema museale del Chianti e del Valdarno fiorentino è un esempio concreto di cultura diffusa: musei, pievi, luoghi d’arte e aree archeologiche diventano parte di un unico racconto,capace di valorizzare le identità locali e, allo stesso tempo, di costruire un’offerta culturale più forte e riconoscibile. Il rinnovo della convenzione fino al 2030 consolida una collaborazione importante tra i Comuni e conferma quanto sia strategico mettere insieme risorse, competenze e progettualità per rendere il nostro patrimonio sempre più accessibile, conosciuto e vissuto”.

Un progetto di ampie proporzioni, coordinato da un’unica direttrice responsabile, la dottoressa Lucia Bencistà, caratterizzato da attività coordinate di promozione e comunicazione, finalizzate alla diffusione dei patrimoni artistici dei sei Comuni attraverso un’operazione congiunta che abbina valorizzazione del patrimonio artistico e attività di promozione culturale e turistica. I grandi capolavori di Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Neri di Bicci, Andrea del Verrocchio abitano le chiese di campagna chiantigiana e valdarnese non più solo come opere da conservare ma come tesori vivi da conoscere e condividere, opere dunque che iniziano a dialogare fra loro e con il territorio.

“Quello compiuto dai Comuni del Chianti e del Valdarno, per una popolazione complessiva che si attesta sugli oltre novantamila abitanti – sono le parole del sindaco di San Casciano, ente capofila del progetto, Roberto Ciappi, a nome delle amministrazioni comunali aderenti – è un passo di particolare significato che dimostra cosa e quanto possono fare i Comuni per la cultura. Gli spazi espositivi del Sistema museale, piccoli grandi contenitori di opere d’arte di una vastissima parabola temporale, sono molto di più di una rete culturale, sono spazi pubblici tesi ad avvicinare il pubblico all’arte antica e contemporanea, sono motori sociali che raccontano e ripercorrono le nostre radici, luoghi che testimoniano la ricchezza e la storicità del patrimonio culturale dei territori del Chianti e del Valdarno. I musei trovano casa, infatti, all’interno di pievi millenarie, chiese, ville di campagna o strutture situate nei borghi storici. Il nostro intento è quello di potenziare la centralità delle opere, riservare una particolare attenzione alle esigenze della contemporaneità, sperimentare nuove tecniche comunicative che possano narrare, trasmettere emozioni, stimolare desiderio di conoscenza nelle nuove generazioni, attrarre cittadini residenti e visitatori. Crediamo che il Sistema abbia un’importante funzione legata al welfare delle nostre comunità e rappresenti uno spazio diffuso di innovazione ed inclusione sociale, volto a favorire la crescita culturale e la formazione di nuove professionalità”.

“Il rafforzamento di questa rete, – aggiunge la direttrice, nonché responsabile scientifica, Lucia Bencistà – oltre a favorire l’ottimizzazione delle risorse, mira alla valorizzazione e alla fruizione del bene culturale che deve essere trasmesso e sentito come patrimonio della comunità nell’intento collettivo di farne conoscere il valore di cultura ampia, estesa, diversificata e diffusa. I musei della rete condividendo obiettivi e finalità, diventano un unicum aperto al territorio, un luogo dove si tutela e un laboratorio vitale che produce idee e interventi tesi al coinvolgimento di cittadini e turisti, famiglie, associazioni, scuole”.

Il rinnovo della convezione

I musei consolidano il loro modello di gestione unitaria, fondato nel 2012. Il rinnovo della convenzione, stipulata questa mattina nella Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, alla presenza dell’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, punta a rafforzare l’identità e il carattere unitario di un progetto che rilancia i piccoli spazi in una lettura inedita della geografia dell’arte di campagna’ che scaturisce dall’idea di promuoverne la ricchezza e la diversificazione attraverso l’utilizzo di strumenti, modalità, formule di comunicazione unitarie e omogenee e condivise. I musei propongono l’adozione di un orario il più possibile omogeneo e differenziato per area in modo da consentire al pubblico di poter programmare una visita completa in tutti i poli espositivi; progettano e realizzano nuovi strumenti digitali e cartacei di promozione tra cui guide, depliant digitali e cartacei, finalizzati a mettere in risalto le opere di grandissimo pregio conservate presso il sistema, concepito come un unicum territoriale, rinnovano il portale unico di riferimento in grado di coniugare le risorse e le ricerche prodotte negli ultimi anni, attraverso un’opportuna valorizzazione dei social networks.

Il Sistema museale realizza anche importanti azioni legate alla formazione e alla cultura digitale. Ha ottenuto infatti un finanziamento nell’ambito del Programma regionale Fondo sociale europeo FSE+ 2021-2027 attraverso la partecipazione al bando di rilevanza pubblica “Giovani professionisti crescono nei musei”. Grazie a questi fondi sono state impiegate tre giovani tirocinanti, specializzate in diversi settori fra cui didattica museale, restauro e storia dell’arte, intente ad intrecciare le loro competenze e a rafforzare il percorso di promozione culturale dei musei attraverso gli strumenti social.

Gli spazi e i luoghi della cultura coinvolti

Gli spazi del Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino sono il Museo “Giuliano Ghelli” a San Casciano Val di Pesa, l’Antiquarium di Sant’Appiano e il Museo d’arte sacra a Barberino Tavarnelle, l’Antica Spezieria Serristori a Figline e Incisa Valdarno, il Museo “San Francesco” a Greve in Chianti, il Museo Masaccio d’arte sacra  e il Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa a Reggello e la Pieve di San Leolino a Rignano sull’Arno.

Il Sistema museale annovera anche quindici luoghi di cultura e rilevanza del territorio tra cui a San Casciano Val di Pesa la Torre del Chianti, la Chiesa della Misericordia, Casa Machiavelli; a Barberino Tavarnelle il Museo “Emilio Ferrari” di cultura contadina di San Donato in Poggio, la Badia di San Michele Arcangelo a Passignano, la Cupola di San Michele Arcangelo a Semifonte, a Figline e Incisa Valdarno il Museo di Arte Sacra della Collegiata di Santa Maria Assunta, la Casa della Civiltà Contadina di Gaville, la Fondazione “Giovanni Pratesi”, Casa Petrarca; a Greve in Chianti il Complesso ecclesiastico della Pieve di San Leolino e dell’Oratorio di Sant’Eufrosino a Panzano; a Rignano sull’Arno la Pieve di San Piero a Perticaia; a Reggello il Complesso monumentale dell’Abbazia di Vallombrosa e il circuito delle Cappelle e Le Balze.

Inoltre nei territori del Sistema museale sono presenti otto aree archeologiche: a San Casciano Val di Pesa le aree del Ponterotto, della Tomba dell’Arciere a Bibbione, di Poggio la Croce. A Barberino Tavarnelle le aree di Semifonte-Petrognano e San Pietro in Bossolo. A Figline e Incisa Valdarno l’area della Rotta, a Greve in Chianti il Castellaccio di Lucolena. A Rignano sull’Arno il Castelluccio.

 

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