Dalle giovanili a Bagno a Ripoli fino alle medaglie conquistate in estate con la Nazionale senior guidata da Julio Velasco. La parabola di Denise Meli (classe 2001) è la storia di una crescita costruita passo dopo passo, senza scorciatoie. Dopo il debutto giovanissima in Serie A1 con Il Bisonte Firenze e una lunga gavetta in A2, segnata anche da un grave infortunio alla tibia a 18 anni che ha rischiato di comprometterne la carriera, la centrale toscana si è affermata con la maglia di Bergamo, conquistando la fiducia del CT azzurro e debuttando direttamente dalla porta principale della Nazionale maggiore.
In questa intervista, la giocatrice si racconta tra le emozioni dell’estate in azzurro, il legame con la sua Toscana e le prospettive per la nuova stagione appena iniziata.

Partiamo da quest’estate con la Nazionale: immagino le soddisfazioni e le emozioni, sia della VNL sia dell’Europeo
Lo dico sempre: sto vivendo un sogno incredibile. Rispetto ad altre atlete che riescono a esplodere subito a 18 o 19 anni, il mio percorso è stato step by step. Ho iniziato dalla Serie A2 e fare in un anno e mezzo A2, A1 e poi la Nazionale senior è stato pazzesco. Arrivare a conquistare un terzo posto in Nations League e un secondo posto all’Europeo è veramente meraviglioso per me.
A livello di compagne di squadra, in Nazionale o nei club, a chi ti ispiri o da chi hai imparato di più nel tuo percorso?
A livello di ruolo non posso darti un solo nome: in Nazionale ho avuto compagne fortissime. Anna (Danesi ndr) è un pilastro, Sara (Fahr ndr) ha un talento incredibile e Linda (Nwakalor ndr) a suo modo è fortissima: ho imparato tantissimo da tutte e tre. Se devo indicare un giocatore di riferimento generale, ti dico Miriam Sylla. Per me è una figura fondamentale all’interno della squadra perché è quella che unisce tutti i fili; passare un’estate con lei è stato preziosissimo. E poi Eleonora Fersino: averla in squadra è stato importante, oltre che una compagna è diventata un’amica fondamentale.

Com’è essere allenata da Julio Velasco?
È bello ed è impegnativo, perché lui chiede sempre il massimo, com’è giusto che sia. Mi piace molto il suo approccio “filosofico” alla pallavolo e la sua capacità di estrarre esempi dalla vita quotidiana per applicarli al gioco. Essendo il mio primo anno in Nazionale e la prima stagione senza soste, stare al suo passo è stato stancante, ma mi ha insegnato davvero tantissimo. Sono felicissima di aver fatto questa esperienza con lui.

Facciamo però un passo indietro, come ti sei avvicinata per la prima volta alla pallavolo? Com’è nata la tua passione poi diventata professione?
In realtà all’inizio è stato un po’ un amore-odio. Mia mamma ha provato a farmi praticare diversi sport: ho iniziato con la danza, poi ho fatto atletica, ma non mi piaceva niente al punto da proseguire. Alla fine ha provato a portarmi in palestra perché avevo delle amiche che già giocavano. Da lì è stato amore a prima vista: mi piaceva stare con le compagne, il gioco di squadra e l’interazione con la palla. Da quando avevo 8 anni non l’ho più lasciata.
Da lunedì scorso hai ricominciato la preparazione a Bergamo. Com’è stato tornare nella tua squadra e che obiettivi ti sei data per questa stagione?
È stato sicuramente bellissimo, anche perché è la prima volta che resto nello stesso posto per due anni di fila: non vedevo l’ora di tornare, ormai Bergamo per me è un po’ come casa. Sono stata felice di ritrovare lo staff, conoscere le nuove compagne e rincontrare chi c’era già, come Kendall Kipp. Per me è un’esperienza nuova restare due anni nello stesso club, ma è fantastico. Quanto agli obiettivi personali, spero di riuscire a portare l’esperienza maturata quest’estate, rimanere lucida nei momenti che contano ed essere il più possibile di aiuto al sistema di squadra.

Senti il tifo della Toscana che ti segue, da Bagno a Ripoli ma un po’ da tutta la regione?
Lo sento tantissimo! Ho la famiglia un po’ sparsa per la Toscana: mio papà è di Reggello, mia mamma vive in provincia di Pisa e io abito a Bagno a Ripoli con mia nonna e mio fratello. Mi hanno scritto in tantissimi dicendo: “Ah, ma ho saputo che sei di Reggello!” oppure “Sappiamo che sei di Pisa, ti sosteniamo da qua!”. È bellissimo ricevere questi messaggi, così come quelli della mia vecchia società, l’Euroripoli. Mi hanno seguito i miei vecchi compagni e allenatori. Sono felice di poter essere un esempio per le bambine che iniziano adesso e sono grata per l’opportunità di essere vista e sostenuta dalle persone che mi vogliono bene.