Attualità /L'ESPERIENZA

Mattarella visita la “stanza rosa” all’ospedale di Grosseto: “Educazione nelle scuole contro la violenza di genere”

Il presidente della Repubblica incontra le operatrici e gli operatori lì dove è nato il Codice Rosa. Giani: “Un riconoscimento enorme al lavoro di squadra che qui è stato fatto, diventato negli anni un punto di riferimento nazionale”

“Un’emergenza di primaria importanza” quando anni fa “non era neppure considerata con attenzione adeguata”. La violenza contro le donne, i femminicidi, la rete di soccorso e supporto è stata al centro della visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla  “stanza rosa” del pronto soccorso dell’Ospedale Misericordia di Grosseto. Lì dove è nato il Codice rosa nel 2010 per intuizione della dottoressa Vittoria Doretti e poi esteso dal 2017 tutta Italia: le vittime di abusi –  donne, bambine e bambini, anziane e anziani – vengono accompagnate in un percorso integrato sia sanitario che sociale, psicologico, legale.

Il Capo dello Stato ha visitato la struttura, ascoltando la storia della nascita di questo percorso, fatto domande a chi ogni giorno ha a che fare con la violenza. Un’accoglienza come al solito calorosa, con saluti e applausi. Ad accompagnarlo, il presidente della Regione, Eugenio Giani, e le assessore Cristina Manetti e Monia Monni e l’assessore Leonardo Marras, insieme al sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Nel 2025, i femminicidi sono stati 97. Quest’anno, nei primi sei mesi, sono già stati 34. A quantificare il fenomeno è lo stesso Mattarella mentre parla alla platea dell’auditorium. “È un impegno pubblico della Repubblica, di tutta la comunità, quello non soltanto di impedire, di reprimere, ma quello di prevenire, cancellando, rimuovendo questa sorta di ritardo, di deficit, di carenza culturale”. Serve, ha poi aggiunto, “educazione nelle scuole, nell’università, sul lavoro professionale, per trasmettere un senso dei rapporti umani, che ha sempre caratterizzato il modo di crescere della civiltà”. Un richiamo al dibattito pubblico in corso sul ddl Valditara che, per l’educazione sessuo-affettiva, stabilisce l’obbligo del consenso informato dei genitori.

La rivoluzione del codice rosa: un approccio integrato

La responsabile della rete regionale del Codice Rosa in Toscana, Vittoria Doretti, ha accompagnato il presidente tra le stanze protette. Nel suo intervento, nell’auditorium dell’ospedale, ha ripersorso gli inizi. “Col primo caso, nel 2010, si è aperto un mondo. Le denuncia sono salite tantissimo, perché avevamo trovato un modo per evidenziare un fenomeno che fino a quel momento era rimasto nascosto. Allora ci siamo impegnati. Abbiamo continuato a farlo, ma è difficile Presidente, estremamente difficile. La più grande alleata della violenza è la solitudine della vittima, glielo leggi negli occhi. Se una donna muore è una sconfitta dello Stato”.

Grosseto – Il Presidente Sergio Mattarella accolto da Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Sindaco di Grosseto in occasione della visita alla Stanza Rosa del pronto soccorso dell’Ospedale Misericordia, 17 settembre 2026. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione)

La visita di Mattarella non è quindi casuale, come ha ribadito lo stesso Capo dello Stato. “La visione integrata che sta alla base del codice rosa è un altro motivo di riconoscenza che intendo esprimere. Quindi questa tappa non è casuale è anche per ringraziare tutti coloro che in Italia avvertono nelle loro strutture la medesima esigenza e spiegano un impegno analogo a quello a cui viene spiegato, per far capire loro che il loro lavoro è di primaria importanza nella vita del nostro Paese e che viene apprezzato, riconosciuto e che richiede e ottiene la riconoscenza dei nostri concittadini”.

Ancora vivo è il dolore per l’ultimo dei femminicidi in Toscana. A ricordarlo è il presidente della Toscana Eugenio Giani: “Abbiamo vissuto con un’intensità senza fine il dolore per quello che, a Barberino del Mugello, ha visto la povera Lorena” gettata da un cavalcavia “dopo essere stata legata e messa in un bagagliaio”. La visita e le parole di Mattarella sono come un richiamo affiché l’appello del padre di Lorena, non cada nel vuoto.

L’impegno della Toscana

Soddisfazione per la visita è stata espressa dal presidente Giani. “Siamo orgogliosi  – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – che il presidente Mattarella abbia scelto Grosseto e la Toscana per accendere un riflettore, necessario, sui femminicidi, parlando di un’esperienza positiva qui nata al fianco delle vittime che hanno subito violenza: donne ma anche bambini e chiunque per discriminazione e pregiudizio è oggetto di crimini d’odio”. “Questa sensibilità e attenzione è diventata prima un progetto e poi una rete, contribuendo anche a cambiare il modo in cui si affronta la violenza contro le donne.  La scelta di Grosseto e della Toscana è un riconoscimento enorme al lavoro, di squadra, che qui è stato fatto, diventato negli anni un punto di riferimento anche oltre i confini della Regione”. “

L’assessora regionale alla parità di genere, Cristina Manetti, ricorda come la visita del presidente Mattarella dia “ancora più forza a un’esperienza nata in Toscana e diventata patrimonio nazionale. Un’esperienza che abbiamo voluto valorizzare anche all’interno de “La Toscana delle Donne”, perché rappresenta concretamente quella rete di competenze, sensibilità e responsabilità condivise che è fondamentale per prevenire e contrastare la violenza”. “Dietro il Codice Rosa – conclude Manetti – c’è infatti un lavoro che ha saputo trasformare un’intuizione in uno strumento concreto di tutela. È questa la direzione su cui dobbiamo continuare a lavorare: rafforzare la prevenzione, aiutare le donne a far emergere la violenza prima che sia troppo tardi e costruire una cultura del rispetto e della parità capace di agire sulle sue radici”.

Stanza rosa Grosseto (1)

Durante l’incontro del Capo dello Stato con gli operatori sanitari e le istituzioni è stato lasciato libero un posto in memoria di tutte le vittime di violenza. Nell’occasione al Presidente della Repubblica sono stati donati il libro del Codice Rosa, edito in tre lingue (italiano, inglese e spagnolo) e una rosa bianca con fiocco rosso.

A Sergio Mattarella è stata inoltre consegnata una piccola scultura in terracotta patinata a cera, opera del grossetano Luca Tavarnesi, raffigurante un buttero a cavallo.

Grosseto – Il Presidente Sergio Mattarella riceve la rosa bianca, simbolo del Codice Rosa, 17 settembre 2026. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione)

 

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