Un eccezionale ritrovamento documentale arricchisce il patrimonio letterario di Carlo Collodi e svela i retroscena più intimi sulla nascita di Pinocchio.
Ad annunciarlo è stato il presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi Giordano Bruno Guerri nel corso del convegno ieri al Senato “‘C’era una volta… satira e patria nel genio immortale di Collodi’, promosso dal senatore Maurizio Gasparri alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli e del cantautore Edoardo Bennato. In occasione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita dell’autore, Poste Italiane ha inoltre attivato uno speciale annullo filatelico dedicato.
Il quaderno di Ippolito Lorenzini
“In un archivio privato ho ritrovato un quaderno inedito di 250 pagine scritte da Ippolito Lorenzini, fratello di Carlo – ha rivelato Guerri – un documento straordinario che arricchisce i nostri archivi e raccoglie una quantità di notizie inedite sulla stesura di Pinocchio, ripercorrendo l’intera vicenda del burattino da un punto di vista intimo e familiare”.
Lo storico e presidente della Fondazione Collodi ha fatto anche il punto sui prossimi progetti: “La situazione della Fondazione si sta avviando a soluzione: i debiti sono stati saldati e ci sono splendide iniziative in cantiere, tra cui la traduzione di Pinocchio in kazako, un docufilm Rai su Collodi a novembre e le luminarie natalizie a Monopoli dedicate al burattino, che poi verranno installate nel Parco di Collodi”.
Giuli ha definito Pinocchio “un romanzo di formazione per ognuno di noi: un classico che insegna la carità, la moralità e la presa di coscienza di cosa significa, fino in fondo, essere umani.”
Ad arricchire il convegno è stata la partecipazione straordinaria di Bennato. “Figure come il Gatto e la Volpe nella favola sono due malfattori che approfittano della buona fede dei giovani – ha detto il cantautore – eppure, anche attraverso la musica, finiscono per diventare persino simpatici o divertenti: rappresentano la scorciatoia, il concorso per voci nuove, l’illusione del successo facile. Dall’altra parte c’è la Fata Turchina, che rappresenta l’affettività e la sensibilità femminile, un elemento fondamentale e vincente, specialmente oggi”.