Più servizi e soprattutto più attenzione al benessere e alla qualità della vita dei cittadini. È questo l’obiettivo della nuova casa di comunità inaugurata a Ponsacco, in via Caduti di Nassiriya, a pochi metri dallo storico distretto sanitario. Lo spazio è pensato per rafforzare la medicina di prossimità, dove i pazienti potranno trovare servizi integrati e assistenza, con il supporto delle nuove tecnologie.
Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la direttrice dell’Asl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani e il sindaco di Ponsacco Gabriele Gasperini.
Le case di comunità, assieme alle centrali operative territoriali e agli ospedali di comunità, sono il fulcro della nuova assistenza sanitaria sul territorio. “Una rivoluzione – ha commentato il presidente Giani – pensata per avvicinare cure e servizi nei luoghi dove le persone abitano, in modo diffuso: un’evoluzione delle case delle salute, che sono state il modello di partenza anche per la riforma nazionale”.
La casa di comunità di Ponsacco – una struttura cosiddetta ‘spoke’, ovvero il raggio di una ruota collegata ad una casa di comunità di riferimento – è la prima ad essere inaugurata in provincia di Pisa. Sarà aperta sei giorni su sette, per dodici ore al giorno. “Con i fondi Pnrr ne inaugureremo almeno settanta in tutta la Toscana” spiega Giani. Un’altra ottantina saranno realizzate con finanziamenti di altro tipo..
“La casa di comunità diventa il luogo dove si riuniscono anzitutto gli ambulatori dei medici di famiglia – sottolinea Giani -. Se non trovo il mio ci sarà sempre qualcuno, associato, che lo sostituisce”. Cinque giorni a settimana per dodici ore al giorno. Nelle case di comunità c’è anche il medico di continuità assistenziale, quello che un tempo si chiamava guardia medica. C’è il Pua, il punto unico di accesso che non è solo una sigla ma uno sportello a cui i cittadini possono rivolgersi per qualsiasi esigenza sanitaria o sociale. Ci sono ambulatori per esami diagnostici di primo livello e servizi di telemedicina, in modo da avere un referto immediato su un’analisi o un consulto anche se il medico o l’esperto non è fisicamente presente ma collegato da remoto. “La casa di comunità crea sinergie e consente di modellare servizi e attrezzature sulle esigenze specifiche del territorio”.
Tutto questo sarà presente anche nella casa di comunità di Ponsacco, la cui inaugurazione ha permesso pure di riunire in un unico luogo ambulatori ed uffici prima sparsi sul territorio. “Nel momento in cui realizziamo questa rete di case di comunità – ha concluso Giani – per la presenza dei medici di famiglia in strutture pubbliche sarà anche più facile investire in diagnostica ed attrezzature tecnologicamente avanzate”.

“Sono molto soddisfatta – ha evidenziato la direttrice Casani – della giornata di oggi perché presentiamo alla comunità, insieme al Comune di Ponsacco e alla Regione Toscana, una struttura terminata che si aggiunge alle molte sedi distrettuali che abbiamo presentato o stiamo per presentare in Azienda e anche, in maniera specifica, in questo ambito territoriale.
Questa casa della comunità sarà aperta 6 giorni su 7, per 12 ore al giorno, mettendo a disposizione dei cittadini equipe multiprofessionali costituite da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e di comunità. Tra i servizi sono previsti anche il Punto unico di accesso (Pua), i servizi ambulatoriali per le patologie ad alta prevalenza, il sistema integrato di prenotazione collegato al Cup aziendale.
La nuova struttura permette un importante arricchimento degli spazi destinati ai servizi sanitari con possibilità di ulteriore apertura alle famiglie e al territorio mediante la telemedicina, l’assistenza domiciliare, l’integrazione con i servizi socio-sanitari già esistenti e alle attività partecipative di associazioni e cittadini per una migliore adesione e rispondenza ai bisogni dell’utenza che insiste su questo territorio.
Oltre alla Casa di Comunità di Ponsacco, in questa Zona sono in corso i lavori finanziati dal Pnrr o da fondi dell’edilizia sanitaria pubblica (ex articolo 20 Legge 67/88) o da fondi regionali e aziendali per la ristrutturazione o costruzione di altri presidi sanitari per un totale di 62 milioni e mezzo di euro”.

“L’apertura della casa di comunità di Ponsacco – ha fatto eco il sindaco Gasperini – rappresenta un passaggio significativo per i cittadini e per tutto il territorio della Valdera. Si tratta di un presidio sanitario atteso da tempo, che rafforza la medicina di prossimità e porta i servizi più vicino alle persone.
Strutture come questa sono fondamentali per migliorare l’accesso alla sanità territoriale, garantire una presa in carico più efficace dei pazienti e favorire l’integrazione tra servizi sanitari e sociali. La casa di comunità nasce proprio con questo obiettivo: offrire ai cittadini un punto di riferimento stabile per la salute e la prevenzione“.
La nuova casa di comunità
La nuova casa di comunità sorge in via caduti di Nassiriya, accanto al vecchio distretto sanitario dismesso che si trovava in via Rospicciano. Un cantiere dalla lunga gestazione, che grazie ai fondi Pnrr ha visto la sua conclusione: tre piani, in origine destinati ad ospitare una Rsa, 4 milioni di investimento, 2800 metri quadri di superficie totale.
Gli ambulatori dei medici di famiglia e degli specialisti sorgono al piano terra, assieme alla continuità assistenziale,i pediatri di libera scelta, il Cup e gli uffici amministrativi, il centro prelievi, il servizio sociale e il consultorio. Il dipartimento di prevenzione della zona distretto Valdera occupa invece il secondo e terzo piano, assieme alla medicina del lavoro, la medicina dello sport, l’igiene pubblica, la sanità veterinaria e la medicina legale. Non mancano l’infermiere di famiglia, presente o o reperibile per dodici ore al giorno per sei giorni la settimana, i servizi ambulatoriali per le patologie ad alta prevalenza e il sistema integrato di prenotazione collegato al Cup aziendale.
A Ponsacco, oltre alla possibilità di sottoporsi ad ecografie o monitorare l’attività elettrica del cuore con un holter, c’è anche un macchinario che consente di fare esami di laboratorio con risultati immediati, refertabili in caso di necessità e grazie alla stanza di telemedicina da esperti di ospedali o altre strutture.
“Le case di comunità – ha concluso il presidente Giani – sono l’investimento più rilevante nei 453 milioni di fondi Pnrr che abbiamo ricevuto per la sanità: vi abbiamo infatti investito due terzi”.