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Al cinema “Un altro Ferragosto” di Paolo Virzì specchio dell’Italia di oggi

È arrivato nelle sale italiane il seguito dell’acclamato “Ferie d’Agosto” del 1996, film cult che valse a Paolo Virzì il David di Donatello come Miglior Film

Virzì sul set di Un altro Ferragosto

Il 7 marzo è uscito nella sale cinematografiche di tutta Italia “Un altro Ferragosto” il seguito dell’acclamato Ferie d’Agosto del 1996, film cult che valse a Paolo Virzì il David di Donatello come Miglior Film.

Il regista livornese doc firma la sua 23esima pellicola che arriva dopo il controverso “Siccità” del 2022.

Il lungometraggio riporta sull‘isola di Ventotene le due famiglie dei Molino e dei Mazzalupi, a trent’anni di distanza dal film precedente, per trascorrere le tanto agognate ferie d’agosto. 

Il ritorno di entrambi i clan sull’isola è l’occasione per un nuovo confronto generazionale tra lo stile di vita “di sinistra” e l’arroganza dei “nuovi barbari” freschi di vittoria berlusconiana. 

I personaggi tornano in un film che si confronta continuamente con il tema della morte: quella fisica di Ruggero e Marcello e quella politica delle ideologie.

Nel film recula un cast eccezionali con alcuni tra i migliori attori italiani, tra cui: Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Laura Morante, Andrea Carpenzano, Vinicio Marchioni, Anna Ferraioli Ravel. E Gigio Alberti, Agnese Claisse, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Della Seta, Emanuela Fanelli, Lorenzo Fantastichini, Liliana Fiorelli, Raffaella Lebboroni, Milena Mancini, Maria Laura Rondanini, Ema Stokholma, Lele Vannoli, Silvio Vannucci e con l’amichevole partecipazione di Rocco Papaleo.

È un film sulla morte, non dobbiamo aver paura di questa parola, la morte fa parte della vita

La storia è stata ideata da Paolo Virzì e Carlo Virzì, la sceneggiatura è firmata da Francesco Bruni, Carlo Virzì e Paolo Virzì.

“È un bilancio sul tempo che passa su queste due famiglie in cui non arriva certo la maturità, casomai diventano più fragili. Questo film è anche una riflessione su me stesso e sul mio rapporto con il tempo. Non a caso lo presento nel giorno in cui compio sessant’anni: chi avrebbe mai pensato di arrivarci?” – ha raccontato Paolo Virzì all’ANSA – È un film sulla morte, non dobbiamo aver paura di questa parola, la morte fa parte della vita, c’è gente che muore, ma ci sono anche delle rinascite, delle cose positive”.

Un altro Ferragosto
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