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I BowLand rompono il silenzio: la nostra musica per sognare un Iran libero

La band di origine iraniana ma fiorentina d'adozione ha pubblicato nei giorni scorsi su Facebook una canzone in appoggio alla protesta delle donne, ecco la nostra intervista

Bowland - © Antonio Agostinelli

Lei Low, Peijam Fa e Saeed Aman iraniani di origine ma fiorentini d’adozione sono i BowLand.

Dal loro successo a X-Factor nel 2018 sono passati già diversi anni e adesso i BowLand sono un gruppo musicale di livello internazionale.

Non hanno mai voluto parlare del loro paese d’origine: l’Iran, ma dopo le dure repressioni del governo alla rivolta popolare delle donne delle ultime settimane e la morte di Mahsa Amini la ragazza di 22 anni uccisa perchè non portava il velo nel modo “corretto” hanno deciso di rompere il silenzio.

I BowLand che recentemente hanno fatto visita anche al presidente della Regione Toscana Eugeni Giani, hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook una cover di “Sar Oomad Zemerstoon” (“E’ finito l’inverno”), una canzone che in Iran tutti conoscono e che canta la resistenza.

“Questo è per tutte le leonesse iraniane e tutti gli iraniani che lottano contro la repressione e la dittatura. – hanno scritto i BowLand – Finora sono state uccise più di 180 persone, centinaia di persone sono state incarcerate e la connessione internet è quasi completamente bloccata dal governo per nascondere questi crimini. Non cederemo la lotta per la libertà e la giustizia. Donna, Vita, Libertà!”.

BowLand – © Antonio Agostinelli

Ecco la nostra intervista ai BowLand

Ciao ragazzi in tanti anni che vi conosciamo è la prima volta che parlate dell’Iran, come mai?

Lei Low: È proprio così, non abbiamo mai parlato dell’Iran o di politica perchè avevamo paura e volevamo tornare nel nostro paese, però adesso siamo molto preoccupati per i nostri amici, una nostra amica purtroppo è stata arrestata 30 giorni fa.

Peijam Fa: Abbiamo passato tutta la nostra infanzia in Iran, la repressione che vediamo in televisione in questi giorni ci tocca molto.

Siamo entrati nella sesta settimana di proteste in Iran, come mai la repressione del governo iraniano colpisce soprattutto le donne?

Lei Low: Dopo 43 anni di velo forzato e tutte le altre regole, le donne adesso sono molto arrabbiate e la loro voce sta arrivano.

è una situazione in cui non si può essere neutri. Siamo musicisti, la nostra forza è la musica, per partecipare a questa lotta la cosa migliore che possiamo fare è farlo attraverso la nostra musica

Nei giorni scorsi abbiamo visto molte attrici in ogni parte del mondo tagliarsi i capell  in solidarietà alla protesta delle donne. Secondo voi è utile questo gesto?

Lei Low: Quando ho visto dal vivo le donne che si tagliavano i capelli, per me è stato molto emozionante, ogni volta mi fa piangere.

Peijam Fa: Sì è un gesto simbolico, ma serve tanto perchè crea solidarietà e unità, è un supporto per la popolazione iraniana che così sa che il mondo li sta guardando. Secondo me è molto importante.

Saeed Aman: Ti dà quella spinta in più, perchè succede spesso in queste lotte che le persone possono perdere la speranza. Ma quando vedi che dall’altra parte del mondo personaggi famosi, attrici che vedi nei film o musicisti importanti fanno questa cosa per te e per la tua causa, ti dà la carica, un nuovo respiro.

Anche voi avete dato il vostro contributo realizzando la cover di una canzone molto bella che abbiamo ascoltato nei giorni scorsi, qual è il messaggio che volete lanciare?

Saeed Aman: Innanzi tutto dire che ci siamo, prendere parte perchè è una situazione in cui non si può essere neutri. Siccome siamo musicisti, la nostra forza è la musica, per partecipare a questa lotta la cosa migliore che possiamo fare è farlo attraverso la nostra musica. Abbiamo deciso di ricantare questa canzone di rivoluzione che risale a 45 anni fa per solidarietà con le proteste e anche per sensibilizzare il nostro pubblico straniero.

Secondo voi i governi occidentali potrebbero fare qualcosa per cambiare le cose?

Saeed Aman: Certo che possono fare qualcosa, possono mettere pressione sul governo, possono non trattare sul petrolio o sul nucleare. Possono sostenere la libertà delle persone e dichiarare ufficialmente che stanno dalla parte del popolo. Non è una questione di opinione, ci sono tantissime prove che questo governo è criminale. I governi occidentali specialmente quelli del G7 hanno il potere di usare la loro forza politica.

Pensate che prima o poi riuscirete a tornare in Iran?

Peijam Fa: Tutto quello che facciamo, lo facciamo con la speranza di poter tornare in un Iran libero.

Cambiando argomento, quando potremo ascoltare il vostro nuovo disco?

Saeed Aman: Abbiamo appena finito la colonna sonora di un lungometraggio della regista italo-finlandese Anne Riitta Ciccone. Ora stiamo chiudendo il disco, mancano pochi pezzi, dovrebbe uscire l’anno prossimo. 

La canzone dei BowLand “Sar Oomad Zemerstoon”

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