Musica/

Tra memoria e avanguardia: Steven Brown dei Tuxedomoon a Firenze con “In This Very World”

Venerdì 15 maggio lo storico leader dei Tuxedomoon, pioniere della scena No Wave newyorkese presenta il suo nuovo album tra nuove composizioni, memoria personale e riletture dal suo repertorio

Steven Brown - © Philippe Lévy

Dall’avventura con la band cult dei Tuxedomoon alla densissima attività di compositore per registi del calibro di Sergej Ėjzenštejn, Fritz Lang, Wim Wenders e David Lynch, Steven Brown è un artista che sembra aver vissuto già mille vite diverse. 

Venerdì 15 maggio 2026, alla sala Vanni di Firenze presenterà per la prima volta la sua ultima incarnazione musicale “In This World”.

Figura centrale della scena No Wave newyorkese, Brown è tra gli artisti che hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra canzone, elettronica, teatro e avanguardia.

Nel 1977 fonda i Tuxedomoon, formazione destinata a diventare una delle più influenti della scena sperimentale americana ed europea, capace di costruire un lessico musicale sospeso tra elettronica, post-punk, teatro sonoro, ricerca timbrica e narrazione.

Da molti anni residente in Messico, Steven Brown ha costruito nel tempo un percorso ampio e stratificato, che comprende quindici album con i Tuxedomoon e oltre venti lavori pubblicati a proprio nome o con formazioni come Ensamble Kafka, Nine Rain e Cinema Domingo Orchestra.

Alla produzione discografica si affianca una lunga attività di compositore per la danza, il teatro e il cinema, oltre a collaborazioni e lavori per la scena coreografica, tra cui Maurice Béjart.

In This Very World

A Firenze Steven Brown presenta In This Very World, nuovo album uscito nella primavera 2026 per la prestigiosa etichetta PIAS. Un lavoro intenso e visionario, che intreccia memoria personale, suggestioni letterarie, cinematografiche e politiche, insieme a una raffinata ricerca sonora.

Il disco alterna brani cantati, segnati dall’inconfondibile presenza vocale di Brown, a composizioni strumentali essenziali, costruite attorno a pianoforte, clarinetto, sax e a un impianto timbrico scarno ma fortemente evocativo.

Nel nuovo album convivono un’ode al cielo notturno, il racconto di un gruppo di donne che in una piccola città messicana che si uniscono per cacciare i gangster, e una personale rilettura di un brano di David Bowie.

Attorno alla voce, al pianoforte, al clarinetto e al sax di Brown si muovono la tromba e l’armonica di Luc van Lieshout, già nei Tuxedomoon, la chitarra e il contrabbasso di Benjamin Glibert degli Aquaserge, la voce della cantante messicana Sarmen Almond e il violoncello della musicista guatemalteca Mabe Fratti.

Per il tour europeo Steven Brown si presenta in trio con Luc van Lieshout e Lucien Fraipont, chitarrista della storica formazione sperimentale belga Aksak Maboul.

Accanto ai materiali del nuovo album, il concerto include anche riletture dal vivo del repertorio storico dei Tuxedomoon, in un percorso coerente e in continuo dialogo tra passato e presente.

Steven Brown

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