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Tutto quello che dobbiamo sapere sul Green Pass

Come funziona e come ottenere la certificazione verde. E no, non attesta esclusivamente che abbiamo completato il ciclo vaccinale.

Il Green Pass diventa un vero e proprio lascia passare per partecipare a molte attività, proviamo a fare chiarezza su questa certificazione, su come si ottiene e a quali luoghi dà accesso.

Cos’è

Il Green Pass o certificazione verde Covid-19 è un documento rilasciato dal Ministero della Salute, in formato digitale e stampabile, che attesta una delle seguenti condizioni: aver effettuato la vaccinazione contro il Covid-19, la guarigione dal Covid-19 o il risultato negativo al test molecolare o antigenico rapido eseguito entro 48 ore.

Essere in possesso del Green Pass non equivale in maniera diretta ad aver completato la vaccinazione, perché questo documento, come abbiamo visto, può essere ottenuto semplicemente dopo aver effettuato un tampone che ha avuto esito negativo. Non è quindi una via subdola per incentivare le persone a vaccinarsi, certo è un incentivo. Se sarà reso obbligatorio per accedere alle discoteche o ai ristoranti le persone che non vogliono (o non possono) vaccinarsi potranno ottenerlo eseguendo un tampone e avere così accesso agli esercizi pubblici.

Come si ottiene

Il Ministero della Salute rilascia il Green Pass sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome in merito alla vaccinazione, alla negatività al tampone o alla guarigione dal Covid-19. La certificazione viene emessa in formato digitale stampabile e può essere scaricata attraverso varie modalità: dal sito dedicato www.dgc.gov.it tramite Tessera Sanitaria o identità digitale (SPID o CIE), dalle app Immuni o IO (nel primo caso inserendo i dati della Tessera Sanitaria e i codici ricevuti via email o sms dal Ministero, o su IO facendo l’accesso con SPID o la CIE). La certificazione verde è poi disponibile e scaricabile dal sito del Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione Toscana http://fascicolosanitario.regione.toscana.it/ o sulla nuova app Toscana Salute.

Le persone che hanno poca dimestichezza con il web o che non hanno dispositivi digitali possono rivolgersi al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o in farmacia per il recupero della propria Certificazione verde COVID-19.

La certificazione, sia nella sua versione digitale che cartacea, contiene un QR Code, che viene letto con appositi dispositivi, con le informazioni essenziali, relative alla vaccinazione, al test o alla guarigione, con alcuni dati sanitari riservati come la data di prima e seconda dose o il vaccino fatto. In caso di controllo da parte degli operatori autorizzati sarà necessario mostrare solo il QR Code in modo tale che possa essere verificata la sua validità.

A cosa serve

La Certificazione verde COVID-19 può essere richiesta per partecipare a eventi pubblici, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, o per spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in “zona rossa” o “zona arancione” (tutta Italia ora è in zona bianca, ma se saliranno il numero dei contagi e dei ricoveri potrebbero tornare le zone a colori e le conseguenti restrizioni) e dal 6 agosto diventa obbligatorio per accedere a molti luoghi anche in zona bianca.

Dal 1° luglio, il Green Pass è valido come EU digital COVID certificate e permette di viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen senza sottoporsi a quarantena (salvo diversi provvedimenti che i singoli Paesi possono mettere in campo a causa dell’aumento dei contagi. Per maggiori informazioni visitare il portale della Farnesina, Viaggiare Sicuri).

Obbligatorio dal 6 agosto

Il Green Pass, ottenuto con una dose di vaccino, tampone negativo entro 48 ore o con certificato di fine malattia, sarà obbligatorio in Italia dal 6 agosto per accedere, anche in zona bianca, a bar e ristoranti se la consumazione avverrà all’interno del locale, non sarò invece necessario all’aperto o al bancone.

Per soggiornare negli alberghi non serve il green pass, mentre se resta l’attuale interpretazione restrittiva della legge, la certificazione è obbligatoria nei ristoranti al chiuso degli hotel, ad esclusione dei clienti delle stesse strutture. Obbligo di mostrare il certificato invece per usare i centri benessere e le spa al chiuso degli alberghi.

La certificazione servirà per accedere a spettacoli all’aperto, eventi e competizioni sportive. Dovrò essere mostrato per entrare in piscina o in palestra negli spazi al chiuso e per partecipare a sagre, fiere e congressi oltre che ai concorsi pubblici. Il Green Pass sarà obbligatorio per entrare nei cinema e teatri, nei centri termali, nei parchi divertimenti e nelle sale gioco ma anche per musei, biblioteche, altri istituti e luoghi della cultura e mostre. Nei luoghi di cultura diventa obbligatorio sia per frequentare gli spazi all’aria aperta che quelli all’interno.

Il green pass non sarà richiesto per entrare nei negozi, centri commerciali, supermercati e per andare dal parrucchiere o dall’estetista. In questi luoghi restano valide le regole che già conosciamo: mascherina obbligatoria, distanziamento e igienizzazione delle mani.

La certificazione verde dovrà essere mostrata da tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni, sono esentati “i soggetti che hanno idonea certificazione medica” o i minori di 12 anni.

Al momento non sarà necessario esibire il Green Pass per viaggiare in Italia o per utilizzare treni, navi o aerei, restano in vigore le regole già previste che impongono il distanziamento e i limiti di capienza.

Sanzioni previste

Multe salate fino a 400 euro per chi proverà ad accedere senza green pass ai luoghi dove è previsto l’obbligo e chiusura da uno a dieci giorni per i locali o le attività che non eserciteranno il controllo.
Il decreto istitutivo prevede infatti espressamente che a verificare la validità della certificazione verde debbano essere, oltre ai pubblici ufficiali, i titolari o i gestori delle attività o il personale da loro delegato, i proprietari di luoghi dove si svolgono eventi, i gestori delle strutture sanitarie come le Rsa in cui si potrà entrare solo con il green pass. La verifica è affidata ad una app, Verifica19, che i titolari delle attività dovranno scaricare sul cellulare che, inquadrando il Qrcode del pass, stabilirà la sua validità rivelando solo le generalità dell’intestatario ma nessun altro dato sensibile. A richiesta, i cittadini sono tenuti a mostrare il documento di identità ai controllori.

Dati sicuri e rispetto della privacy

Il Garante della Privacy ha dato parere positivo al Green Pass e alle modalità individuate per tutelare e conservare i dati degli utenti ma ha anche lanciato un allarme sui rischi dal condividere il QR Code sui social network. Il “QR Code è una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri. Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più. Il QR code in questione deve essere esclusivamente esibito alle forze dell’ordine e a chi è autorizzato dalla legge a chiedercelo. Ogni uso diverso è pericoloso per sé e per gli altri” ha commentato Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali.

 

Per maggiori informazioni, consulta le FAQ del Governo sulla Certificazione verde: www.dgc.gov.it/web/faq

 

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