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La Toscana celebra Dante: seduta solenne del Consiglio regionale per il Sommo Poeta

L’Assemblea si è riunita al Teatro della Pergola di Firenze. Un racconto profondo sulla figura dell’Alighieri e il suo legame con il territorio che ha coinvolto artisti ed esponenti del mondo della cultura. Gli interventi del presidente Giani e del presidente Mazzeo

Seduta solenne del Consiglio Regionale per celebrare Dante - © Consiglio regionale della Toscana

Una seduta solenne per celebrare i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Il Consiglio regionale della Toscana si è riunito venerdì 10 settembre in una sede insolita e bellissima:  il teatro della Pergola di Firenze. Un palco prestigioso, dove si sono alternate le massime istituzioni pubbliche e del mondo della cultura, intervallate dai canti della Divina Commedia:  Laura Pinato ha decantato  il XXXIV canto dell’Inferno e  Maurizio Lombardi il XXXIII canto del Paradiso.

Una discussione alta su quello che Dante è oggi e per “ricordare cosa il nostro concittadino è per noi”, ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani nel suo intervento, che del Sommo Poeta è un profondo conoscitore. “Patrimonio dell’umanità”, sintetizza così la portata mondiale della figura dantesca  il presidente dell’Assemblea legislativa Antonio Mazzeo.

Con loro c’erano  Alberto Casadei, docente di Letteratura italiana all’Università di Pisa, e Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, che ha presentato le 88 tavole con cui Federico Zuccari ha illustrato la Divina Commedia, oggi custodite proprio nel museo.

Dante “o’tosco”: il radicamento sul territorio e il sogno politico

Un Dante politico, come sottolinea il presidente Giani,  che nella Divina Commedia dà l’idea d’Italia e “dell’autonomia del nostro Stato”,  che “riuscì ad identificare come “lo stivale va dall’estrema punta della Sicilia a Pola” e dall’altro “definisce nel XVI canto del Paradiso la Firenze che va dal Galluzzo a Trespiano, che sono oggi esattamente i confini di Firenze”.  Ma sono solo, l’Alighieri è filosofo, teologo, intellettuale, astronomo, geografo e  storico “dalle capacità eterodisciplinari di informazione ed espressione che gli danno una dimensione enciclopedica”

Il senso profondo di appartenenza alla Toscana è testimoniato dal suo peregrinare nel corso dei 19 anni di esilio. “Dante fu pellegrino in tutta la Toscana”, afferma Giani, ricordando poi i riferimenti  “dagli amati Malaspina della Lunigiana, a ‘Campaldino’, al  ‘Casentino’ alla Maremma definita da ‘Cecina a Corneto” e ancora Pisa, Siena, Lucca, Chiusi, Badia Tedalda, Pomarance e Larderello”. La sua era sempre “un’identità toscana:  quando gli chiedevano da dove provenisse, mai c’era un riferimento a Firenze ma sempre alla Toscana, O’Tosco”. E il suo territorio, ancora oggi, ha risposto: “È stato straordinario – conclude Giani – nel bando che abbiamo fatto sono stati 190 i comuni della Toscana che si sono proposti per un’iniziativa su Dante”.

Oggi il Sommo Poeta unisce tutti, ma nel suo tempo era  “una pietra dello scandalo, per il racconto senza veli di un’umanità fragile, in perenne cammino alla ricerca di senso e felicità”, ricorda il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo.  Una figura universale e insieme un esempio ancora attuale per “la sua capacità di visione, la sua lungimiranza artistica e civile”, citando anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mazzeo ricorda anche quanto l’Italia fosse un sogno per il Sommo Poeta, “non vogliamo che per noi oggi diventi una gabbia. Sentiamo la sfida di costruire un’identità aperta e accogliente. Verso l’Europa prima di tutto. E con l’Europa verso il mondo, non volgendo le spalle alle miserie e alle ingiustizie, sapendo farcene carico con responsabilità e coraggio”. 

Le celebrazioni intanto proseguono.Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge speciale per promuovere iniziative dedicate. Un programma ricco di appuntamenti che in 100 giorni, dal 3 settembre fino alla fine di novembre, toccherà tutte le province della Toscana 

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