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Meeting dei diritti umani: attiviste, politiche e giovani da tutta la Toscana contro le discriminazioni di genere

A seguirlo oltre 17 mila studenti di tutta la Toscana per ben 849 classi che hanno affrontato temi forti come gli stereotipi, le molestie, il cat-calling, la parità salariale grazie alle testimonianze di politiche e attiviste, giochi interattivi e contenuti video realizzati dai loro coetanei

Meeting dei diritti umani

“Ragazze scegliete ciò che volete e ciò che vi rende felici, non accettate chi non rispetta la vostra libertà di scelta” con queste parole l’assessora Nardini della Regione Toscana ha introdotto il Meeting per i Diritti Umani che si è tenuto a Firenze in diretta streaming dall’Auditorium di Sant’Apollonia e che nella sua 25esima edizione ha affrontato il tema della discriminazione di genere.

A seguirlo collegati dalle loro scuole oltre 17 mila studenti di tutta la Toscana per ben 849 classi che hanno affrontato temi forti come gli stereotipi, le molestie, il cat-calling, la parità salariale grazie alle testimonianze di politiche e attiviste, giochi interattivi e contenuti video realizzati dai loro coetanei.

“Abbiamo voluto lanciare un messaggio forte e chiaro, per noi le disuguaglianze di genere che esistono dentro la societàha proseguito l’assessora Alessandra Nardini con delega alle pari opportunitàe che con la pandemia purtroppo si sono acuite violano i diritti umani. Questo problema non è un problema solo delle donne ma di tutta la società. Quello che vogliamo far capire ai ragazzi e alle ragazze è che davvero si deve costruire una società che sia di tutte e di tutti quindi si devono sfondare quei tetti di cristallo che ancora esistono. Uomini e donne devono avere gli stessi diritti ed opportunità e le ragazze devono poter scegliere qualsiasi percorso di istruzione e di lavoro esse desiderano.”

Tra i momenti più emozionanti l’importante testimonianza delle calciatrici afgane che hanno trovato rifugio proprio in Toscana e le pillole dell’attrice Gaia Nanni.

Tra gli ospiti anche la senatrice Valeria Valente presidente della Commissione parlamentare contro il femminicidio che ha dichiarato: “La violenza maschile contro le donne è esattamente fondata oggi su stereotipi e pregiudizi. La violenza contro le donne è stata ritenuta dalla Convenzione di Istanbul una delle principali forme di violazione dei diritti umani. Oggi ci troviamo a combatterla in Italia un paese in cui il modello culturale e sociale resta ancora profondamente di stampo patriarcale. Ma il tema vero è che non riusciamo a sconfiggere questo fenomeno perchè ancora sono troppo radicati in modo inconsapevole dentro di noi stereotipi e pregiudizi e arrivano dove non dovrebbero mai arrivare ovvero nella filiera che dovrebbe occuparsi di sradicare il fenomeno della violenza come i medici di base, i pronto soccorso, o semplicemente un ufficiale che deve saper prendere una denuncia. Purtroppo manca ancora specializzazione e formazione degli operatori ma ancora prima dentro ciascuno di noi ci sono ostacoli che fanno sì che le donne non vengano credute e che agli uomini si dia sempre una giustificazione.”

Nel 1945 in Italia si è dato il diritto di voto alle donne. Nel 1963 è stata fatta la legge che permetteva alle donne di accedere alla professione di magistrato, si accertava così il principio di uguaglianza tra i sessi per l’accesso alla magistratura. La legge per il diritto all’aborto è del 1978. Infine il 13 ottobre 2021 è stato approvato il disegno di legge per la parità salariale.

Ma di strada ancora da fare ce n’è molta, Agnese Pini la prima direttrice donna di uno dei quotidiani più antichi d’Italia La Nazione, tra le 100 donne italiane di successo del 2021 secondo la classifica di Forbes ha dichiarato: “Gli ostacoli per le donne sono ancora moltissimi, lo testimonia il fatto che in Italia le direttrici donne siano soltanto due, io e Norma Rangeri. Il problema non è tanto l’accesso al mondo del lavoro, ma raggiungere ruoli di vertice, scalare le gerarchie. Le donne devono riuscire a fare l’ultimo miglio che è anche il più difficile di un percorso che per fortuna si è già aperto qualche decennio fa. Devono poter realizzare tutti i loro sogni. Il vento della storia è favorevole alle donne, quindi è un vento che va colto ma anche da parte degli uomini. Senza gli uomini è impossibile fare questo percorso perchè il potere è ancora in mano a loro e sono loro che devono darcelo. “

A chiusura dei lavori anche il saluto del presidente Eugenio Giani che ha tenuto ad essere presente al Meeting dei diritti umani, un appuntamento imprescindibile per la Regione Toscana che lo organizza da ben 25 anni: Proprio il 10 dicembre di 73 anni fa l’assemblea delle Nazioni Unite approvò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, il mondo si rialzava da uno dei momenti più bassi della storia che aveva toccato con la Seconda Guerra Mondiale, i 47 milioni di morti, la Shoà, sei milioni e mezzo di persone uccise nei campi di sterminio. La Toscana che è stato il primo stato la mondo che ha abolito la pena di morte il 10 dicembre vuole ricordare questo momento, l’affermazione della fratellanza tra i popoli e ogni anno attualizziamo il tema. Come ogni anno abbiamo rinnovato l’impegno per coinvolgere i giovani perchè proprio loro nelle scuole maturano quella formazione e quella cultura che portano avanti i diritti e le opportunità di genere per contrastare la violenza sulle donne, la parità salariare, tutte quelle cose da cambiare per creare un mondo più giusto.”

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