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Cassa di espansione di Figline, al via i lavori a Prulli. Giani: “Opera decisiva per la riduzione del rischio dell’Arno”

È la maggiore tra quelle realizzate finora con la capacità di invasare 7 milioni di metri cubi di acqua, un’estensione di 14 ettari, per un investimento di 72 milioni di euro

Sopralluogo Prulli

Svolta nella realizzazione del sistema di casse di espansione di Figline, fondamentali nella lotta alle piene dell’Arno. Dopo Pizziconi e Restone (in corso d’opera), ora è la volta della cassa di Prulli  per la mitigazione del rischio idraulico dell’abitato di Firenze, Figline e Incisa Valdarno e Reggello (Leccio adrà in gara di progettazione a breve). Un sistema che permette di immagazzinare circa 25 milioni di metri cubi delle acque di piena dell’Arno, con una riduzione di circa 50 cm del colmo di piena.

L’opera partita adesso è la maggiore tra quelle realizzate finora con la capacità di invasare 7 milioni di metri cubi di acqua, un’estensione di 14 ettari, per un investimento di 72 milioni di euro. La cassa presenta due moduli, separati dal torrente Chiesimone, e i lavori dureranno tre anni.

“Questa di Prulli rappresenta la cassa di espansione della svolta”, ha detto il presidente Eugenio Giani che ha partecipato all’avvio dei lavori insieme al sindaco di Reggello Piero Giunti, ai consiglieri regionali del territorio Serena Spinelli e Francesco Casini e al direttore della Protezione civile della Regione Giovanni Massini.

“Abbiamo già inaugurato Pizziconi qualche centinaio di metri più a nord – ha spiegato Giani –  ma questa è indubbiamente come portata d’acqua molto superiore, quasi il doppio. Vi possono entrare 7 milioni di metri cubi d’acqua e si comprende bene che quando sarà completata con tutta l’arginatura, in caso di grande portata dell’Arno, l’acqua potrà essere modulata e raccolta in modo da evitare l’alluvione a Firenze. Complessivamente dunque fra i territori di Reggello e di Figline-Incisa potranno essere raccolti più di 10 milioni di metri cubi d’acqua e questo tutto a prevenzione dello scorrimento dell’Arno verso valle.  Un investimento di circa 72 milioni di euro per un’opera grandiosa dal punto di vista della realizzazione e sono particolarmente soddisfatto perché questo è indice di come  stiamo procedendo con decisione su quelle opere che mettono in sicurezza l’Arno” ha concluso il presidente.

Tra gli altri interventi che Regione Toscana sta portando avanti per controllare gli afflussi in Arno ci sono quelli sugli argini nell’abitato di Firenze, le casse sul Fiume Sieve in fase di progettazione e il rialzo della Diga di Levane per il quale la Regione ha stipulato un protocollo di intesa con E-Distribuzione per progettazione esecutiva e lavori, attivando il protocollo operativo dell’invaso di Bilancino.

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