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Cento anni di giochi a Firenze, Dreoni festeggia con la città: una mostra, un grande evento e tanti ricordi

Il negozio del centro raccoglie nelle sue vetrine pezzi unici e rari, per raccontare un secolo di storia. Il patron Luciano Dreoni: “Abbiamo la clientela più sorridente del mondo. Da qui passò anche Michael Jackson”

Guardare marionette, bambole, macchinine e ricordare quando si era così piccoli per poterci giocare. È una mostra di giocattoli d’epoca quella che offre lo storico negozio Dreoni per i suoi cento anni. Ma di quale epoca? Quella in cui si era bambini, verrebbe da dire. Di riferimenti storici ce ne sarebbero – dalla guerra all’alluvione -, ma a prevalere è sempre il ricordo personale: è la magia che scatenano le quattro vetrine zeppe di cimeli e pezzi rari che danno su via Cavour 31 e 33 rosso a Firenze e che sono solo l’invito ad entrare in un posto enorme e magico.

Un negozio che è il vero paese dei balocchi, per tanti bambini è il luogo più vicino al laboratorio di Babbo Natale. Decine di corridoi e ben 16mila pezzi passati da qui in due anni, ha detto il proprietario Luciano Dreoni, 83 anni. E nessun videogioco. “Se non lo trovi da Dreoni allora non c’è”, così si è sempre detto a Firenze.

La città che gioca: 100 anni di Dreoni a Firenze – © Marta Mancini

La storia che continua: “Abbiamo la clientela più sorridente del mondo”

Una storia iniziata nel 1923, sempre nella centralissima via Cavour, e il negozio si chiamava “Al Nuovo Emporio”. Nel 1957 venne rilevato dalla famiglia Dreoni, di Borgo San Lorenzo, e il resto della storia ce la racconta il figlio del capostipite Sergio, il signor Luciano: “Sono entrato qui quando avevo 18 anni, quando ancora studiavo,  e ho sempre lavorato. Ogni Natale l’ho passato qui, solo il Covid mi ha fermato”. Le figlie Laura e Silvia ora hanno preso le redini della fiorente attività, insieme ad un folto staff.

È la terza generazione di Dreoni al lavoro, che continua con la stessa passione per il gioco. Perché? Perché abbiamo avuto e abbiamo ancora la clientela più sorridente del mondo, e questo conta tanto e ci ha aiutato molto”, dice Dreoni. “Il rapporto con i clienti è stata la cosa più bella di questo negozio e tutte le volte che arrivavano le novità, aprivamo i colli, eravamo i primi a goderne. Io sono ancora innamorato di questo lavoro”, dice Luciano.

E di storia ne è passata in questo negozio, come di personaggi famosi. Tanti, troppi per ricordarli tutti. Ma uno salta alla mente. Erano gli anni 80 e Luciano Dreoni ricorda quando chiusero il negozio per Micheal Jackson che arrivò lì con i figli e  una scorta di almeno una decina di persone. “Ma di ricordi ne ho a centinaia, è il rapporto con i nostri clienti che ci spinge ad andare avanti”.

La mostra e la festa del 7 e 8 ottobre

Dicono tutti le stesse cose davanti alle vetrine della mostra:  “Ce l’avevo”, “ti ricordi quello”, oppure “chissà dove l’ho messo?” o (ancora peggio) “perché l’ho buttato”. Ai visitatori viene voglia di toccare quei giochi di legno e latta, quelle bambole dai vestiti di stoffa pesante e curata, i primi robot e i personaggi protagonisti di lunghe giornate fatte di battaglie interstellari e scontri tra super poteri.

La mostra allestita nelle quattro vetrine si chiama infatti “La città che Gioca: 100 anni di giocattoli a Firenze”, dal 25 settembre al 14 ottobre, ed è accompagnata da una grande festa che lo storico negozio offre alla città: il 7 e 8 ottobre, alla Galleria delle Carrozze, ci saranno laboratori e punti gioco per bambini grazie anche alla collaborazione con le principali aziende del settore. Nei giorni della festa ci sarà anche un’attività alla scoperta del mondo di Pinocchio – uno dei simboli storici del negozio –  e piccoli spettacoli di giocoleria.

L’esposizione raccoglie una rara collezione di giocattoli d’epoca e vintage, in parte di pezzi unici, provenienti dall’archivio Dreoni, o da importanti collezioni private quali la collezione privata di Ida Sello di Udine, l’Archivio Italiano dei Giochi, da Florence Toy Museum, dal Museo del Giocattolo e di Pinocchio, dal Museo del Figurino Storico di Calenzano, dal Museo della Linea Gotica di Ponzalla, dall’Associazione Fiorentina di Battaglie in Scala e da Lucca Comic&Games, che festeggia quest’anno il trentennale di Lucca Games.

Molti sono stati scovati nelle cantine dei clienti più affezionati. Altri sono pezzi di modelissmo unico, più simili ad opere d’arte che a passatempi. Come la grande nave che troneggia nello spazio storicamente dedicato al modellismo: la prima mostra risale al 1971.

Cosa c’è in mostra: dalla Barbie più antica al Monopoli fascista

Una Barbie con tre parrucche, l’iconica Fashion Queen, che il signor Carlo Ceccanti riuscì a comprare solo dopo l’alluvione, quando il suo prezzo si abbassò. E poi la sua antesignana, il modello tedesco che la Mattel comprò solo per toglierla dal mercato.
Poi c’è l’Historical Collection Trudi: 7 pezzi unici, realizzati personalmente dalla signora Trudi Müller Patriarca per una collezione a tiratura limitata (solo 200 pezzi) che lei stessa aveva progettato e firmato.

E ancora: il Monopoli con i terreni realizzati nell’edizione del periodo fascista italiano, con i segnalini originali anteguerra, in metallo come quelli delle edizioni americane, i cartellini fatti a macchina da scrivere nel 1944 su cartone di fortuna quando la Editrice Giochi era sfollata, dopo il bombardamento di Milano (Collezione Andrea Angiolino). Poi la pista elettrica ispirata a Goldfinger (Scalextric, Uk, 1968) che rappresenta l’emozionante inseguimento fra l’Aston Martin bianca di James Bond e la Mercedes nera delle spie (Collezione Carlo Casanova).

C’è il cicciobello Angelo Negro (Sebino, Italia, 1970 – Collezione Angela Matina) e l’auto Bing (Norimberga, Germania 1928), il rarissimo modello di circa 40 centometri con carica a molla e pilota (Collezione Agostino Barlacchi, associazione Il Paese dei Balocchi). Ci sono anche i videogiochi, i primissimi modelli che però restarono gli unici tra gli scaffali di Dreoni.

Tutti hanno il marchio Dreoni, quello che accompagna ogni scatola che esce dal negozio. C’è anche il modellino da collezione in edizione limitata Fiat 238 Dreoni in scala 1:43 (Automodelli Progetto K, Italia 1999) che riproduce lo storico furgoncino del negozio entrato in servizio nel 1979, brandizzato di logo e scritte Dreoni Giocattoli.

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