Festival del cinema russo contemporaneo, prima edizione

di Elisabetta Vagaggini

A proporlo il Nice festival, che dopo ventotto edizioni di promozione del nuovo cinema italiano nel mondo, porta a Firenze il meglio della cinematografia russa di oggi

Da sempre la cinematografia russa ha prodotto talenti indiscussi, la cui fama si è affermata in tutto il mondo, a cominciare delle avanguardie degli anni '20, nelle cui fila militarono registi del calibro di Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn, Vsevolod Illarionovič Pudovkin e Dziga Vertov. E da allora i talenti del cinema, espressione di una terra che ha da sempre prodotto eccellenze nel campo delle arti e della letteratura, hanno continuato a realizzare opere di grande rilievo, la cui eco è arrivata in Italia e nel mondo.

A partire dagli anni '60, un importante esponente del cinema russo è stato Andrej Tarkovskij, regista di Andrej Rublev, Solaris, Lo Specchio, Stalker, che girò in Toscana, in Val d'Orcia, uno dei suoi princiali film, Nostalghia. Esule, fuoriuscito da una Russia che osteggiava il suo cinema, Tarkovskij trovò una seconda patria a Firenze, che alla metà degli anni '80 gli concesse una residenza dove poter vivere e lavorare e la cittadinanza onoraria. E poi Nikita Sergeevič Michalkov, che tra i tanti capolavori da lui realizzati, nel 1987 ne firmò uno che ne decretò il successo internazionale, Oci Ciornie, coprodotto dalla Rai, che vedeva Marcello Mastroianni come protagonista, girato in buona parte in Italia, tra cui alcune scene alle terme del Tettuccio di Montecatini.

Ma oltre la poeticità e visionarietà di Tarkovskij e l'arte di un cinema solido, basato spesso sui capolavori letterari, come quello di Michalkov, il cinema russo è da sempre stato anche espressione e racconto di una situazione politica e sociale in continuo mutamento, specie dagli anni '90 in poi, dopo la caduta del muro di Berlino, la fine del socialismo reale e l'affermarsi di nuovi partiti politici e assetti economici nel paese.

Turbamenti e mutazioni che tornano nel cinema russo di oggi, nelle espressioni dei giovani registi emergenti. Uno spaccato della nuova cinematografia russa sarà presentata a Firenze, dal 16 al 18 febbraio, alla prima edizione del Festival del cinema russo contemporaneo (cinema La Compagnia).

A proporlo il festival N.I.C.E., diretto da Viviana Del Bianco, che dopo ventotto edizioni di promozione del nuovo cinema italiano nel mondo, tra cui a Mosca e San Pietroburgo, fa un percorso a ritroso, che dalla Russia arriva in Italia, per far vedere al pubblico di casa nostra cosa bolle in pentola nel campo dei nuovi talenti emergenti.

In programma 7 film, pluripremiati in patria e in festival internazionali. Il festival si apre sabato 16 febbraio (ore 16.30), con i corti del videoconcorso, “Filmare L’Alterità”, promosso dal Dipartimento Sagas dell'Università degli studi di Firenze, con il sostegno di Siae e Mibac, bandito per realizzare 'immagini migranti nel paesaggio urbano fiorentino', al quale hanno partecipato ragazze e ragazzi stranieri under 35, che hanno espresso il proprio punto di vista sulle città di Firenze.

Tra i film della selezione, domenica 17 febbraio, alle 21.30, Bol’šoj, di Valerij Todorovskij, film che ha ottenuto un forte apprezzamento da parte del pubblico, in patria e a livello internazionale, vincendo, tra gli altri, il Gran Premio e Premio della critica nella XIII edizione del Festival di «Kinotavr», Premio per il miglior film e premio «l’Aquila d’oro» per la miglior regia, alla XXVI edizione del MoscowFilm Festival. Nel film  Julia è una giovane ballerina russa   talentuosa che aspira ad entrare al Bolshoy di Mosca. Ma per perseguire questo scopo deve rinunciare a tutto: gli interessi familiari, il suo primo amore, l'amicizia. Più volte l'eroina dovrà affrontare una scelta complessa, tra il sogno della gloria e la vita reale.

A chiudere il festival, lunedì 18 febbraio, alle 21.30 Il viaggio di Vitja detto «Aglio» per accompagnare Lekha detto «Ganghero» all'ospizio, di Aleksandr Chant, che nel 2017 ha vinto il Gran Premio del Festival di Karlovy Vary e ha trionfato con 5 premi al Festival «Okno v Evropu» di Vyborg. Si tratta di un avvincente road movie che racconta il classico conflitto generazionale padri/figli, in chiave “pulp”. L’azione di svolge in un anonimo paese della provincia russa. Protagonista il ventisettenne Vitja, detto ”Aglio”, con alle spalle un’infanzia passata in orfanotrofio e il sogno di abbandonare moglie e figlio perché “gli tolgono l’ossigeno”. Vitja è stato un bambino privato di affetto e a sua volta ha un cuore inaridito e conduce un’esistenza basica tra sballi e desideri di “sbancare”.

In occasione della prima edizione del Festival del Cinema russo contemporaneo, saranno ospiti a Firenze Vjačeslav Tel'nov, direttore generale del Fondo federale per il supporto sociale ed economico alla cinematografia russa; Tat'jana Šhumova, presidente del Centro dei festival cinematografici e dei programmi internazionali, esponente emerita delle arti della FR, Ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica italiana e membro onorario dell’Accademia russa delle Arti; i registi Oleg Trofim (al suo primo lungometraggio, dopo aver realizzato con succeso dei clip pubbilcitari) che presenta a Firenze il film Ghiaccio e Aleksandra Streljanaja, che porta a La Compagnia il film La rete, (i suoi film hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Russia e all'estero). Gli ospiti saranno presenti alla serata di inaugurazione, sabato16 febbraio insieme ai rappresentanti istituzionali della Regione Toscana e del Comune di Firenze.

L'ingresso al Festival del cinema russo contemporaneo è libero, fino ad esaurimento posti. Tutto il programma sul sito: www.cinemalacompagnia.it

14/02/2019