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“L’Arno che verrà”: oltre 9 milioni di euro per i cantieri contro il rischio alluvioni nell’area pisana

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani illustra a Palazzo Gambacorti i prossimi interventi, tra casse d’espansione e opere sullo Scolmatore

L’Arno che verrà: prospettive per il futuro del fiume, gestione, sicurezza e visione - © Anbi Toscana

A sessant’anni dalla storica alluvione del 1966, la Regione Toscana fa il punto sulla sicurezza idraulica e sugli investimenti futuri per la tutela del territorio. In occasione del convegno “L’Arno che verrà: prospettive per il futuro del fiume, gestione, sicurezza e visione“, promosso dal comitato Arno 2026 nella Sala Baleari di Palazzo Gambacorti a Pisa, il presidente Eugenio Giani ha delineato le priorità per la difesa del suolo, concentrandosi in particolare sulle opere destinate all’area pisana.

Il presidente Giani ha aperto la giornata di confronto richiamando il legame tra memoria e programmazione: “Vogliamo ricordare il 1966 investendo sul futuro. A 60 anni da un’alluvione che anche qui provocò vittime e danni, abbiamo vissuto a Pisa una giornata di riflessione e confronto sull’Arno, a partire dalle opere che negli anni hanno salvato la città, ma rivolta soprattutto verso quelle che sono in cantiere”. Il governatore ha poi rimarcato il ruolo cardine del capoluogo: “Pisa è al centro della nostra attenzione sotto il profilo della prevenzione e della tutela idrogeologica. Stiamo per esempio portando avanti tutto il lavoro di riarginatura sullo scolmatore, in modo da consentire un deflusso ancora maggiore di acque nei momenti di pericolo, e realizzando interventi cruciali sull’assetto idrogeologico”.

 

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Il quadro degli interventi rientra nella più ampia manovra regionale da 121 milioni e 216 mila euro complessivi, articolata in 53 opere su scala toscana per superare l’emergenza generata dalle ondate di maltempo dell’autunno 2023. Si tratta di una dotazione economica che mette a sistema 67 milioni di euro provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea, 12 milioni stanziati dal bilancio regionale e 42 milioni derivanti dalle economie maturate sui fondi del Dipartimento nazionale di Protezione Civile.

Nel comprensorio pisano la programmazione prevede un investimento totale di 9.150.000 euro, ripartito su cinque cantieri chiave volti a potenziare la tenuta dei reticoli idrografici locali. Lo stanziamento maggiore riguarda il Comune di Fauglia, dove 3 milioni di euro serviranno alla realizzazione della cassa d’espansione sul Rio Cascine, affluente del Rio Conella nella frazione di Acciaiolo. A Crespina Lorenzana sono destinati 2.150.000 euro per ridurre il rischio idraulico lungo l’asta del Torrente Isola e dei suoi principali tributari.

A Ponsacco un finanziamento di 1,5 milioni di euro consentirà di realizzare la cassa di espansione sul Rio San Giorgio, a monte della Strada Provinciale 67. La medesima somma di 1,5 milioni di euro è assegnata al territorio comunale di Calcinaia per completare le opere del canale diversivo del fosso Vecchio di Pontedera con la nuova immissione nello Scolmatore dell’Arno. Chiude il programma l’intervento da un milione di euro nel Comune di San Miniato, finalizzato alla sistemazione idraulica del Rio San Bartolomeo attraverso il primo lotto delle casse di espansione nel bacino di monte.

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