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Curare l’emicrania senza farmaci: dall’Università di Pisa il prototipo del neurostimolatore impiantabile

Il chip si inserisce sottopelle fra collo e nuca e dialoga con una app per gestire e controllare la generazione degli impulsi

Sanità - © Gorodenkoff

Dai laboratori dell’Università di Pisa il primo protoripo di un neurostimolatore impiantabile per curare l’emicrania senza farmaci. Il nuovo dispositivo è simile a un piccolo cilindro dotato di elettrodi che si inserisce sottopelle fra collo e nuca e che tramite una centralina esterna dialoga con una app per gestire e controllare la generazione degli impulsi. L’impianto non necessita di un intervento chirurgico e il paziente potrà monitorare, sempre tramite l’app, il proprio stato di salute e scegliere tra le diverse sequenze di impulsi concordate con lo specialista.

A coordinare il lavoro il professore Massimo Piotto del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Il tutto rientra in un più ampio progetto europeo, chiamato Tara che sta per: Disrupting the Migraine continuum of care for resource constrained settings. Dei 6 milioni di euro totali di finanziamento, all’Ateneo pisano ne sono stati destinati 358mila euro.

Il gruppo di ricerca UNIPI, da sinistra- Massimo Piotto, Andrea Ria, Paolo Bruschi, Francesco Gagliardi, Iacopo Nannipieri, Margherita Scognamiglio

Iniziato nel 2022, il progetto dura tre anni e coinvolge un consorzio internazionale e multidisciplinare che comprende esperti sia accademici che aziendali negli ambiti dell’ingegneria elettronica, dell’ingegneria biomedica, dell’informatica e della medicina.

Oltre all’Università di Pisa, i partner coinvolti sono nove: Capri Medical (Irlanda), Sensichips srl (Italia), Univerzitetni klinicni center Maribor (Slovenia), Brai3n (Belgio), Skein-Ukraine (Ucraina), Crowdhelix (Irlanda), South Tees Hospitals Nhs Foundation Trust (Regno Unito), Centre for Process Innovation (Regno Unito), European Society of Regional Anaesthesia and Pain Therapy (Svizzera).

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