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Dal drone in cattività alle “info-experiences”: a Internet Festival l’arte ridisegna il rapporto con la tecnologia

Francesco Moretti torna in Italia per i 25 anni di Net7 con la mostra “Worlds so close, shaped like the future” e l’installazione site-specific “Do not feed the animal”, mentre dieci giovani creativi europei arrivano a Pisa per la residenza “Data Conversations”, trasformando la raccolta dati in un’esperienza partecipativa

Internet Festival

Come si può restituire una dimensione umana alla tecnologia? All’ Internet Festival 2026, in programma a Pisa dall’8 all’11 ottobre, l’arte entra nel cuore della riflessione sulle “Forme di futuro” attraverso due progetti che mettono al centro il rapporto fra esseri umani, tecnologia, percezione e partecipazione. Da una parte Francesco Moretti, artista pisano attivo da oltre trent’anni tra pittura, scultura, incisione e installazione, torna nel panorama espositivo italiano con “Worlds so close, shaped like the future”, una mostra nata in occasione dei 25 anni di Net7, azienda pisana che ha scelto di celebrare questo traguardo attraverso un progetto capace di rappresentarne l’anima creativa e innovativa. Il percorso culmina nell’installazione site specific “Do not feed the animal”, concepita appositamente per Internet Festival e realizzata con il supporto tecnico di Net7. Dall’altra, dieci giovani artisti, designer e ricercatori europei under 30 si incontreranno a Pisa per la Data Conversations Artistic Residency, un laboratorio internazionale dedicato alla sperimentazione di nuove modalità di relazione tra dati e pubblico. Selezionati tra 75 candidature provenienti da tutta l’Unione Europea, lavoreranno alla creazione di info-experiences: installazioni e modalità interattive capaci di trasformare la raccolta dei dati sull’impatto dell’evento sul pubblico, da semplice misurazione a esperienza artistica e partecipativa.

Francesco Moretti: tra materia, sorveglianza e percezione

Circa dieci sculture e un’installazione video-interattiva compongono “Worlds so close, shaped like the future”, la mostra che Moretti presenta a Internet Festival 2026. Al centro della ricerca dell’artista ci sono forme geometriche, superfici metalliche, colori vibranti e piccole figure antropomorfe arrugginite: presenze imperfette inserite all’interno di strutture rigorose che sembrano, allo stesso tempo, accoglierle e imprigionarle. Il contrasto diventa metafora della condizione umana: da una parte la precisione delle geometrie e la perfezione delle superfici, dall’altra corpi fragili che cercano il proprio equilibrio. Il pubblico è chiamato a muoversi intorno alle opere, cambiare punto di vista e mettere in discussione la propria percezione. In un contesto fortemente digitale come quello di IF, le sculture introducono così una sorta di “tregua analogica”, costruita attraverso materia, peso e fisicità.

Il progetto trova il suo punto di maggiore connessione con il tema dell’edizione 2026 (Forme di futuro) nell’opera site-specific “Do not feed the animal”. Una grande gabbia cilindrica in metallo, alta due metri e con un diametro di 1,30 metri, richiama nella forma il Battistero di Piazza dei Miracoli. Al suo interno si muove un drone: attraverso le sbarre, la sua telecamera riprende gli spettatori, proiettandone le immagini in tempo reale su uno schermo collocato nei pressi della struttura. Il rapporto abituale tra osservatore e tecnologia viene così rovesciato: il drone, dispositivo nato per superare confini altrimenti inaccessibili, diventa una sorta di animale tecnologico in cattività. È osservato mentre osserva. La macchina destinata a sorvegliare si trova improvvisamente confinata, mentre il pubblico diventa contemporaneamente spettatore e soggetto dell’opera. Un cortocircuito che apre una riflessione sul controllo sociale, sulla progressiva perdita della privacy e sulla pervasività della digitalizzazione, fino all’interrogativo che attraversa l’installazione: dove passa oggi il confine tra l’essenza umana e quella artificiale?

Nato a Pisa nel 1973 e laureato con lode all’Accademia di Belle Arti di Firenze, Moretti ha collaborato a soli diciassette anni con Keith Haring alla realizzazione di Tuttomondo a Pisa, esperienza che ha segnato profondamente la sua riflessione sul rapporto tra arte e spazio pubblico. Attivo da oltre trent’anni tra pittura, scultura, incisione, installazioni e arti visive applicate, ha partecipato a mostre e manifestazioni internazionali dalla Biennale Internazionale di Arti Grafiche del National Taiwan Museum of Fine Arts alla Biennale di Casablanca. Dal 2005 vive e lavora tra Italia e Grecia e dal 2011 mantiene il proprio studio a Nauplia.

Data Conversations: dieci creativi europei under30 trasformano i dati in Experiences

Se Moretti porta il pubblico davanti a una tecnologia che osserva, Data Conversations ribalta il paradigma: il dato smette di essere un’informazione estratta passivamente e diventa il risultato di un incontro. Il progetto nasce per rafforzare l’impatto sociale ed economico delle industrie culturali e creative (CCI), promuovendo la progettazione delle Info-Experiences: installazioni artistiche, giochi interattivi e percorsi sensoriali che spingono il visitatore a interagire spontaneamente. Giocando, toccando e muovendo oggetti, le persone generano dati “vivi”, capaci di restituire agli organizzatori reazioni, desideri e reale impatto dell’evento, ben oltre le tradizionali metriche o i classici questionari.

È su questo presupposto che prende forma la Data Conversations Artistic Residency. A Pisa arriveranno dieci profili under 30 che intrecciano arte, design, ricerca, creative technology, data visualization e pratiche partecipative, sono: Enya Autumn Trenholm-Jensen, Nathan Pottier, Sara Fiorillo, Sofia Kamergorodski, Sonja Wilfing, Sophie Alexandra Bunge, Sophie Nadel, Tara Lucie Lee Monheim, Vivien Serve e Yoshi So. La residenza disegna una geografia creativa internazionale che abbraccia Italia, Paesi Bassi, Spagna, Austria, Danimarca, Germania, Svizzera e Regno Unito. Dal 1° al 10 ottobre, i creativi saranno immersi in un percorso intensivo di co-creazione per progettare i loro prototipi. Durante Internet Festival, queste sperimentazioni incontreranno direttamente il pubblico: installazioni e dispositivi raccoglieranno gesti e comportamenti in tempo reale, dimostrando come la rilevazione del dato possa trasformarsi essa stessa in un gesto artistico, relazionale e generativo.

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