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Emergenza casa: in Toscana acquistare è sempre più difficile, Giani “58 milioni per interventi e buone pratiche”

Presentato a Firenze “Abitare in Toscana” il rapporto annuale realizzato dall’Osservatorio Sociale Regionale in collaborazione con Anci Toscana

Abitare in Toscana

In Toscana la questione abitativa si fa sempre più critica e coinvolge sempre più persone.

Questo è quanto emerge dal XIV rapporto sulla condizione abitativa regionale, presentato all’Istituto degli Innocenti di Firenze, che restituisce l’immagine di un sistema sotto pressione, tra difficoltà di accesso alla casa, sostegni insufficienti e un patrimonio pubblico che fatica a rispondere alla domanda.

Negli ultimi vent’anni si riduce la quota di famiglie proprietarie, mentre acquistare casa diventa sempre più difficile: l’indice di accessibilità è sceso sotto la soglia di equilibrio, segnalando come redditi, prezzi degli immobili e tassi di interesse rendano sempre più complesso l’accesso al mutuo, soprattutto per giovani, lavoratori precari e nuclei monoreddito.

A incidere sono anche i costi elevati nelle aree più attrattive, come Firenze e la costa, a fronte di redditi che crescono lentamente.

Sul versante degli affitti, la situazione appare fragile. L’azzeramento del fondo nazionale per il sostegno alla locazione ha lasciato un vuoto che i Comuni riescono a colmare solo in parte: le risorse disponibili coprono appena il 23% del fabbisogno, mentre i canoni nei capoluoghi sono aumentati fino al 20% negli ultimi anni.

A farne le spese è soprattutto la cosiddetta “fascia grigia”: famiglie che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica ma non riescono a sostenere i prezzi del mercato privato.

Gli sfratti mostrano una lieve frenata rispetto al periodo post-pandemico, ma il dato resta allarmante: nel 2024 hanno colpito più di una famiglia ogni mille, nella maggior parte dei casi per morosità. Un segnale della crescente difficoltà a sostenere le spese abitative, anche in presenza di strumenti come il fondo per la morosità incolpevole, ormai quasi interamente utilizzato.

In questo quadro, l’edilizia residenziale pubblica continua a rappresentare un presidio fondamentale ma insufficiente. Il patrimonio cresce solo marginalmente ed è mediamente molto datato, con conseguenti problemi di manutenzione e qualità. La domanda supera di gran lunga l’offerta e, considerando tutte le famiglie potenzialmente idonee, la copertura si ferma a circa il 40%.

Le risorse e gli interventi della Regione Toscana per il diritto alla casa

La Regione Toscana ha messo in campo risorse e interventi per la riqualificazione e l’ampliamento degli alloggi, oltre a strumenti innovativi per l’abitare sociale.

Il contesto in cui opera però è segnato dal sostanziale disimpegno del Governo nazionale in materia di edilizia sociale e sostegno all’abitare. L’azzeramento del Fondo nazionale ex L. 431/98 per il sostegno alla locazione ha lasciato un vuoto che né Regioni né Comuni riescono a colmare.

Tra il 2019 e il 2025 la Regione ha stanziato 51 milioni di euro per la manutenzione straordinaria di circa 2.500 alloggi ERP. Sono 9 i milioni destinati al ripristino di alloggi sfitti.

Il Piano complementare al PNRR (PNC) ha destinato alla Toscana 93 milioni di euro per efficientamento energetico e miglioramento sismico del patrimonio pubblico, con uno stato di avanzamento del 90% e oltre 82 milioni già erogati.

Due bandi per l’acquisizione di alloggi sul mercato hanno mobilitato 16 milioni di euro, portando all’aggiunta di circa 150 alloggi al patrimonio ERP. Un bando attivo, finanziato con 29,5 milioni, punta a realizzare circa 200 nuovi alloggi.

Sul fronte dell’innovazione, la Regione ha consolidato il partenariato con il Fondo Housing Toscano, che gestisce oltre 1.000 alloggi a canone calmierato con il supporto del gestore sociale Abitare Toscana. Ha sottoscritto quote di fondi immobiliari chiusi (7 milioni di euro) per la realizzazione di alloggi sociali nell’ambito del Fondo nazionale per l’abitare.

“Il tema dell’abitare è centrale, come il lavoro, come la scuola, come la sanità e devo dire che abbiamo concentrato proprio nelle ultime settimane il lavoro su un sistema di risorse che la regione mette a disposizione. Abbiamo in qualche modo rivisto tutta una serie di progetti e di capitoli spesa dai fondi europei e abbiamo concentrato 58 milioni che ora tradurremo in interventi e buone pratiche sulla casa” ha dichiarato il presidente della regione Toscana Eugenio Giani.

Per Giani “l’aspetto principale è concentrarsi sul creare le condizioni di housing sociale e affitti agevolati per quella fascia che io chiamo ‘fascia arancione’, di coloro che hanno da 16.000 a 31.000 di reddito Isee, ovvero le persone normali che hanno il loro stipendio, sempre più compromesso dall’aumento dei prezzi, e che proprio per questo hanno bisogno di affitti agevolati”.

Parlando degli impegni che la Regione Toscana chiede al Governo sul fronte della casa, Giani ha parlato dell“‘impegno di rimettere quelle risorse che abbiamo avuto per il conto affitti e un piano straordinario sulla casa, che sia un po’ come quello che un toscano, Amintore Fanfani, portò negli anni 50 con il piano ‘Ina Casa’. Oggi vi è una totale assenza del governo sulle politiche abitative”.

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