La 46esima edizione del Golden Gala Pietro Mennea, quarta tappa della prestigiosa Diamond League andata in scena allo Stadio Olimpico di Roma, ha visto l’Italia eguagliare il suo storico bottino di tre vittorie in una singola edizione. Un tris d’assi che evoca dolci ricordi: l’ultima volta era successa proprio in Toscana, al meeting di Firenze nel 2023. E non è un caso che due dei tre protagonisti assoluti di questa impresa epica abbiano radici profondamente legate alla nostra regione: Leonardo Fabbri e Andy Diaz.
Leonardo Fabbri è il re del peso: Crouser si inchina ancora
L’applauso più scrosciante dell’Olimpico se lo prende tutto il gigante di Bagno a Ripoli. Leonardo Fabbri (Aeronautica) ha firmato una prova di forza strabiliante nel lancio del peso, conquistando la sua quarta vittoria in carriera in Diamond League e il suo secondo sigillo al Golden Gala.
Il fiorentino, campione d’Europa in carica, ha letteralmente dominato la pedana trovando al terzo lancio una spallata da 22,14 metri. Una misura che ha scavato un solco di quasi trenta centimetri sul rivale storico Joe Kovacs (21,87) e, soprattutto, ha costretto alla resa il primatista del mondo e tre volte oro olimpico Ryan Crouser, rimasto clamorosamente dietro a 21,50.

Andy Diaz, un triplo da primato
Non è stato da meno Andy Diaz. Il triplista azzurro (Fiamme Gialle), che ha scelto la Toscana (nello specifico Livorno, sotto la guida tecnica di Fabrizio Donato) come base per la sua rinascita e consacrazione sportiva, ha bagnato il suo debutto stagionale all’aperto con una prestazione da urlo.
Nonostante un avvio con un nullo e ben 35 centimetri lasciati sulla tavola di battuta al secondo tentativo (frenato comunque a un ottimo 17,58), Diaz ha trovato la zampata vincente al quinto salto: 17,59 metri. Una misura che non solo gli ha garantito il successo netto sul giamaicano Jordan Scott (17,33), ma che vale anche come migliore prestazione europea stagionale. Con questo terzo sigillo personale al Golden Gala, Diaz entra nella storia del meeting eguagliando il primatista di vittorie italiane Alessandro Lambruschini e dimostrando di avere la barriera dei 18 metri ormai a un passo.
A completare la festa azzurra è arrivata poi la clamorosa e inedita vittoria nel salto in alto del giovane lombardo Matteo Sioli (2,28), che ha blindato il record delle tre vittorie complessive. Ma l’attenzione è stata canalizzata tutta sulla super sfida dei 100 metri vinta da Noah Lyles (9.88) e sul ritorno sotto i 10 secondi di Marcell Jacobs (9.99).