La Toscana è la prima Regione in Italia dotata di una legge organica sull’intelligenza artificiale etica. Ieri l’Assemblea legislativa della Toscana infatti ha approvato in via definitiva il provvedimento che disciplina l’uso responsabile e consapevole dell’IA.
Una legge che mette al centro le persone
Il provvedimento introduce la Carta toscana dei diritti digitali, che riconosce ai cittadini il diritto a essere informati sull’uso dell’IA, a ottenere spiegazioni comprensibili sulle decisioni algoritmiche e a chiedere l’intervento di una persona a fronte di decisioni amministrative automatizzate. Prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, gestito con il supporto di IRPET, il rafforzamento della rete dei Punti Digitale Facile, misure per la tutela dei minori e il diritto alla disconnessione.
“Con questa legge – commenta il presidente della Regione Eugenio Giani – la Toscana scrive una pagina che va oltre i confini regionali: siamo la prima Regione italiana a dotarci di una disciplina organica sull’intelligenza artificiale, e lo facciamo scegliendo con chiarezza da che parte stare. Non inseguiamo la tecnologia per la tecnologia, la governiamo mettendo al centro le persone, i loro diritti, il loro lavoro. Il percorso che ci ha portato fin qui, dal confronto in commissione fino al voto di oggi, dimostra che un’IA etica non è uno slogan ma un lavoro paziente di ascolto e di scrittura delle regole. È un atto di responsabilità verso i cittadini toscani, ma anche un contributo che offriamo al dibattito nazionale ed europeo: si può innovare senza lasciare indietro nessuno”.
La Toscana all’avanguardia sull’innovazione digitale
La legge si inserisce in un percorso più ampio già avviato dalla Regione sul fronte dell’intelligenza artificiale: dalla legge regionale 57/2024 sull’innovazione digitale, che ha fatto della Toscana la prima Regione italiana a recepire i principi dell’AI Act europeo, al rafforzamento del Consorzio Metis come punto di riferimento per la digitalizzazione di enti locali, sanità e pubblica amministrazione, fino alla partecipazione al progetto interregionale Reg4IA insieme a Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, focalizzato su resilienza territoriale e intelligenza artificiale generativa.
La Regione ha inoltre pubblicato linee guida per l’adozione consapevole di soluzioni di IA nella pubblica amministrazione e promosso, insieme alle imprese del territorio, iniziative come le challenge rivolte ai giovani per la progettazione di assistenti virtuali al servizio di bisogni sociali concreti.
“Il voto di oggi – sottolinea l’assessore regionale all’innovazione digitale Alberto Lenzi – chiude un percorso serio, arricchito ad ogni passaggio del confronto con il mondo universitario, la ricerca, le parti sociali e anche con l’opposizione, che ha contribuito con proposte concrete recepite nel testo. Non abbiamo scritto una legge di princìpi astratti: abbiamo costruito gli strumenti concreti di un’IA etica, dall’Osservatorio regionale ai Punti Digitale Facile, perché nessun cittadino e nessuna impresa toscana resti solo di fronte alle trasformazioni portate dall’intelligenza artificiale. Senza regole, l’innovazione rischia di ampliare le disuguaglianze; con regole scritte bene, diventa leva di coesione e di sviluppo”.