Levigliani, nel comune di Stazzema, è piccolo paese dell’alta Versilia di appena di 350 abitanti. Un borgo sulle pendici del monte Corchia che è diventato un modello socio-economico unico dove proprietà, lavoro e reddito sono condivisi da oltre 2 secoli e dove le persone scelgono di restare.
Il cuore della comunità è la cooperativa Sviluppo e Futuro Levigliani e nasce nel 2001 con una vocazione turistica legata all’apertura ai visitatori della grotta Antro del Corchia. Passo dopo passo, racconta il presidente Emiliano Babboni “si è trasformata in un sistema complesso composto oggi da cinque settori”. “Un’attività che fornisce lavoro ai residenti, creando opportunità in un territorio montano dove, altrove, lo spopolamento è realtà consolidata”.
C’è il turismo, evoluto nel Corchia Park con grotte, miniere, cave, musei ed escursioni. L’emporio di comunità, che garantisce servizi essenziali a tre paesi circostanti. Il trasporto con bus scolastici e attività per associazioni. La manutenzione del verde e, dal 2025, il trasporto dei blocchi di marmo provenienti dalle cave comunitarie.
La Cooperativa Sviluppo e Futuro Levigliani oggi fattura circa un milione all’anno e ha 11 soci. “Rappresenta uno dei 3 pilastri del modello cooperativistico del paese, insieme alla Comunione dei Beni Comuni di Levigliani e alla Cooperativa Condomini. Complessivamente – continua il presidente – considerando anche le altre attività paesane, si generano quasi 100 posti di lavoro. Il dato più importante è proprio questo: a Levigliani la disoccupazione non esiste”.
La storia del paese-cooperativa, dal Granducato ad oggi
Alla base di tutto c’è una storia che parte dal 1794, quando 67 famiglie decisero di mantenere collettivamente la proprietà del Monte Corchia e dei boschi acquistati dal Granduca di Toscana, creando una comunione perpetua, che ancora oggi viene amministrata nell’interesse della comunità.
A seguito di quella scelta nel tempo sono nati 3 soggetti: la Beni Comuni di Levigliani, che rappresenta il governo della comunità, e due cooperative, Coop. Sviluppo e Futuro e Coop. Condomini, che gestiscono rispettivamente la prima la valorizzazione turistico-culturale e ambientale della proprietà comune; la seconda la gestione delle cave di marmo. La gestione viene portata avanti secondo criteri di sostenibilità.
Una realtà che ha suscitato interesse e che le è valso l’ingresso della Cooperativa Sviluppo e Futuro nel portale dell’Alleanza Cooperativa Internazionale, dedicato all’eredità culturale della cooperazione. “Un risultato che ci riempie d’orgoglio – conclude Babboni – e che rappresenta un’occasione straordinaria. I più giovani possono così capire che il nostro modello non è soltanto storia, ma un futuro possibile, da intraprendere rimanendo a lavorare qui. La tradizione va reinterpretata, non conservata in modo statico. Questo riconoscimento globale ci aiuta a farlo”.
“Il modello Levigliani – dicono Alberto Grilli, presidente di Confcooperative Toscana, e Valentina Donati, presidente della federazione toscana Cultura Turismo Sport di Confcooperative – dimostra come le cooperative di comunità non siano affatto un’utopia, ma una risposta concreta allo spopolamento e alla fragilità dei territori interni”.