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In Toscana crescono le presenze nei musei, bene teatri e concerti: i numeri della cultura nel rapporto Irpet

L’analisi dell’Osservatorio regionale realizzata dall’istituto: emerge “una ripresa selettiva”, con alcuni settori in buona salute e altri in sofferenza, come bliblioteche e cinema

Bambini al museo

La cultura in Toscana è economia, lavoro e sviluppo e il traino del turismo ne è una leva importante. Il rapporto dell’Osservatorio Regionale della Cultura, realizzata dall’istituto regionale Irpet in collaborazione con la Regione Toscana, scatta la fotografia del 2025 mettendo in fila numeri e tendenze del settore. Benisssimo i musei, in buona salute anche teatri e spettacoli dal vivo, mentre le biblioteche sono in sofferenze, così come il cinema.

L’Irpet la chiama “ripresa selettiva”, perché rispetto al periodo pre-pandemia alcuni settori hanno fatto uno scatto in avanti, mentre altri sono rimasti un bel po’ indietro.

Il turismo spinge le presenze nei musei toscani

Il settore dei musei gode di tutti i benefici della spinta turistica. Nel 2025 le presenze turistiche complessive hanno raggiunto circa 55,5 milioni, in crescita del 3,8% sul 2024 e dell’8,1% sul 2019, con la componente straniera che pesa quasi il 60% del totale (32,8 milioni). Nelle città d’arte gli stranieri arrivano a rappresentare addirittura il 75% dei turisti.

Numeri che si riflettono sulla crescita dei musei statali pubblici del 5,8% nel 2024 rispetto al 2023 e del 18,2% rispetto al 2019, raggiungendo 9,1 milioni di presenze, con le Gallerie degli Uffizi a 5,2 milioni nel 2024 e 5,3 milioni stimate nel 2025 e la Galleria dell’Accademia a 2,2 milioni nel 2024. Discorso diverso per strutture pubbliche non statali e private: il totale regionale dei visitatatori nel 2024 si attesta a 21,6 milioni, registrando ancora un calo del 10,4% rispetto ai 24,1 milioni del 2019. I grandi attrattori statali assorbono così il 42% dei visitatori totali rispetto al 32% del 2019.

Biblioteche e cinema in sofferenza

Numeri molto diversi per le biblioteche, la cui domanda dipende quasi esclusivamente dalla popolazione residente: nel 2024 gli iscritti al prestito attivi non hanno ancora recuperato il livello del 2019 (267.561 contro 309.116), mentre i prestiti sono tornati al 96% del dato pre-pandemico (2,6 milioni.

Anche il cinema in sala mostra una riduzione con spettatori e incassi ridotti del 37% rispetto al 2019, soprattutto per effetto della concorrenza delle piattaforme streaming (in Italia crescono da 19 milioni nel 2020 a 23 milioni nel 2025). Nel dettaglio: gli spettacoli calano del 15%, mentre gli spettatori e la spesa del pubblico diminuiscono entrambi del 37%.

Lo spettacolo dal vivo è in salute

Il teatro di prosa ha superato di molto i livelli 2019. Nel 2025 ha fatto segnare un incremento del 15% dell’offerta, del 16% negli spettatori e del 24% nella spesa del pubblico (da 19,8 a 24 milioni di euro), con la spesa media pro capite salita da 17 a 18 euro.

Anche i concerti di musica pop, rock e jazz chiudono il 2025 con il segno più. Gli spettacoli crescono del 55%, gli spettatori del 43% e la spesa complessiva del 31% (raggiungendo 66,3 milioni di euro), anche se quella pro capite scende da 46 euro nel 2019 a 42 euro nel 2025.

I concerti classici aumentano del 40% per offerta, del 20% per spettatori e dell’83% per spesa, con un esborso medio che passa da 22 a 33 euro. In flessione la lirica, che registra cali del 44% negli eventi e del 26% negli spettatori, pur con un fatturato in lieve aumento (+2%) e una spesa media cresciuta da 26 a 36 euro.

In difficoltà, invece,  gli eventi sportivi con un calo del 10% degli spettatori, del 46% degli eventi e del 58% degli incassi rispetto al 2019, con la spesa media scesa da 33 a 15 euro.

I numeri dell’occupazione 

Crescono i lavoratori nei musei e salgono a 4.138 nel 2025, in aumento del 14,9% sul 2019, pur trattandosi spesso di contratti stagionali(+14,9% sul 2019). Nella produzione audiovisiva in Toscana, i lavoratori dipendenti raggiungono 1.142 unità nel 2025, segnando un incremento del 6,4% sul 2024 e del 26,4% sul 2019. Nel comparto bibliotecario salgono a 1.693, ma restano inferiori dell’1,1% rispetto alle 1.712 unità del 2019.

L’analisi di Irpet, precisa però che “il recupero quantitativo non elimina le fragilità strutturali legate alla qualità e alla continuità del lavoro, alla concentrazione della domanda e all’incertezza delle politiche di sostegno”, con particolare preoccupazione nel settore cinema e audiovisivo.

 

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