Ieri le nonne leggevano le bolle d’olio nel brodo, oggi noi Millennials sfogliamo gli oroscopi prima di affrontare l’ennesima giornata di precarietà e sedute spiritiche improvvisate. È in questo orizzonte tragicomico, sospeso tra il bisogno d’ordine e la necessità di incolpare le stelle per le nostre sventure, che si muove Claudia Razzoli nel sua nuova graphic novel, Karma, edita da BAO Publishing.
In un racconto interamente disegnato a mano e colorato con le sfumature calde dell’acquerello, l’autrice dà vita a Nicoletta: una trentenne alle prese con la ricerca del proprio posto nel mondo, madri ingombranti da perdonare, amiche medium e la passione salvifica per il knitting. Nata in provincia di Pistoia e cresciuta nell’universo pulsante dell’autoproduzione con il collettivo Mammaiuto, Claudia Razzoli firma una storia profonda e liberatoria che parla il linguaggio di una generazione in perenne cerca di equilibrio.
In occasione dell’uscita del libro e del tour che la porterà a Pistoia e Lucca Comics & Games, abbiamo fatto una chiacchierata con l’autrice per capire come si sopravvive alle eredità familiari, che rapporto abbiamo con le punizioni cosmiche e perché la terapia è l’unico vero modo per spezzare le maledizioni.

Karma mette in scena una riflessione tragicomica sulle conseguenze delle nostre azioni (e su quelle che subiamo). Com’è nata l’idea di usare il soprannaturale, dai tarocchi alle sedute spiritiche, per mettere in scena le ansie molto reali dei Millennials?
Io mi affido molto agli oroscopi, pur non prendendoli totalmente sul serio. A dicembre di ogni anno con la mia migliore amica c’è la religiosa lettura incrociata di vari oroscopi (Paolo Fox e Simon and the stars su tutti) per capire cosa ci riserva l’anno ma soprattutto poter incolpare qualcuno delle nostre sventure. Credo che questa sia una cosa molto comune a noi Millennials, cresciuti con nonne che leggevano i cerchi di olio nel brodo e davanti alla tv, che è un media estremamente superstizioso e magico.
A proposito del titolo: tu che rapporto hai con l’idea di Karma?
A me il Karma dà un senso di sicurezza in realtà. Nessuna cattiva azione resta impunita, ma allo stesso modo ogni azione buona aggiunge punti Karma, cumulabili come i bollini spesa del supermercato, che alla fine danno sempre un regalo soddisfacente, fosse anche solo una riduzione della pena per le cattive azioni o i cattivi pensieri.

Nel tuo lavoro ricorrono tante dinamiche che caratterizzano la nostra generazione, dinamiche familiari poco sane, relazioni sentimentali precarie così come il lavoro instabile. Senza spoilerare troppo, la protagonista Nicoletta prova a districarsi grazie alla sua passione per la maglia e all’amicizia con Lea. Da millennials a millennials, come se ne esce? O come si sopravvive?
La cosa fondamentale è non abbandonare mai le proprie passioni e aspirazioni. Anche se la famiglia o le esigenze della vita si oppongono, è importante non perdere mai di vista l’obiettivo e andare avanti a spada tratta. Poi molto importante è in qualche modo perdonare la propria famiglia di origine per i danni fatti. Capire il contesto sociale e culturale all’interno dei quali sono stati commessi aiuta a contestualizzare. Contenere i parenti, delimitare i propri spazi, proteggendoli con serenità ma determinazione e soprattutto fare dell’ottima terapia!

La madre di Nicoletta è una figura centrale e ingombrante, forse anche per l’educazione del padre e che il padre ha avuto. Come si possono interrompere queste “eredità” familiari?
Ѐ esattamente qui che entra in gioco la terapia. Spezzare il loop che si ripete generazione dopo generazione. Affidare le proprie fatiche a qualcuno che sa come alleggerirci. Il motivo per cui Donatella è una madre soffocante è semplice: lei crede di star portando stoicamente le proprie fatiche sulle spalle sentendone appena il peso. In realtà le sta scaricando in parte sulla figlia, che deve portarle al posto suo, insieme alle proprie. Non andare in terapia è precisamente questo.
La passione per il knitting della protagonista è qualcosa che ti appartiene da vicino?
Decisamente sì! Faccio tantissimo a maglia, è estremamente rilassante e in più la felicità di confezionare i propri vestiti è quanto di più soddisfacente ci sia al mondo!

Hai una storia nell’autoproduzione, in particolare con il collettivo Mammaiuto. Com’è stato il passaggio dall’approccio dell’autoproduzione alla lavorazione di un graphic novel con un editore come BAO Publishing?
La mia collaborazione con Mammaiuto non finirà mai, io apparterrò per sempre al mondo delle autoproduzioni. Sono l’origine di quasi tutti i grandi fumettisti della storia e del presente, questo è bene non dimenticarlo mai. L’autoproduzione però fatica molto ad essere presente nelle librerie a causa dei costi elevati, visto che il nostro è tutto lavoro volontario; forse è questo il motivo principale per cui dopo dieci anni sono tornata a bussare alla porta delle case editrici. Sono veramente felice di poter dire che in Bao ho trovato un approccio estremamente rispettoso nei confronti delle storie e del lavoro degli autori, cosa che temevo mi sarebbe mancata.
Il 17 ottobre farai una presentazione a Pistoia e poi ci saranno, immagino, occasioni a Lucca Comics & Games: che effetto ti fa portare Karma proprio “a casa”? Lanciamo un invito speciale ai Millennials toscani?
Io sono molto legata alla mia Toscana e soprattutto alla provincia di Pistoia, a cui appartengo, e a quella di Lucca, da cui la mia famiglia ha origine. Vedere i miei fumetti così accolti a casa propria è come andare a casa della nonna a mangiare i tordelli! Millennials (ma non solo) toscani: ci vediamo a Pistoia e Lucca per fare due chiacchere insieme!