Un bilancio di fine weekend che va ben oltre le più rosee aspettative. La prima edizione del Gran Premio Storico d’Italia, andata in scena dal 2 al 4 ottobre sul circuito del Mugello, si chiude con numeri da capogiro e lo sguardo già alla prossima edizione. Tra bolidi d’epoca, eccellenze motoristiche nel paddock e un meteo complice, l’impianto toscano ha registrato oltre 60mila presenze in tre giorni, confermando la sua centralità nell’ecosistema sportivo ed economico nazionale. In questa occasione abbiamo avuto l’occasione di intervistare l’Amministratore Delegato dell’Autodromo, Paolo Poli, sullo stato di salute del circuito.
Direttore, partiamo da questa prima edizione, un successo di pubblico. Possiamo tracciare un primo bilancio di questi tre giorni?
Il bilancio è estremamente positivo. Siamo stati sicuramente aiutati dalle condizioni meteo favorevoli, ma i fondamentali erano estremamente forti e ciò ci ha consentito di vivere una tre giorni assolutamente emozionante in pista con macchine uniche nel mondo del paddock, impreziosito, come dicevamo, da una partecipazione di pubblico notevole. In due giorni siamo arrivati a 60mila persone ed è veramente un grande risultato se consideriamo che questa è la prima edizione. La prima edizione di un evento così particolare, rivolto al mondo delle autostoriche, in un autodromo storico, e sicuramente ci dà dello spunto per guardare con grande ottimismo alla seconda edizione che sicuramente organizzeremo nel 2027.

In questa occasione è stato tracciato anche un bilancio turistico-economico dell’impatto dell’autodromo non solo nella Toscana, ma nell’ecosistema Paese, che continua a crescere.
Continua a crescere. Insieme al presidente Giani, abbiamo presentato questo studio che abbiamo fortunatamente voluto fosse realizzato da IRPET per avere anche la certezza della veridicità dei dati rappresentati. Sapere che dopo il Covid siamo riusciti a tornare a una cifra così importante, una ricaduta sul territorio appunto di 205 milioni di euro, è per noi fonte di grande soddisfazione e credo che sia importante per continuare la traiettoria di crescita, perché ricordo che già questo tipo di studio IRPET ce l’aveva realizzato la prima volta nel 2011, certificando 67 milioni; nel pre-Covid nel 2018 eravamo già arrivati a 130 milioni di euro. Sapere oggi, dopo il Covid, di essere giunti, grazie anche all’evoluzione dei nostri calendari, dei nostri modi di lavorare, di avere sempre gare di maggior livello e con maggiore partecipazione di pubblico, spettatori, ma anche di piloti, di piloti internazionali, sapere che abbiamo intrapreso questo percorso ci fa sperare fortemente che nei prossimi anni, con un buon lavoro, si possa arrivare ancora a massimizzare la cifra, soprattutto per il benessere dei nostri territori che ci ospitano e in parte ci sopportano.
Proprio qualche settimana fa la notizia del rinnovo quinquennale con Dorna per ospitare il Gran Premio d’Italia di MotoGP, Gran Premio che vi porterà a fare farà anche investimenti per migliorare ulteriormente il circuito.
Fa parte anche questo del ritorno per l’economia locale, perché già soltanto quest’inverno vedremo la riasfaltatura completa della pista, più ovviamente dovremo iniziare a pensare a una renovation delle strutture, perché questo è un autodromo che sì, è sempre di altissimo livello, ma che comunque dobbiamo pensare è stato realizzato e concepito negli anni ’90. Quindi, per essere ancora in grado di affrontare le sfide che ci porterà il futuro, dobbiamo essere pronti e capaci di sviluppare l’infrastruttura, così come appunto le gare, gli standard internazionali e nazionali per i prossimi anni, ci richiedono.
Uno sviluppo sempre in sinergia con la Regione Toscana e con i comuni sul territorio.
Assolutamente imprescindibile, perché comunque siamo una realtà fortemente radicata, siamo una realtà anche di professionalità locali e abbiamo assolutamente necessità del supporto della collettività, anche per sapere che stiamo seguendo la direzione giusta e per dare lustro non solo alla conca del Mugello, ma alla città metropolitana di Firenze e alla Toscana tutta quanta. Portiamo il nome dell’Italia nel mondo con il Gran Premio motociclistico e il Gran Premio storico, ma noi qua abbiamo la Toscana.