“Architettura, linguaggio del corpo” è il titolo della mostra che sarà aperta dal 18 settembre 2026 fino al 31 gennaio 2027, al Museo Libero Andreotti di Pescia, dedicata ai progetti dell’architetto tedesco Hans Kollhoff, che ha scelto la città toscana come nuova casa.
L’esposizione presenta i progetti definitivi e le visualizzazioni che trasmettono il carattere degli edifici realizzati e nati in oltre cinquant’anni di ricerca nello studio berlinese di Kollhoff in collaborazione con la sua partner, l’architetta Helga Timmermann.
“La mostra – dichiara l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti – apre all’interno di uno spazio molto bello, dedicato a Libero Andreotti, che ha una struttura particolare ed anche per questo merita di essere visitata ed aggiunge valore ai temi espositivi di Hans Kollhoff che creano un dialogo tra le sculture e l’architettura. Un dialogo voluto dallo stesso Kollhoff, che ha scelto di celebrare così anche i suoi 50 anni di carriera a Pescia, sua dimora d’adozione. Una mostra che conferma Pescia come luogo di incontro culturale per la dimensione internazionale delle opere esposte ed il programma di eventi che la accompagna al quale prenderanno parte architetti provenienti da tutto il mondo”
“Abbiamo voluto accostare i modelli del nostro studio berlinese – afferma Kollhoff – con i modelli di Andreotti realizzati nei materiali più diversi come gesso, legno, bronzo e questo dialogo per noi architetti è molto interessante perché offre una proiezione materica della nostra idea e della nostra sensibilità e aiuta a comprendere la natura del nostro lavoro progettuale”.
La mostra al Museo Libero Andreotti di Pescia
L’esposizione al Museo Libero Andreotti di Pescia, presenta un panorama di ricerche architettoniche, estese su un arco di cinquant’anni, che va oltre la selezione di progetti, disegni e rendering, ripercorrendo una documentazione di studi che hanno portato alla realizzazione di importanti aree urbanistiche e numerose realizzazioni che comprendono edifici per uffici e commerciali, edifici residenziali, case unifamiliari ed edifici pubblici di rilievo.
A Berlino porta la firma di Hans Kollhoff la progettazione a Potsdamer Platz di una torre a in mattoni in stile classico newyorchese per Daimler Chrysler ed al suo studio è stata affidata della pianificazione urbanistica dei grattacieli di Alexanderplatz.
Tra le sue opere figurano anche la ricostruzione dell’ex Reichsbank nel nuovo Ministero degli Esteri e a Francoforte sul Meno ha eretto l‘edificio residenziale Main Plaza, alto 88 metri, nel Deutschherrnviertel.
Nel 1996 ha ricevuto il Premio di Architettura della Città di Lipsia, con la sua progettazione di una delle nove sedi centrali della Banca Centrale Tedesca.
“Architettura, linguaggio del corpo è il titolo che spiega il senso di una mostra dove la cultura figurativa, artistica e la sensibilità compositiva straordinaria di Hans Kollhoff si abbina all’uso di elementi tecnici o tecnologici, – spiega il professor Claudio Pizzorusso – È una mostra che piacerà a chi ama lo sguardo e la pittura. C’è molta cultura, profonda e storica, delle avanguardie tedesche, ma c’è anche tanta cultura anche americana, statunitense. Credo sia veramente una mostra capace di offre grandi stimoli agli architetti, agli storici dell’arte e a tutti coloro che sono appassionati al bello”
