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A Lucca tornano alla luce i resti di un edificio romano con pitture murali

Durante i lavori in via Duomo scoperta una porzione di muro alta 125 cm con intonaco dipinto in rosso, decorazioni vegetali e marmi colorati

Scavi in via Duomo a Lucca - © Complesso Museale Cattedrale Lucca

Un edificio romano databile I-II secolo d.C. con pitture murali e frammenti di pavimentazione in marmi colorati. È questo il tesoro riemerso durante i lavori di scavo sotto il manto stradale di via Duomo a Lucca. I risultati delle indagini e le scoperte sono stati illustrati nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Il cantiere, effettuati nella scorsa primavera per modificare il tracciato di deflusso delle acque di falda, ha restituito nuove e preziose informazioni sul passato della città, portando alla luce una porzione di muro di epoca romana alto 125 cm, caratterizzato da un pilastro aggettante databile alla media età imperiale. La vera eccezionalità della scoperta, per Lucca, risiede nello stato di conservazione dei suoi rivestimenti: sulla faccia meridionale del muro si sono preservati circa 60 cm di intonaco dipinto in rosso con decorazioni vegetali, che prosegue in colore bianco sul pilastro.

Le ricerche hanno mostrato importanti testimonianze di epoca romana e tardoantica confrontabili con le strutture presenti nell’area archeologica della vicina chiesa di San Giovanni e Reparata. Sebbene l’area ridotta dello scavo non permetta un’interpretazione univoca, la struttura è riconducibile al complesso romano già noto nell’area, di cui costituiva il muro perimetrale meridionale. Il pilastro potrebbe indicare un accesso sul lato sud di questo complesso, a cui gli studiosi attribuiscono un’ipotetica funzione termale. Lo scavo stratigrafico ha inoltre permesso di datare l’abbandono della struttura alla tarda età romana.

Tra i numerosi materiali recuperati figurano frammenti di ceramica, vetro, porzioni di intonaco dipinto ed elementi lapidei di una pavimentazione in marmi colorati, chiari indicatori dell’alto livello monumentale degli edifici presenti nell’area.

All’epoca tardoantica (V-VI secolo) è riconducibile una sepoltura (della quale sono stati intercettati i piedi), collegata alle tombe già note sotto la chiesa di San Giovanni, a conferma della presenza di una zona sepolcrale. All’epoca romanica (XII-XIII secolo) afferisce invece la ricostruzione della chiesa che intercettò il muro romano, asportandone la faccia settentrionale per far spazio alle nuove fondazioni.

La presentazione dei risultati delle indagini e delle attività svolte sul campo ha visto la partecipazione e gli interventi dei rappresentanti della Soprintendenza ABAP per le province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia, dell’Ente Chiesa Cattedrale di San Martino e, soprattutto, dei restauratori e degli archeologi che hanno lavorato direttamente allo scavo.

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