© Alessio Serra, Endemol Shine Italy

Enogastronomia /L'INTERVISTA

Niccolò Mazzanti, dal Nuovo Pignone a Masterchef. “Il momento più emozionante? I complimenti di Cannavacciuolo”

L’ex concorrente si racconta a intoscana.it. L’esperienza televisiva, l’amore per la Lunigiana e il sogno di una palafitta sul mare

Ogni giorno avvia turbine con il suo team di lavoro nel sito strategico della Baker Hughes-Nuovo Pignone a Massa, una delle aziende leader al mondo nel settore delle tecnologie energetiche. Un lavoro sofisticato, di precisione. Dunque cervello e ordine. 

Quell’equilibrio perfetto che serve anche ai fornelli della cucina più famosa d’Italia, quella di Masterchef nella quale il massese Niccolò Mazzanti ha lasciato il segno, arrivando tra i 5 finalisti dell’ultima edizione nella quale ha portato una ventata di leggerezza. Il suo ballo davanti ad Antonino Cannavacciuolo è rimasto uno dei momenti “iconici” della stagione.

A Masterchef ho imparato a cucinare con il cuore

Lo raggiungo al telefono. E subito mi parla del primo insegnamento che gli ha regalato l’incontro con gli chef. “Cucinare con il cuore, con l’anima”, confessa Niccolò. “Alla fine è proprio questo quello che conta”.

Massa è un crocevia tra mare e montagna. Cosa significa per la tua cucina? 

Il mio bagaglio culinario è fatto  dei prodotti del mio territorio: amo cucinare il pesce ma sono anche un fungaiolo e un raccoglitore di erbe. Il menù che avevo pensato per la finale di Masterchef era strutturato proprio come un percorso con ingredienti di mare e di montagna. Massa ha influito notevolmente in questo. 

Riguardo alla montagna c’è un luogo della tua terra dove ti rifugi anche per ritrovare l’ispirazione in cucina? 

Adoro la Garfagnana e la Lunigiana. Soprattutto la zona del Monte Tondo, il Passo dei Carpinelli. E lì che mi rifugio spesso per una camminata nel bosco e per  trovare la serenità e l’ispirazione anche in cucina. 

Niccolò Mazzanti e Bruno Barbieri – © Alessio Serra – Endemol Shine Italy

Qual è stato il primo piatto che hai cucinato?

Ero in montagna, a Cerreto Laghi, in roulotte. Eravamo andati lì per cercare funghi con mio fratello e il nonno. Lui non sapeva farsi nemmeno un uovo. Quella sera, avrò avuto al massimo sette o otto anni, preparai una bistecca per noi tre. E’ stato bellissimo cucinare per la prima volta per la mia famiglia, un’emozione unica.

A proposito di ingredienti toscani, qual è secondo te quello che meriterebbe un po’ più di ribalta in cucina? 

Il lardo di Colonnata. E’ sicuramente un ingrediente famosissimo ma secondo me ancora poco utilizzato nei piatti, io invece ne faccio moltissimo uso, è incredibile, spettacolare. 

Esprimi, nella tua cucina, il racconto di una Toscana fatta di industria, di mare, di vette aspre. Ti senti ambasciatore di questa Toscana di frontiera? 

Da noi si cucinano i tordelli alla massese, il baccalà marinato, siamo un popolo a parte anche a tavola

Direi che sono un toscano atipico. Noi discendiamo dai Liguri Apuani, un’antica popolazione che abitava le nostre Alpi Apuane, e quindi rappresentiamo un crocevia  tra Liguria e  Toscana, un popolo unico. Pensa che solo a Massa, che è una città piccola, ci sono cinque o sei dialetti diversi, senti che la mia parlata non è la classica toscana? E siamo unici anche per le tradizioni  culinarie. Da noi si cucinano i tordelli alla massese, il baccalà marinato, siamo un popolo a parte anche a tavola. 

Niccolò Mazzanti Skill Test a Mastechef – © Alessio Serra – Endemol Shine Italy -MasterChef Italia, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, è sempre disponibile in streaming su NOW

Qual è stato il momento più emozionante a Masterchef?

I complimenti di Cannavacciuolo? Incredibile e bellissimo

I complimenti di Cannavacciuolo alle audizioni per il mio coniglio. Ero scioccato, non sapevo cosa dire. E’ stato incredibile e bellissimo.

La voce di Niccolò Mazzanti ancora vibra ricordando quel momento. Ci lasciamo poi con l’immagine di un sogno: cucinare su una palafitta al mare, nella sua Massa, la città che tiene insieme la bellezza straordinaria dei contrasti, l’azzurro dell’acqua salata e la maestosità delle Apuane, fatte di vette e di sentieri. Niccolò li conosce bene e sarà capace di spianare la strada per raggiungere quel traguardo e cucinare, come ha imparato a fare tra i banconi di Masterchef, con l’anima e il cuore. E con un pizzico di quel lardo di Colonnata che saprà diventare principe dei suoi piatti.

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