Bianca Nannucci, nata negli Stati Uniti da genitori pratesi, ha stupito tutti agli ultimi Campionati assoluti di nuoto andati in scena a Riccione, conquistando il titolo nei 200 stile libero e l’argento nei 400. Agli Europei Juniores, nella vasca di Monaco, ha poi raccolto un bronzo nei 200 stile libero e un prezioso oro nella staffetta 4×200 stile libero. La nuotatrice azzurra è tesserata GS Fiamme Oro e Rari Nantes Florentia e oggi si allena in Francia ad Antibes, sotto la guida del tecnico Fred Vergnoux. Dopo l’esordio con la nazionale maggiore ai Mondiali di Singapore, Bianca si sta preparando per affrontare gli Europei, in programma a Parigi dal 10 al 16 agosto.

L’ultimo capitolo Juniores
Sei reduce dall’ultima fatica agli Europei Juniores, ci racconti com’è andata e se sei soddisfatta dei risultati raggiunti?
Non è andata proprio come volevo in base della aspettative che avevo per me stessa. Forse non ero nella mia miglior forma per tante cose accumulate. Vincere due medaglie è stato molto bello, sia la mia medaglia individuale che vincere con l’ staffetta è stato veramente bello. È stato anche un po’ triste perché è stata la mia ultima gara junior. Mi sono goduta tutta l’esperienza con la squadra.
Nel mirino gli Europei di Parigi
L’obiettivo di questa stagione sono gli Europei di Parigi che inizieranno fra meno di un mese. Come procede la preparazione e in che gare ti vedremo?
Sono sicura di fare la 4×200 stile libero che è il primo giorno di gare e il 200 stile libero che è in programma nella terza giornata. Non so se avrò la possibilità di gareggiare anche nel 400 stile libero nell’ultimo giorno, vedremo. Come in tutte le gare, mi piacerebbe molto potermi riavvicinare o fare i miei miglior tempi, sia nella gara individuale, che nella staffetta, dove siamo molto competitive. La preparazione sta andando abbastanza bene ormai, mancano proprio le ultime cose da affinare. Tutto il lavoro di costruzione è già stato fatto durante l’anno.

La scelta francese e i metodi di lavoro
Dallo scorso anno ti alleni in Francia, da dove nasce questa scelta?
Io sono cresciuta negli Stati Uniti, ho vissuto tanti anni in Spagna e in giro per il mondo. Sono abbastanza abituata a vivere esperienze un po’ diverse, fuori dal normale. Questa decisione di venire a allenarmi in Francia è stata perché già conoscevo l’allenatore che si chiama Fred Vergnoux (già coach di Mireia Belmonte e, più recentemente, di Summer McIntosh ndr.). Avevo già un buon rapporto con lui e mi piaceva molto l’ambiente. Siamo un gruppo grande con tanti ragazzi da tutti i Paesi del mondo ed è molto stimolante. Siamo divisi in tre gruppi, quello dei velocisti, mezzo fondo e acque libere, ovviamente sono nel gruppo di mezzi fondisti e facciamo una base con tanti chilometri. Devo dire che mi sto trovando bene nuotando tanto, è proprio l’allenamento giusto per me, che mi serve e mi piace.
Dalla danza alla piscina: com’è nata la passione per il nuoto
Come è nata la passione per questo sport?
Entrambi i miei genitori hanno fatto nuoto. Io e i miei fratelli, inizialmente, abbiamo fatto questo sport per imparare a nuotare. Poi, fin da piccoli, io e i miei fratelli, abbiamo praticamente provato tutti gli sport possibili. Fino ad 8 anni praticamente facevo uno sport diverso ogni giorno della settimana da pattinaggio sul ghiaccio, tennis, equitazione, danza classica, nuoto e un sacco di altri sport. A 13 anni facevo metà settimana danza classica e metà nuoto, erano i miei ultimi due sport perchè ogni anno piano piano toglievo una disciplina che mi piaceva un po’ meno. Mi è sempre piaciuto stare nell’acqua, anche al mare. Penso di aver scelto il nuoto sulla danza perchè nella danza non c’è molta competizione, si ricerca più la perfezione del movimento, l’eleganza che porta poi all’esibizione negli spettacoli. A me, invece, piace competere e aver la possibilità di vincere, per questo ho scelto il nuoto.

I modelli: l’amicizia con Sara Curtis e il mito Ledecky
C’è un nuotatore o una nuotatrice, anche internazionale, che hai come modello o che in questo tuo percorso in nazionale ti fa da mentore?
Una mia cara amica è Sara Curtis, è una persona che ammiro veramente molto e penso sia un’atleta veramente fenomenale. La osservo molto anche nei suoi modi di fare. Forse è una risposta un po’ banale ma a livello internazionale il mio riferimento è Katie Ledecky, la più grande di tutte nelle gare in cui compete. È forte come nuotatrice ma anche come persona, è poi umile e carina con tutti e questo, penso, la rende un’atleta ancora più di alto livello oltre a quello che dimostra con i tempi e risultati.

L’orizzonte a cinque cerchi
A breve ci sono gli Europei, ma fra due anni ci sono le Olimpiadi di Los Angeles
Il sogno di ogni atleta è quello di arrivare a disputare un’Olimpiade per rappresentare il proprio Paese. Ci sono ancora due anni e tanto lavoro da fare però è il mio sogno, un obiettivo che spero di poter raggiungere.