Ricordare Oriana Fallaci, valorizzando la sua forza, la sua libertà di pensiero e il coraggio. A Palazzo Strozzi, nella Sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, l’omaggio alla giornalista fiorentina e scrittrice fiorentina, a vent’anni dalla sua scomparsa, è diventato un confronto a più voci.
L’incontro, aperto dai saluti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e di Michele Ciliberto presidente dell’ Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, si è svolto nell’ambito del progetto regionale La Toscana delle Donne ideato dall’assessora alla cultura Cristina Manetti. Al dibattito hanno partecipato Cristina Manetti, Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, lo storico Franco Cardini, monsignor Rino Fisichella, il giornalista Riccardo Mazzoni, Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux, Giangiacomo Schiavi, già vicedirettore del Corriere della Sera, e Giulia Tellini, docente dell’Università di Firenze. A moderare la giornalista Chiara Dino.

Le testimonianze dirette, i ricordi personali e le riflessioni, hanno restituito le tante sfumature di una figura complessa e fuori dagli schemi. Dalla carriera giornalistica internazionale al legame profondo con Firenze, fino agli aspetti più privati della sua vita, emersi anche nel racconto di monsignor Rino Fisichella, che accompagnò la scrittrice negli ultimi momenti della sua esistenza.
“Oriana Fallaci è stata una figura straordinaria, una donna di grande personalità e spessore, capace di confrontarsi da pari a pari con i grandi leader del mondo – ha sottolineato il presidente Eugenio Giani – Una fiorentina autentica, anche in quello spirito polemico tutto fiorentino che la portava a dire sempre ciò che pensava. Una figura talvolta controversa, ma di valore indiscutibile, che ha venduto milioni di libri e che merita il riconoscimento e l’omaggio della sua città. È importante che oggi si riconosca pienamente la statura di questa grande donna”.
“L’eredità più importante che Oriana Fallaci ci ha lasciato è la curiosità, la voglia di scoprire e di andare a fondo nelle cose, ma soprattutto la libertà del pensiero critico – ha dichiarato l’assessora Cristina Manetti –. È un messaggio che continua a parlare con forza alle nuove generazioni. I giovani dimostrano ancora oggi una grande ammirazione nei suoi confronti, forse proprio perché sono più liberi da preconcetti e pregiudizi e sanno riconoscere il coraggio di chi ha raccontato il mondo senza rinunciare alla propria indipendenza di pensiero. A vent’anni dalla sua scomparsa, il suo messaggio è ancora potente ed è per questo che abbiamo voluto dedicarle più appuntamenti nell’ambito della Toscana delle Donne”.