Tutto pronto ad Arezzo e in Valdarno per la 14esima edizione dell’Operazione Bufo Bufo, la storica campagna di tutela dei rospi comuni (la specie “Bufo bufo”) che dalla prima settimana di febbraio fino alla fine di marzo vedrà i volontari in giro per le strade per aiutare e proteggere gli anfibi nel momento più delicato e pericoloso della loro esistenza: la stagione degli amori.
Cartelli stradali e volontari per proteggere gli anfibi
Ogni anno infatti, tra febbraio e marzo, i rospi lasciano i campi e i boschi dove solitamente vivono per migrare versi i loro siti di riproduzione: laghetti, pozze e altri specchi d’acqua stagnante, dove incontrare il loro partner. Un viaggio che spesso li costringe ad attraversare strade trafficate e li mette a rischio di essere investiti e uccisi dalle auto.
Per ridurre questo impatto tornano dunque sulle strade aretine i volontari dell’Operazione Bufo Bufo, pronti a presidiare i tratti più critici nelle ore serali. Muniti di guanti, torce, gilet catarifrangenti e secchi per recuperare i rospi in mezzo alla strada e metterli al sicuro, gli attivisti opereranno dal tramonto fino alle 22.30 circa, soprattutto nelle serate umide o piovose, quando la migrazione è più intensa, per evitare investimenti accidentali.
Grazie alla collaborazione con il Comune di Arezzo anche quest’anno verranno posizionati cartelli stradali mobili con l’inconfondibile sagoma del rospo sopra, che indicano alcune zone di migrazione e invitano gli automobilisti a fare attenzione. Ad Arezzo l’attività dei volontari si concentrerà soprattutto in due zone che storicamente sono veri corridoio di migrazione per il Bufo Bufo: Molinelli e San Fabiano.

L’appello agli automobilisti
Ovviamente monitorare tutte le zone sul territorio in cui si spostano i rospi è impossibile per questo, come ha spiegato Francesco Cortonesi, insegnante, autore, attivista e da anni portavoce dell’operazione, quella del Bufo Bufo è anche una campagna di sensibilizzazione per far capire a tutti gli automobilisti che bisogna guidare con prudenza e fare attenzione alle zone di migrazione, che spesso sono in prossimità di laghetti o pozze d’acqua: basta rallentare un po’ per salvare molti esemplari.
Inoltre i volontari svolgeranno un lavoro importante di raccolta dati: gli anfibi messi in sicurezza o osservati saranno conteggiati per fornire i dati ai biologi che studiano l’andamento della specie a livello nazionale. L’edizione 2026 inoltre introduce anche una novità importante: oltre al comune di Arezzo e al Valdarno il monitoraggio verrà esteso per la prima volta anche al Casentino, segno di un progetto in crescita e di un impegno che coinvolge un territorio sempre più ampio.
Il gruppo di volontari dell’Operazione Bufo Bufo è sempre alla ricerca di nuove reclute: chi volesse unirsi alla missione, che ogni anno permettere di salvare centinaia di rospi, può scrivere per informazioni a operazionebufobufo@gmail.com.