La sorte ha scelto: Bruco, Drago, Valdimontone e Oca sono le quattro contrade estratte per il Palio di Provenzano in programma il 2 luglio. Piazza del Campo a Siena, affollata come non mai, ha atteso, nella sera del 31 maggio, che le bandiere fossero collacate alle trifore del Palazzo Pubblico accanto a quelle che partecipano di diritto alla carriera: Onda, Civetta, Giraffa, Leocorno, Aquila e Torre. Due le coppie di contrade rivali che si sfideranno sul tufo: Civetta e Leocorno, Torre e Oca.
Come da tradizione, le bandiere delle contrade estratte sono state collocate alle trifore del primo piano di Palazzo Pubblico. Le bandiere delle sette contrade non estratte o che devono scontare una squalifica sono state posizionate alle finestre del secondo piano.
Finestre chiuse invece nel Palazzo Pannocchieschi D’Elci che si affaccia in piazza del Campo per a morte, a 94 anni, della contessa Cesarina Pannocchieschi d’Elci, punto di riderimento dell’ospitalità aristocratica. Da quelle finestre, negli anni, si sono affacciati capi di Stato, artisti, attori e musicisti: Margaret d’Inghilterra, Tony Blair, Sarah Ferguson, Mel Gibson, Sting, Mick Jagger solo per citarne alcuni. Lo scorso anno fu ospite la popstar Madonna che aveva scelto Siena per festeggiare il 67esimo compleanno.
Gli artisti dei drappelloni
Sarà Ismaele Nones a firmare il drappellone del Palio del 2 luglio. Teodora Axente realizzerà quello del 16 agosto.
Ismaele Nones, nato a Trento nel 1992, è un giovane artista già affermato in Italia e nel mondo. “Con il drappellone del 2 luglio 2026 – si legge nell’atto di nomina dell’artista – si intendono commemorare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, non solo per la sua grandiosa opera ma anche per il fortissimo legame del Santo con la nostra città, così come dimostrato dal Piccolo Testamento di Siena”.

Il drappellone del 16 agosto, invece, commemorerà i cinquecento anni dalla Battaglia di Camollia, quando la notte del 25 luglio 1526 l’esercito nemico fu respinto e costretto alla fuga e la Repubblica Senese mantenuta intatta e indipendente.
Le opere del’artista rumena, tra le voci più intense della pittura europea contemporanea, si possono ammirare nella mostra “Metamorfosi del Sacro”, in ocrso fino all’11 gennaio presso il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena